La Ciau del Tornavento, Maurilio Garola e le percentuali del successo

Il successo di un ristorante da cosa possiamo decretarlo? Da una buona cucina? da una bella e accogliente sala? Da un paesaggio mozzafiato? Quanto contano in percentuale tutti questi fattori? Perché La Ciau del Tornavento è un locale di successo?

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La Storia

Il Ristorante La Ciau del Tornavento

Girovagare, perdersi fra colline disseminate di filari di vite, fra cantine più o meno moderne, incontrare gente, contadini austeri, vignaioli indomiti, unico filo conduttore il vino; è inutile trovare altre risposte, in Langa si viene per il vino.

I territori di Langa, Chianti, Montalcino, Bolgheri e Maremma, Valpolicella, Collio, Etna e poche altre zone hanno fondamentalmente il vino come ragione di vita. Luoghi affascinanti e di grande potere attrattivo per gli appassionati di tutto il mondo.

In questo “momento storico Italia 2014”, questo potere di attrazione, per ragioni di sopravvivenza, dovrebbe essere esteso ai tanti settori produttivi agroalimentari che caratterizzano un paese tendenzialmente a trazione agricola, con buoni agricoltori e grandi artigiani. Dal vino al pane, ai formaggi, all’olio, al grano etc. Tanti prodotti unici ed incomparabili insieme ai nostri bellissimi paesaggi e alla nostra grande storia.

Può tutto questo contribuire a decretare il successo di un ristorante? Prendiamo ad esempio il grande ristorante in Langa di Maurilio e Nadia “La Ciau del Tornavento”, in parte sicuramente si, ma tutto ciò non basta, aiuta, certo che aiuta, ma sarebbe una facile equazione.

È di matematica che vorrei parlare, una scienza in questo caso adattata alla ristorazione, quindi parlerò non solo di cibo e vino ma anche di percentuali. Il 100% del successo di un ristorante equivale ad un 33% di buonissima cucina, 33% di sala, a partire dall’accoglienza, gentilezza, modi di fare, sorrisi, bella presenza, carta dei vini e cantina. Ed un 33% di comunicazione. Manca un 1%, che è il fattore fortuna. Una cucina si fa ricordare al 98% se pessima e non supera invece un 33% se eseguita in maniera ottimale. Mi scuso se ho preso come pretesto la matematica per parlare di ristorazione.

 

I Piatti

 

La cucina di Maurilio Garola e della sua brigata, perché in questo caso possiamo parlare veramente di grande brigata, esprime bontà e unicità del territorio, qui la materia prima gioca un fattore importantissimo.

Piatti della tradizione ma anche piatti innovativi sempre con rimandi al Piemonte, grandioso l’uso delle carni, gli ottimi pesci che arrivano dalla costa Ligure, come i famosi gamberi di San Remo, verdure sempre fresche, erbe aromatiche appena colte nell’immenso e bellissimo erbario.

Valore aggiunto non da poco, questo luogo ospita in una sequenza botanica maniacale, circa cinquanta erbe aromatiche, ed è facile vedere giovani cucinieri con tanto di toque bianca ben impennata sulla testa, correre lungo i pendii del Jardin des herbes a raccoglierle per l’occorrenza delle padelle.

Dalla cucina vengono fuori piatti come le lumache di Cherasco, le tartare di carne Fassona, le animelle, i risotti in varie declinazioni, gli agnolotti del plin, i ravioli di Seirass, la pasta fatta in casa, la finanziera, l’agnello in due cotture, le grandi carni alla brace.

Tutto questo potrebbe bastare, è sicuramente una percentuale di soddisfazione che raggiunge il fatidico 33%, ma è bello immaginare che la cucina possa crescere ancora in qualità, perché Maurilio e co. si danno un gran da fare, e sicuramente il piatto della vita è sempre quello che dovranno ancora cucinare.

 

 

Il Ristoranta

La sala è il territorio della sapiente Nadia Benech, affiancata da Luca, il sommelier, insieme a un melting pot di giovani camerieri di straordinaria bellezza e competenza, capaci di animare questi lussuosi saloni risalenti all’epoca Littoria, tratteggiati da grandi boiseries, tappeti persiani, bei tavoli rotondi ricoperti da tovagliati di lino raffinatissimi; affettatrici d’epoca perfettamente restaurate ed un paesaggio esterno con visione mozzafiato, forse con pochi eguali al mondo.

Siamo in Langa e qui ne sentiamo tutta la forza, i tramonti ci accarezzano e ci corteggiano, non può mancare il vino, qui ne vediamo la culla attraverso le vigne e ne vediamo la vita in un’immensa cantina.

Una cantina in verticale dei migliori vini di Langa, di Toscana, d’Italia e tanta, tanta Francia che conta, Bordeaux, Borgogna e una miriade sconfinata di Champagne. Circa 60.000 bottiglie trovano riposo nella sottostante cantina, si parla di circa tremila etichette in svariati formati.

Sicuramente la sala al Ciau del Tornavento potrebbe sbarellare la fatidica percentuale del 33%, grazie ad una maestosa cantina e alla preparazione del personale, sempre capace di scaldare un animo attraverso il regalo di un buon sorriso e una parola di conforto.

La comunicazione.

Questo ristorante sa far parlare di se, una buonissima cucina e una fantastica sala sanno comunicare un ricordo indelebile, quel passa parola che tanto “funziona”.

Il fattore vino è certo una grande attrazione, qui molti viticultori hanno tavoli sempre prenotati, molte cene aziendali, molte degustazioni verticali vengono qui eseguite. Ogni sera possiamo incontrare un grande vignaiolo di Langa e molte storie di vino sono state raccontate in questi tavoli. Qui il vino è scorso a fiumi, questo sicuramente aiuta, non c’è persona appassionata del buon bere che non desideri sedersi una sera a tavola al Ciau del Tornavento.

Poter visitare la sua immensa cantina, vero e proprio museo del Nebbiolo, sorseggiare un grande vino davanti ad un paesaggio magnifico.

Un bellissimo sito Internet, ben esplicativo, splendide fotografie che mettono in risalto i punti salienti e tratteggiano la filosofia ristorativa. Ottime recensioni sulle guide di settore sia italiane che straniere; un passaggio costante di uomini della comunicazione del mondo del vino e del cibo fanno si che La Ciau del Tornavento sia un locale che riesce a comunicare bene il proprio lavoro. Anche in questo caso in termini numerici ci avviciniamo molto alla fatidica percentuale, cogliendola pienamente con il turista straniero e poco meno col gourmet o cliente Italiano.

In ogni caso il ristorante di Maurilio e Nadia spesso fa il tutto esaurito, dunque a loro va un plauso, e diciamo bravissimi, perché di questi tempi è cosa davvero difficile. Abbiamo forse parlato di matematica? Sicuramente abbiamo parlato di grandi professionisti, di grandi ristoratori.

 

Tutte le fotografie sono di Lido Vannucchi

 

 

Indirizzo

Ristorante La Ciau del Tornavento

Piazza Baracco, 7 – 12050 Treiso (Cuneo)

Tel: +39 0173 638 333

Mail: Info@laciaudeltornavento.it

 

Il sito web de la ciau del tornavento

 

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