Come la foto di un piatto è arrivata a costare 15.000 dollari: le criptovalute entrano nel mondo enogastronomico

Le criptovalute entrano nel mondo enogastronomico, facendo schizzare alle stelle i prezzi di esperienze meramente virtuali, dalle prenotazioni al ristorante alle foto dei piatti. Moda del momento o business del futuro?

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La Notizia

Gary Vaynerchuk, alias Gary V, noto imprenditore russo trapiantato Oltreoceano, famoso per essere critico di vino su Youtube, oratore motivazionale, autore di numerosi libri, sempre in prima fila quando si tratta di cogliere le nuove tendenze, ha da poco annunciato l’apertura del primo ristorante NFT a New York.

Illustrazione di Alberto Graso

NFT è l’acronimo di Non-Fungible Token. L’aggettivo Non-Fungible, traducibile con l’espressione “non fungibile”, indica un bene non replicabile e non sostituibile perché possiede una specifica individualità. Il denaro è il bene fungibile per eccellenza poiché una banconota di una data valuta e quantità è sempre sostituibile da un’altra banconota di pari valuta e quantità. Un Non-Fungible Token, invece, indica una marca digitale, dotata di un certificato di autenticità e unicità.

Foto da Pixabay

Tale certificato è rilasciato grazie alla tecnologia blockchain. Ogni NFT, quindi, è unico e non può essere sostituito. La domanda che ora sorge spontanea è: che cosa possono avere a che fare i NFT con il mondo enogastronomico? In realtà molto più di quanto si pensi. Per capirlo basta fare un salto nel passato e tornare nel 2014 quando il critico gastronomico Nicholas Gill scrisse un articolo intitolato “Perché il Brooklyn BBQ sta conquistando il mondo?”.

Crediti Nicholas Gill

Quando fu pubblicato l’articolo non destò molta attenzione, ma quattro anni dopo venne condiviso su Twitter e in pochissimo tempo divenne virale e la semplice immagine di un piatto di carne con contorni che accompagnava l’articolo fu trasformata in un MEME.

Crediti Nicholas Gill- Cornice Getty Images

Così, lo scorso 5 agosto, Gill ha voluto rendere quella foto “la prima grande NFT nel mondo culinario”; l’ha messa all’asta e l’offerta di partenza era di 5 ETH, attualmente l’equivalente di oltre 15.000$. Prezzi del genere non sono rari quando si tratta di NFT: un articolo dell’autore del NYT Kevin Roose ha raggiunto 350 eteri all’asta che oggi sarebbero circa 921.000 euro. In passato, anche catene di ristoranti come Pizza Hut hanno sperimentato NFT. Durante una promozione lo scorso marzo, infatti, si potevano acquistare “1 byte favorites”, immagini digitali di una pizza. Una delle foto è persino arrivata a costare 8.824 $.

Foto da Pixabay

Per quanto riguarda il ristorante NFT di Gary V, dovrebbe aprire nel 2022 e trovare concreta incarnazione nel celebre chef Josh Capon. L’accesso al ristorante sarà consentito solo a chi è in possesso di uno dei gettoni non fungibili che fungeranno da biglietto di ingresso: tre diversi tipi di NFT garantiranno diversi livelli di accesso. La vera novità del ristorante di Gary V, però sarà che il NFT valido come biglietto d’accesso potrà essere ceduto come tale e rivenduto sul mercato secondario. Se il successo del ristorante dovesse rivelarsi quello ipotizzato da Mr Gary V, il prezzo dei token potrebbe arrivare a livelli esorbitanti.

Fonte: rollingpin.at

Foto di copertina: Pixabay