Stories Milano, il brand di moda che veste gli chef di Guido da Costigliole

La moda entra in cucina: Stories Milano veste il team del ristorante 1 Stella Michelin Guido da Costigliole. Ecco come sono state realizzate le divise, sostenibili e al passo con le ultime tendenze.

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La notizia

Stefano Giordano, AD di Stories Milano, ha disegnato le nuove divise per le brigata di sala e di cucina del ristorante 1 Stella Michelin Guido da Costigliole, di proprietà di Monica Magnini, Andrea Alciati e Luca Zecchin, che si trova all’interno del lussuoso hotel 5 stelle immerso nelle Langhe, patrimonio UNESCO del Piemonte in Italia, il Relais San Maurizio, un antico monastero circondato dai vigneti.

Il progetto, di recente sviluppo, è partito tutto da una domanda dello chef Luca Zecchin all’amico stilista: “E se facessimo delle divise nuove per il ristorante?”. Da lì si è messa in moto una macchina fatta di ricerca di materiali, di esigenze tecniche e di interpretazioni stilistiche, che non poteva fare altro che dare buoni frutti. Sono nati così i grembiuli della cucina, le divise per la sala e sono in fase di studio le giacche da cuoco. “Creare un piatto ha molte similitudini con la realizzazione di un abito. Li accomuna la ricerca della qualità e della filiera corta nella produzione, oltre che la dinamica del processo creativo, tipico di uno chef e di un designerha dichiarato l’AD di Stories Milano. “Sono abituato a guardare la sostanza delle cose, prima della forma. Stefano mi ha convinto in primis per i materiali che mi ha proposto, che strizzano l’occhio alla sostenibilità, sempre più un focus fondamentale anche in cucinaha dichiarato lo chef Luca Zecchin.

I grembiuli

I grembiuli per la cucina sono stati il primo spunto. Stefano mi ha sottoposto i suoi materiali innovativi, ecosostenibili e biodegradabili al 100%, e io li ho subito messi alla prova. Se all’inizio avevo un po’ di diffidenza, anche per il contesto non delicato in cui avrei dovuto usarli, sono rimasto ampiamente soddisfatto dai risultati dello stress test”. La scelta fatta sui colori è stata quella del blu scuro nella parte superiore e di un grigio intermedio nella fascia bassa, che potrebbe diventare nero per nascondere più facilmente le macchie che si presenteranno.

Le divise della sala

L’ottimo riscontro avuto sui grembiuli ha convinto Monica Magnini e Andrea Alciati a voler fare uguale scelta anche in sala, “la quale necessita di materiali non solo performanti, ma anche di un bel taglio, colori e comodità” dichiara l’anima della sala Monica, che aggiunge: Siamo sempre stati molto attenti alle divise della sala. Non abbiamo nulla di classico come ci si potrebbe aspettare in un ristorante gastronomico, guardiamo con interesse alle tendenze del mondo della moda, complice anche il fatto che a guidare una sala ci sia una donna, per natura attenta al lato estetico di una sala, all’interno della quale nulla è lasciato al caso, dalla musica, alle scarpe, compresa la scelta, maturata quattro anni fa, di eliminare le tovaglie a favore di tavoli studiati ad hoc e in linea allo stile del ristorante”.  

Non avendo grandi paletti, se non quelli autoimposti, in questo caso si è preferito lasciare ancora più carta bianca a Stefano, che per l’occasione ha pensato a divise di ispirazione orientale, fatte con delle sahariane e un collo alla coreana. “Pensando alla cucina di Luca, alla loro filosofia, al loro modo di pensare, è stata questa la suggestione che gli ho proposto, e a loro è piaciuta molto”.

Le giacche per i cuochi

Dopo i grembiuli per la cucina e le divise per la sala, il terzo e ultimo elemento da disegnare potrebbero rivelarsi le giacche per i cuochi. “In questo caso” dice Luca Zecchin “bisogna vedere come sul lungo periodo i materiali reagiscono ai tanti lavaggi effettuati a 60°, con una certa frequenza. Si può comunque valutare di utilizzare queste speciali giacche solo nelle occasioni di rappresentanza, al di fuori delle nostre cucine: dai servizi di banchettistica, alla classica uscita in sala a fine serata”.

Il tessuto scelto

Il tessuto utilizzato per questa prestigiosa collaborazione tra Stories Milano e il ristorante Guido da Costigliole è la lana Merino neozelandese certificata ZQ, che garantisce la non-pratica del mulesing sull’animale, ossia una dolorosa asportazione di pelle che evita le infestazioni da parassiti ma è anche causa di un peggioramento della qualità finale del prodotto. “Acquistiamo i tessuti dal lanificio Reda Active, sinonimo di qualità dal 1865, che ha tradotto l’approccio etico in un codice che va dal rispetto per gli animali trattati, al rapporto empatico con le persone. Reda Active auspica un futuro in cui ci siano molte più società che scelgono i loro prodotti etici piuttosto che i tessuti classici, che ad oggi rappresentano ancora una grande fetta di mercato. Per questo Reda Active ha bisogno di portavoce come Stories Milano, che contribuiscano ad aumentare la sensibilità delle persone e dei clienti”.

Le criticità manifestate

Le principali criticità manifestate durante questa collaborazione, la prima di una lunga serie per Stories nell’ambito della ristorazione, riguardavano il grembiule di cucina e il lavaggio ad alte temperature, passaggio fondamentale per togliere alcune macchie di olio/grasso. “Ho optato per un fresco di lana 100% Merino, che solitamente consiglio di lavare al massimo a 40°” ha dichiarato l’AD di Stories Milano. “Non essendo questa temperatura in grado di smacchiare a fondo, ho proposto al ristorante un trattamento con una resina vegetale che crea una barriera che riveste il tessuto, lo rende meno soggetto alle macchie e lo protegge in fase di lavaggio, non modificandolo dal punto di vista estetico, fatta eccezione al tatto, per cui risulta più “croccante”, per usare un termine gastronomico”.