Camerieri del 21° secolo: il complesso compito di rendere felici i clienti di un ristorante

Il Maitre e la trasformazione radicale di un mestiere ambito e osannato.

0
154
La Storia

Inutile negarlo, tutto è cambiato, tutto è maledettamente e romanticamente diverso.

Cuochi, Chef, Star, gastro critici e gourmet erranti, il mondo della ristorazione muta velocemente con il passare dei mesi, dei giorni anzi, e la sala? Lo staff di sala cosa fa? Tiene il passo, tiene il ritmo di questi cambiamenti, seppur con fatica ed affanno, il rinascimento della Sala deve essere oggi, deve essere per forza di cose oggi, e non può essere domani. Vi parlo della trasformazione radicale di un mestiere che dalla notte dei tempi era ambito e osannato, quello del Maitre per intenderci, attraversando fasi di buio fino ad arrivare a quello che oggi potremo chiamare il Rinascimento della sala.

Cito testualmente: “il rinascimento è il ritorno alla vita, identificato con una nuova nascita”.

Si perché non abbiamo altre opzioni o opportunità, il cameriere di oggi non può solo conoscere il menù, deve essere un po’ psicologo, deve conoscere le bevande e la loro provenienza, meglio se addirittura sommelier! Deve conoscere chi ha costruito l’anfiteatro Flavio, dove si trova e come arrivarci, rispondere a domande di economia se chiamato in causa dai clienti, politica, cultura generale e welfare, deve seguire i partiti e ricordare ministri e sottosegretari per non parlare di giornalisti e ispettori, insomma camerieri e un po’ tuttologi!

Viviamo questa fase con profondo stupore e ammirazione ma soprattutto con la dolce attesa di una nuova classe generazionale che sta crescendo in un mondo dove il Cameriere con la “C” maiuscola oggi è diventato manager a 360° gradi e protagonista sempre di più di successi e nuove strade di comunicazione.

Eppure nella mente dei nostri clienti lo chef è il genio del ristorante perché crea e abbina gli ingredienti, i camerieri invece umili servitori di pasti e bevande… Lavoriamo ogni giorno per dimostrare la nostra preparazione, la nostra voglia di riscatto sociale a rappresentare il 50% dell’azienda e lo facciamo con il sorriso nonostante le ore e i complimenti che talvolta non arrivano a noi. Arrivare a sentirci dire: “in quel ristorante sono stato bene” e non solo “ho mangiato bene”.

Cosa ci può aiutare in questo compito così arduo? Studiare, studiare e ancora studiare, per rispondere a più domande possibili che la vita ci pone, formarci ed essere soprattutto curiosi di ciò che ci circonda, questa, forse la chiave di volta del nostro lavoro, la curiosità come leva del sapere e della conoscenza. Ci stiamo appassionando non solo alle materie che ci competono in prima persona come la merceologia e il mondo delle bevande, ma ci appassioniamo sempre di più alla PNL al marketing al mondo dei social media e alle nuove tendenze. Postare si o postare no? Dare una risposta a questa domanda può significare intercettare un target di clientela più che un altro, è tutto qui, capire, comprendere ed interpretare un mercato che corre più veloce di altri che fa di un sorriso il punto di forza iniziale di una grande show.

I briefing o anche semplicemente chiamate riunioni, possono essere quei momenti di crescita individuale e collettiva per la preparazione del servizio e l’interpretazione dei clienti che abbiamo al tavolo.

Essere un cameriere oggi è un privilegio, in ogni grado di ristorazione, essere un cameriere oggi vuol dire prendersi cura non dei clienti ma delle ore che intendono trascorrere con noi. Siamo diventati i responsabili della loro spensieratezza, delle loro pause pranzo e dei loro festeggiamenti, siamo i responsabili dei momenti felici e questo non può che essere un grande onore.