Roma non si ferma: le 5 novità della Capitale per i gourmet, tra ristoranti, bistrot, cocktail bar e take away

Nonostante il covid a Roma sono nati, negli ultimi tempi, nuove realtà ristorative che fanno ben sperare in una rinascita della Capitale.

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I Locali

L’ottobrata romana è famosa in tutto il mondo. Se c’è un mese dell’anno prediletto dai turisti questo è ottobre unico per il clima mite, la luce ambrata, i colori caldi, è come una seconda estate. In passato veniva identificata con grandi feste che chiudevano la vendemmia e si facevano le scampagnate fuori porta, tutti con il bicchiere in mano e tanta voglia di divertirsi. Le gite erano a Testaccio, Ponte Milvio, San Giovanni, Porta Pia, San Paolo, Monteverde e Monte Mario, zone che, nella prima metà dell’Ottocento, erano ancora coltivate a orti e vigne.

Oggi neanche la luce di Roma, unica e magnifica, riesce a proteggerla dal periodo difficile che tutto il mondo sta attraversando. Nonostante ciò a Roma sono nati, negli ultimi tempi, nuove realtà ristorative che fanno ben sperare in una rinascita della Capitale, locali di chi non si è fatto intimidire ma ha pensato a proposte diverse per ogni momento della giornata.

 

1. Treefoolk’s Public House Viale Trastevere, 192

Foto d Alberto Blasetti
Foto d Alberto Blasetti

Lasciato il frastuono di viale Trastevere, potrete immergervi nella rassicurante “Vecchia Inghilterra” con un bancone imponente con una bottigliera in legno, sedute in pelle e sedie rivestite di velluto, tavoli in legno e lampade art decò, cameriere con abito nero, grembiule e cuffietta di pizzo. Un luogo dove la parola d’ordine, come vuole la tradizione inglese, è fare vita sociale semmai condividendo una delle 60 etichette di whisky vintage fuori produzione allungato con acqua o 500 etichette in mescita o una selezione di 12 birre a pompa e 8 spine accompagnati da burger e patatine o fish e chips ma anche dai piatti gourmet di Valerio Mattaccini.

Foto d Alberto Blasetti
Foto d Alberto Blasetti

Ma il Treefolk’s vive sin dalle prime ore del mattino con l’area della caffetteria, gestita da Massimo Carpineti, che punta a far conoscere il mondo del caffè e dello Speciality Coffee con una parte dedicata al Gold Trip, il caffè spillato, grazie alle migliori attrezzature e alla scelta di torrefazioni di colonie inglesi e neozelandesi. Il suo obiettivo è quello di diventare un precursore dell’educazione alla cultura del caffè a Roma e per questo collabora con la Torrefazione T68 dove vengono mescolate tre Specialities provenienti dall’Etiopia, Colombia e Panama con cui viene fatta, in esclusiva, la Specialty Treefolk’s. Il caffè è disponibile espresso, in tazza e take away.  Come ogni pub che si rispetti qui si può fare la colazione con 10 tipologie di maritozzi dolci e salati realizzati dalla Pastry Chef Barbara Meloni oppure, dalle 10.00 del mattino fino alle 13, viene servita la tipica English Breakfast con uova, fagioli, funghi, pomodori e salsiccia accompagnati da pane tostato, caffè e succo d’arancia (ma anche yogurt di pecora biologico della La Tenuta Radichino dei Fratelli Pira del viterbese). La domenica il brunch avrà due formule: solo food con buffet servito con antipasti, primi, secondi e dolci oppure con l’aggiunta di caffe americano senza limiti e un bloody Mary a scelta. In questo periodo di remote working alla colazione si possono unire comode postazioni per lavorare grazie al potenziamento della rete Wi-Fi e alla dotazione di prese USB.

 

2. Chapter Via di S. Maria dé Calderari, 47

In attesa che Davide Puleio, 1 stella per L’Alchimia di Milano e miglior giovane chef 2020 secondo la Guida Michelin, prenda in mano la cucina di questo hotel di design nel cuore di Roma, vale la pena fermarsi qui sia per una colazione di lavoro che per un cocktail la sera. Il Market è uno spazio dedicato a tutti, non solo agli ospiti dell’albergo, e rappresenta un nuovo concept gastronomico dal cuore bio, un salad bar dove il cliente può assemblare liberamente il suo piatto con prodotti tagliati a vista che garantiscono sempre la freschezza di profumi e sapori. Il tutto in un ambiente completamente realizzato in legno e materiali riciclabili. La sera invece affidatevi a Mario Farulla, noto bartender, che vi farà attraversare gli ultimi 40 anni di storia con i cocktail della sua drink list Millenials divisa in capitoli creata ad hoc durante il lockdown. «Un menu che racchiude vent’anni di esperienza personale, vita da bancone e da cliente” spiega Farulla che parte dalle colorate Gratachecche romane, si sposta verso gli storici drink rimasterizzati con la 00 in one sip, arriva agli Infinity Jar dove “il solito” viene rivisto per non annoiare, sperimenta e dona nuova vita ai Circle of Life e chiude con gli Equal parts drinks in cui concretizza la sua idea di bere contemporaneo. Se non bastasse nelle categorie Superior dell’hotel c’è anche un Private Bar allestito con bottiglie premium di distillati, succhi bio e tutto l’occorrente per mixare i propri drinks in camera (dallo shaker ai bicchieri adatti) per costruire un soggiorno sartoriale intorno al cliente.

