Insetti allevati in Italia da mangiare al 100%: Fucibo la startup made in Italy che punta al futuro del cibo

Gli insetti sono fonte di proteine, ricchi di ferro, vitamine e grassi buoni. Gli analisti prevedono una crescita annuale del comparto in doppia cifra per gli anni a venire. Una startup italiana punta sulla loro produzione.

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La Notizia

Un tempo nelle madie delle case, le tarme della farina erano un incredibile seccatura. Lasciata troppo tempo inutilizzata, che fosse di tipo 0 o integrale, dava origine (e lo dà ancora) a queste fastidiose bestioline che si aggirano per le ante, gli scaffali e per la casa.

Da quando però l’Efsa, l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare, ha dato il suo benestare alla commercializzazione di questo insetto, sotto forma di farina, di snack o essiccate, il punto di vista su questi animaletti è cambiato completamente. Di fatto, le tarme della farina sono i primi insetti a entrare di diritto nei menù ufficiali. Non ci dobbiamo sorprendere per questo. Ormai da tempo si ragiona su quali potranno essere, nel futuro prossimo, le materie prime della nostra alimentazione, per poter sostenere la crescita della popolazione mondiale e non sprecare le preziose risorse della terra. Gli insetti, se messi a paragone con altri tipi di animali, possono darci un importante fabbisogno calorico con minor spreco di risorse.

Un conto però è disquisire, in via teorica, sui cibi del futuro; un altro è rimboccarsi le maniche e avviare la produzione di scala degli insetti edibili, ammessi sulle nostre tavole. Bisogna allora sapere che, anche in Italia, una start-up sta ragionando sulla catena alimentare basata sugli insetti in modo strategico, con la finalità di commercializzare il prodotto. Insomma, sta ragionando su un business del futuro, per non dover recuperare il tempo perduto sui mercati e lasciare spazi di mercato ad aziende estere.

Anche perché gli analisti prevedono una crescita annuale del comparto in doppia cifra per gli anni a venire. L’idea, quindi, di aggredire questa nicchia di mercato potenzialmente remunerativa è venuta a due imprenditori italiani, Lorenzo Pezzato e Davide Rossi, che hanno avviato la prima food-company italiana dedicata alla produzione di prodotti a base di insetti. L’azienda si chiama Fucibo, una crasi che indica appunto il cibo del futuro.

Il risultato è una serie di trasformati, come pasta, cracker, barrette, dolci o snack tipo patatine. Le farine per la realizzazione di questi prodotti sono attualmente fornite dal più grande produttore europeo – lo si può leggere sul sito stesso di Fucibo (fucibo.com) – e quindi non possono ancora essere definiti al 100% italiani. Di sicuro, però, questi lavorati sono frutto della sapienza italiana e strizzano l’occhio, come è giusto che sia, ai gusti e alla tradizione gastronomica italiana. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare in breve tempo a produrre trasformati che possano avere una filiera certificata italiana. Nel frattempo, Lorenzo Pezzato e Davide Rossi hanno dato vita ad un e-commerce dedicato, 21bites (21bites.it), dove è possibile ordinare e acquistare i prodotti ricavati dagli insetti, in attesa che questi stessi siano messi in commercio nella grande distribuzione organizzata e nei negozi di prossimità.

Ora, in Occidente, l’ostacolo maggiore nel consumo degli insetti è di tipo culturale. Sebbene ci piacciano le lumache, le ostriche, i crostacei, i molluschi, i funghi; e siamo abbastanza accondiscendenti nei confronti di spore, radici, fermentati, alghe e microorganismi di origine vegetale, il nostro ostacolo nei confronti degli insetti è di tipo mentale. La maggior parte delle persone ne è disgustata, pur non avendoli mai provati. Siamo pieni di pregiudizi e di luoghi comuni, del tipo “gli insetti non sono buoni da mangiare”.

Il fatto che i trasformati si presentino nelle forme rassicuranti di pasta, barrette o snack, e non con le fattezze di larve, insetti o altro, aiuta a fare un passo verso l’utilizzo delle materie prime del futuro prossimo, anche se è ancora troppo presto per avere i dati di vendita di tali prodotti. Per superare però del tutto le barriere mentali, retaggio del nostro passato, è necessario fare un’operazione culturale e di informazione.

È necessario far sapere che esistono circa 1.900 specie di insetti edibili nel mondo. E che in genere hanno un sapore tenue e delicato, diversamente da quanto ci si possa immaginare. Una caratteristica che ne permette l’impiego in diverse ricette, senza che il gusto e la texture del piatto ne vengano stravolti. Gli insetti inoltre sono una validissima fonte alternativa di proteine, contengono tutti gli amminoacidi, sono ricchi di ferro, vitamine, grassi buoni e hanno molti altri macroelementi essenziali per l’uomo.

Insomma, gli insetti sono in tutto e per tutto un superfood, per usare parole che vanno molto di moda. Infine, informare in modo approfondito anche sulla sostenibilità ambientale degli allevamenti di insetti: ad esempio non sottovalutare il risparmio di acqua e la notevole riduzione delle emissioni di COnella loro produzione. Tutto questo può contribuire ad attenuare la ripulsione che proviamo al solo pensiero di dover masticare un insetto, facendoci entrare a piè pari nel nuovo Millennio.

Fonte: forbes.it