Fare merenda con il Tartufo Bianco d’Alba: “Merenda Sinoira”, il tipico spuntino piemontese diventa d’autore

Un progetto per valorizzare i prodotti tipici piemontesi, in primis il tartufo bianco d’Alba, attraverso le ricette di grandi chef che operano sul territorio.

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Il Progetto

La merenda è una coccola senza tempo. Tradizionalmente è quel momento nella “terra di mezzo” tra il pranzo e la cena. Per i bambini fare merenda è scontato, un po’ meno per gli adulti mentre dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana, un momento di stacco da dedicare a sé stessi oltre che una sana regola di vita, caldeggiata anche dai nutrizionisti, per non far passare troppo tempo tra un pasto e l’altro. Un tempo era uno spuntino salutare, semplice ed economico: pane burro e zucchero al Nord, pane condito con olio di oliva o pomodoro al Sud. Oggi spesso si scelgono merendine o snack pre confezionati, o, per i più virtuosi, torte e biscotti fatti in casa, yogurt, frutta o pane e prosciutto.

Tartufo Bianco d’ Alba

Paese che vai, usanza che trovi” cita un proverbio e se in molti conoscono il tradizionale rito del tè delle 5, il famoso afternoon tea inglese accompagnato da tramezzini, scones e dolcetti, meno nota, ma non meno interessante, è la Merenda Sinoira, tipica della tradizione gastronomica piemontese. La Merenda Sinoira è un incontro tra la merenda e la cena e si lega ai prodotti del territorio. Affonda le proprie radici nelle campagne ed è nata intorno alla metà dell’Ottocento, nei campi, dove la giornata di lavoro arrivava, in estate, fino quasi alle ore della sera. Il lavoro da fare era tanto ed era importante riempire un po’ lo stomaco prima della cena. Spesso erano le donne a occuparsi di questo spuntino che portavano in un fazzoletto con pane, salumi, formaggi, vino e frutta di stagione, tutti fatti e prodotti in casa. Dalle campagne si è poi diffusa anche nelle città e si è arricchita di piatti un po’ più complessi come la carne cruda, le acciughe al verde e al rosso, l’insalata russa, le uova sode, le zucchine in carpione, la capricciosa, il vitello tonnato ma anche le pesche ripiene e il bunet. Oggi la merenda sinoira vive un ritrovato momento di gloria e la si può gustare in casa, oppure in molti locali del Piemonte che la propongono, rivivendo così questa gustosa tradizione.

Gorgonzola

In questi mesi di chiusura forzata c’è chi si è attivato per celebrarla con una rilettura dei piatti tipici che hanno visto alcuni grandi chef coinvolti in 10 show culinari online (in onda sui canali digitali di VisitPiemonte e della Fiera del Tartufo) all’interno della prestigiosa location del Castello di Roddi. Il progetto Merenda Sinoria d’Autore nasce quindi nel cuore delle Langhe coordinato da VisitPiemonte in collaborazione con l’Ente Fiera Internazionale Tartufo Bianco d’Alba, chef stellati e di alta cucina, le Agenzia Turistiche Locali, le Enoteche Regionali e l’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte in 10 puntate digitali moderate da Paolo Vizzari, narratore enogastronomico.

Riso Carnaroli

In una formulazione esclusivamente digitale, resa necessaria dall’attuale situazione sanitaria, ha visto alcuni dei migliori chef che operano in Piemonte da Michelangelo Mammoliti de La Madernassa** di Guarene a Maurilio Garola/Marco Lombardo de La Ciau del Tornavento*, da Ugo Alciati del Ristorante Guido* di Serralunga d’Alba a Massimo Camia dell’omonimo ristorante di La Morra, da Mariangela Susigan del Gardenia* di Caluso a Marta Grassi chef del Tantris* di Novara per citarne solo alcuni –  interpretare la merenda sinoira con il proprio tocco d’autore. Re assoluto delle ricette il Tartufo Bianco d’Alba intorno a cui ruotava la corte dei prodotti agroalimentari della tradizione piemontese in abbinamento alle eccellenze enologiche tipiche delle 7 aree locali del Torinese, Alessandrino, Cuneese, Langhe Monferrato e Roero; Novarese; Biellese, Valsesia e Vercellese; Verbanio-Cusio-Ossola e Laghi.

Langhe vineyards panorama, Barolo village, Unesco Site, Piedmont, Northern Italy Europe.
Cardo Gobbo

Un’iniziativa originale per promuovere il sistema delle eccellenze piemontesi e degli chef che operano in Piemonte – che quest’anno conferma 46 stelle Michelin – con la speranza di tornare presto nelle “piole” a gustare ricche merende sinoire e bere ottimi vini locali.