 

3. Le Serre Via Decio Filipponi, 1

Daniela e Cristina, fondatrici, nel 2008, del marchio ViVi Bistrot, hanno scoperto per caso questo spazio all’interno dei giardini di Villa Blumensthil, in zona Monte Mario, che faceva parte di un antico vivaio di cui si è mantenuta la struttura. L’idea era quella di “immergere” gli ospiti nel verde tutto l’anno – fresco salotto con un piacevole e rigoglioso giardino fiorito in estate e un winter garden caldo e luminoso in inverno – in un ambente semplice e sofisticato allo stesso tempo. “Questo posto ci ha permesso di interpretare la filosofia ViVi esattamente come volevamo, ci ha coinvolte e appassionate perché lo riteniamo il nostro primo vero ViVi, un locale che rappresenta la nostra essenza a valle di 12 anni di esperienza. Abbiamo creato un’oasi urbana di verde al confine tra Monte Mario, la Balduina e la Camilluccia” raccontano le due socie.

Aperto da mattina a sera con un menu diverso per ciascun momento della giornata propone piatti bioviziosi, leggeri e saporiti, come le coloratissime insalate, gli immancabili curry, il menu delle uova bio con una proposta deliziosa per il brunch, o il tea time con tisane, infusi e thè pregiati da gustare con i deliziosi scones o una bella fetta di torta. Per la cena, la proposta diventa più ricercata e raffinata, i piatti variano a seconda della stagione, sono belli da vedere, buoni da mangiare e perfetti per essere condivisi. La cucina è mediterranea, con ispirazioni dal mondo che la arricchiscono come ad esempio le “Oeuf poché in panatura crock con morbida ricottina e cima di rapa scottata” o “Tempura con ortaggi autunnali ed erbe spontanee” accompagnati da una salsa ponzu con delicate note agrodolci.

 

4. Mandala Poke via Leopoldo Traversi, 26 / via dei Corazzieri, 77/75 

Cos’è il poke? Non un gioco o un cartone animato, bensì un piatto hawaiano ricco, salutare e colorato che coniuga riso e pesce. A Roma è nato il primo poké tutto italiano grazie all’intuizione di quattro soci William Dainese, Alessandro Pagnani che con la complicità e l’esperienza di Marco Tullio e Walter Regolanti, rispettivamente chef e sommelier del noto Romolo al Porto di Anzio, hanno avviato una start up legata al mondo marino e alla ristorazione di pesce. Ciò che li contraddistingue è l’imbattibile freschezza del pescato, certificato e controllato, abbattuto e lavorato da mani sapienti ed esperte, che si ritrova nelle bowls e nelle tartare.

Un poké inedito e dal gusto familiare declinato in diverse bowl come La Evergreen a base di Riso bianco, Salmone, Avocado, Pomodori, Pistacchi, Salsa ponzu, Sesamo nero, Cornflakes mentre per gli amanti del tonno c’è L’Esploratrice condita con Riso integrale, Tonno, Zucchine, Carote, Anacardi, Salsa limone, Salsa greca, sesamo bianco (in ciascuna preparazione è possibile aggiungere pesce o avocado e, in base alla disponibilità, anche frutta di stagione). L’altra specialità sono le tartare che vengono preparate espresse con due soli tipi di pesce: tonno o salmone come La Sfiziosa con Tonno, Sale, Olio, Pomodoro, Crunchy mandorle o La Pura Salmone, Sale, Olio, Pomodoro, Crunchy pistacchio. Oggi a Roma le due sedi propongono, in zona Ostiense, take away e delivery, e, a Laurentina, anche la somministrazione in loco ma in futuro vorrebbero mettere altre bandierine nella Capitale e in altre città pronti a scommettere sul poké “Pescato fresco, Gustato italiano”.

 

5. Contro Contemporary Bistrot Via dell’Acquedotto del Peschiera, 156

Sulla parte più elevata di Roma sorge, a Monte Mario, uno dei quartieri più residenziali della capitale con vista privilegiata sula Capitale, è nato CON.TRO Contemporary Bistrot, un locale poliedrico aperto dalla colazione al dopocena. A dare il buongiorno l’ampio bancone con la gamma di caffetteria firmata Illy, una vasta scelta di lievitati e dolci fatti in casa, pane e pizza. Si passa poi al business lunch, con piatti espressi in diverse formule e a prezzi vantaggiosi tra gli 8 e i 15 euro, fino alla merenda con tè e tisane Dammann Frères o cioccolata calda Domori accompagnati dalle golose monoporzioni della pasticceria. La sera si trasforma in ristorante gestito dal giovane Daniel Celso, cuoco che su Roma ha partecipato a una delle aperture di Cristina Bowerman, è stato nella brigata stellata de Il Tino di Lele Usai fino all’ultima esperienza da Osteria dell’ingegno.

Tra i suoi cavalli di battaglia il Tacos di agnello alla romana marinato con erbe e pepe, cotto a bassa temperatura e infine, scaloppato con colatura di alici, erbe di campo e caciocavallo grattugiato, lo Spaghettone alle cime di rapa, colatura di alici, stracciatella di bufala e taralli al finocchio, il Petto di anatra arrosto servita con melagrana radicchio e nocciole oppure il CON.TRO burger. I dolci sono affidati alla pastry chef Valentina Planta che propone Gola, una tartelletta con cremoso alle arachidi, caramello salato, crumble alle arachidi o la più classica Tarte Citron con cremoso di limone e cioccolato, bianco meringa all’italiana. Interessante anche la carta dei vini che vuole valorizzare piccoli produttori e vitigni autoctoni italiani con un centinaio di etichette tra bianchi, rossi e bollicine (e Champagne) ma anche cocktail con distillati premium e diverse etichette di Gin da addizionare alla tonica preferita.