Polemica in Francia per Top chef 2021: 10 settimane di gare e nessuna chef donna ospite

“Nessuna donna è stata invitata in qualità di giudice al programma Top Chef, sintomo di un antico retaggio gastronomico francese che vede il mondo femminile messo in secondo piano”.

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Chef è donna

Non è tanto una questione di quote rosa o di parità, ma piuttosto dell’immagine che Top Chef restituisce quando mette in scena questa visione unica di successo. Ragionare ‘in stellato’ significa continuare a favorire l’autorità maschile, che è solo una piccola parte di ciò che è la gastronomia in Francia. Diversa, plurale, commovente”. Queste le parole della critica gastronomica Estérelle Payany che hanno sollevato una polemica verso il format televisivo “Top Chef”. Infatti, il celebre programma, giunto alla dodicesima edizione in Francia, alla decima settimana di gara non ha ancora avuto come special guest una chef donna.

Estérelle Payany

“L’effetto Top Chef”, come lo chiama la critica gastronomica francese, è quello di creare entusiasmo. Lo spettacolo, che cresce di stagione in stagione, è diventato un fiore all’occhiello e attira una media di tre milioni di telespettatori ogni settimana scandendo le sue puntate con una sfilata di grandi chef, invitati a supervisionare le sfide. Tra questi: il tre stelle Kei Kobayashi, Ángel León, Heston Blumenthal o il duo Sébastien e Michel Bras. Unico inconveniente: nessuna donna all’orizzonte.

La produzione del programma non ha voluto commentare le accuse di Madame Payany in merito al fatto di restituire una visione parziale della cucina francese. “Non metterei mai in dubbio la qualità principale di questo programma, che è quello di aprire la cucina a quante più persone possibile e di rivelare nuovi talenti in gastronomia. Ma, da parte della giuria, dove sono queste novità? Certo, poche chef donne sono sempre di passaggio, ma perché così poche? E perché puntare sempre alla tripla stella per giustificare tutta la difficoltà di una sfida? I protagonisti sono sempre gli stessi chef, mentre la ricchezza gastronomica è così vasta… Ci sono, invece, così tante ragazze incredibilmente dotate nella tecnica che non hanno un riconoscimento da star, ma che seducono altrettanto nei loro ristoranti”.

Lo chef Pierre Gagnaire ospite di “Top Chef” il 3 marzo 2021.

“Top Chef evidenzia quindi questa forte distorsione tra l’immagine che mostriamo della gastronomia in Francia e la realtà che nasconde”, sottolinea anche Émilie Flechaire, fondatrice e direttrice dell’agenzia di comunicazione Néroli.

Émilie Flechaire

Sembra che Anne Sophie-Pic, unica chef francese donna a detenere tre stelle Michelin, sarà sicuramente ospite del programma televisivo, tuttavia “anche così  – ha obiettato Émilie Flechaire – non vengono tenute in considerazione tante giovani chef del panorama gastronomico francese! Prendi Julia Sedefdjian, ad esempio, ha 25 anni ed è la più giovane chef stellata di Francia. La sua specialità è la Bouillabaisse, quindi perché non chiedere ai candidati di reinterpretare questa specialità marsigliese sotto la sua supervisione? Essendo allergica al glutine e intollerante al lattosio, ha escluso dalle cucine del suo ristorante stellato qualsiasi panna animale e farina di frumento. E per fare una prova di pasticceria senza glutine o lattosio, devi essere davvero talentuoso. Penso ancora a Laetitia Visse, chef e proprietaria di La Femme du Boucher, a Marsiglia. Sono tutti esempi che romperebbero gli stereotipi”.

Anne Sophie Pic
Julia Sedefdjian

La mancata considerazione delle donne nel fine dining d’Oltralpe – e, lo si dica, non solo – non è cosa nuova. Si pensi che, già nel 1893, il primo contratto collettivo di cucina in Francia prevedeva per iscritto che le donne fossero bandite dalla cucina. Già sotto l’Ancien Régime, la professione di cuoca era costituita indipendentemente dalle donne e dal loro know-how”, spiega Estérelle Payany. “Le donne erano l’istruzione domestica e gli uomini la cucina professionale. Siamo semplicemente gli eredi di questa immaginazione”, conclude. 

Nadia Sammut
Laetitia Visse

Un problema antico quello dell’invisibilità mediatica, almeno quanto la storia della cucina. È oggi, responsabilità dei media trasmettere il panorama culinario in tutta la sua diversità. Proprio questa ambizione ha spinto Estérelle Payany a pubblicare nel 2019 il suo libro intitolato “500 donne che fanno la differenza in cucina”. “Questo progetto è stata un’opportunità per agire direttamente sulle performance. Niente più scuse. Pensi che le chef donne non esistano o siano da meno? Eccole. È stata una splendida opportunità per raccontare il dinamismo delle cucine in Francia. Che peccato privarcene ancora oggi…”, si rammarica Estérelle Payany. 

Fonte: madame.lefigaro.fr