Champagne a suon di rap: LVMH acquisisce il 50% della maison di Jay-Z che vende oltre 500.000 bottiglie

Il marchio aveva venduto 500.000 bottiglie nel 2019, ma l'accordo è stato concluso solo adesso per l'amicizia tra il rapper Jay-Z e Alexandre Arnault, figlio del presidente di LVMH.

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La Storia

La francese LVMH, leader mondiale nel settore del lusso con circa 75 maison e oggi gestita da Bernard Arnault, ha annunciato l’acquisizione del 50% dell’azienda produttrice di champagne Armand de Brignac, posseduta dal rapper Jay-Z. Si tratta dell’ennesima maison del lusso che viene rilevata, anche se al momento solo al 50%, da LVMH. Lo champagne è noto come “Asso di picche” per le sue bottiglie metalliche. Il marchio aveva mostrato un forte appeal prima della pandemia, vendendo oltre 500.000 bottiglie nel 2019. La partnership offre anche a Louis Vuitton – Moët Hennessy (LVMH) un accordo di distribuzione globale che consentirà di promuovere ancora meglio il brand Armand de Brignac, che finirà dunque accanto a nomi importanti come Dom Perignon, Veuve Clicquot, Krug e Château d’Yquem, tutti della collezione Arnault. 

La cosa curiosa è che il rapper e magnate americano Jay-Z aveva acquistato Armand de Brignac nel 2014, in seguito al boicottaggio della sua musica da parte della casa produttrice dello champagne Cristal. Nel 2006, infatti, un dirigente dell’azienda aveva fatto osservazioni denigratorie sui consumatori di rap. Armand de Brignac oggi produce cuvée di prestigio della famiglia Cattier, giunta alla tredicesima generazione di produzione di vino. Secondo il “New York Times”, l’accordo era stato già discusso nel 2019 ma concluso solo adesso, grazie all’amicizia che c’è tra il rapper e Alexandre Arnault, figlio del fondatore e presidente di LVMH. 

L’acquisizione, che potrebbe sembrare superflua in un momento di forte contrazione economica, è indicativa e segnala un certo ottimismo sul futuro dei beni legati la lusso e su quale potrà essere l’atteggiamento dei consumatori una volta superata la pandemia. Va detto inoltre che per molti osservatori economici ha senso investire in champagne anche ora. Le vendite di questo vino di pregio, prima del covid, erano in costante aumento. Nel 2019, lo Champagne aveva fatto registrare il settimo anno consecutivo di vendite record negli Stati Uniti. Oltre 297 milioni di bottiglie di Champagne sono state esportate a livello globale, 25 milioni sono state quelle destinate agli Stati Uniti. Gli Usa sono inoltre il più grande cliente della Francia, con una spesa di oltre 752,6 milioni di dollari per le importazioni di Champagne, sempre nel 2019, facendo segnare un aumento del 15,3% rispetto all’anno precedente. 

La pandemia naturalmente ha frenato il trend positivo. L’industria dello Champagne, che aveva iniziato il 2020 con un forte incremento, ha progressivamente visto calare le vendite drasticamente, fino a far segnare un meno 70%, tra blocchi forzati, chiusure di ristoranti e distanziamento sociale. Una piccola inversione di tendenza c’è stata solo sul finire dell’anno horribilis, quando con la vittoria di Joe Biden alla Presidenza degli Stati Uniti, insieme ai video e ai post di migliaia di persone che ballavano felici, facevano bella mostra di sé molte bottiglie di bollicine, ad accompagnare appunto la vittoria. A Washington D.C. i proprietari di negozi di liquori hanno dichiarato a “Newsweek” di aver venduto più bottiglie di champagne il sabato della vittoria dei Democratici, rispetto ai due Capodanno precedenti messi assieme. Atlanta invece «ha sperimentato una folle corsa allo champagne con file di persone che aspettavano pazientemente fuori dai negozi, per ordinare una bottiglia di bollicine», riferivano le cronache del magazine locale “The Tennessean”. 

 

Il “New York Post” ha riferito che quel sabato lo champagne «scorreva a fiumi nella Grande Mela, mentre i newyorkesi si scatenavano per celebrare la vittoria di Joe Biden sul presidente Trump”. I negozi di vino e liquori in tutta la città hanno confermato al “NY Post” che c’è stato un boom di vendite, mentre molti cittadini lamentavano la mancanza di bollicine a buon mercato. Il “Boston Globe” ha infine scritto: «La gente celebrava fuori nel centro di Providence, tifando, suonando e ballando. I negozi di liquori vendevano champagne come se fosse Capodanno». Considerato quanto accaduto con le elezioni americane, chissà quali saranno le reazioni degli americani quando vorranno celebrare la fine della pandemia. 

Fonte: Forbes