Sant’Isidoro – Pizza&Bolle a Roma pizzeria, fritti e una carta dei vini con oltre 100 bollicine

Impasti a lunga lievitazione, una selezione di fritti (classici o originali) e una carta con oltre 100 bollicine alla base del successo della recente apertura capitolina

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La Storia

Resilienza è un termine di cui si è sinceramente abusato nell’ultimo periodo, ma quando è utilizzato nel contesto giusto consente di descrivere nel miglior modo possibile ciò di cui si vuol parlare o scrivere. Perché pensare ad un progetto per alcuni anni, dargli vita, raccogliere consensi e accogliere clienti e vedere questa rapida crescita essere frenata da un’emergenza sanitaria è una cosa che avrebbe abbattuto tanti. Ma non perdersi d’animo, strutturare i servizi di delivery e asporto per dar continuità lavorativa, creativa e economica alla propria insegna, e riuscire in questo modo a dialogare con i clienti è sicuramente rappresentativo di una capacità di andare avanti non comune.

Una introduzione necessaria per far capire il valore del lavoro che i fratelli Jessica e Cristiano Ciaralli e il socio Riccardo Squillace (a completare il gruppo c’è l’attore Alessandro Borghi) hanno fatto e stanno facendo con Sant’Isidoro – Pizza&Bolle, pizzeria inaugurata nel dicembre 2019 al civico 41 di Via Oslavia, nel quartiere Delle Vittorie a Roma. Un nome esplicativo della proposta enogastronomica di questa nuova realtà ristorativa: pizza alla napoletana da gustare con una delle oltre 100 bollicine presenti in carta.

Una idea nata dalla passione dei proprietari, amanti di vini e bollicine, che hanno voluto strutturata una interessante selezione di spumanti italiani e Champagne, con l’ulteriore, intrigante, opzione rappresentata dai cocktail preparati da Cristian Straccio nell’elegante bancone posizionato al centro della grande sala. “Tutto è partito dalla nostra voglia di far convivere la più aristocratica delle bevande, la bollicina, con il piatto più conosciuto e popolare, la pizza. Per far questo abbiamo costruito un’offerta che rende accessibile a tutti l’abbinamento, selezionando le etichette più interessanti senza precludere alcuna fascia di prezzo” ci confida Cristiano. Nessun pericolo di improvvisazione nel progetto, perché i titolari sono ristoratori da oltre 10 anni con un’altra insegna di successo in zona Marconi-Ostiense.

La Pizzeria

Dopo i più che positivi riscontri dei primi 3 mesi di attività, i soci hanno dovuto fare i conti con la forzata chiusura dettata dall’emergenza legata alla diffusione del Covid-19. Ed è a questo punto che il delivery e l’asporto, richiesti a gran voce da una clientela rapidamente fidelizzata, hanno dato nuovo vigore al team di cucina, consentendo a Sant’Isidoro di poter trovare il guado che ha permesso alla nuova insegna di potersi presentare tirata a lucido ai nastri della ripartenza.

Tavolini all’aperto protetti dalle ampie tende la cui cromia richiama quelle degli ampi spazi interni, costituiti da una grande sala arredata in stile moderno. Il legno quale materiale protagonista di elementi d’arredo semplici ma curati, con tonalità calde e mai eccessive, per un risultato complessivo che ricorda ambienti metropolitani. Le ampie vetrate consentono di pranzare di giorno con una piacevole luce naturale, le grandi scaffalature mettono in evidenza l’ampia scelta di etichette, il bancone perfettamente integrato nelle scelte architettoniche è adiacente alla cucina parzialmente a vista, uno spazio nel quale la brigata di cucina lavora gli impasti e prepara i condimenti che vanno a caratterizzare le pizze.

A dirigere il lavoro tra forni e fuochi c’è il maestro della lievitazione Giovanni Nesi, scelto dai soci e proprietari del locale, per caratterizzare gli impasti rendendoli unici. Due quelli proposti: il primo “classico”, realizzato con farine 00 e 1 e con una percentuale di idratazione del 75%, il tutto completato da una lievitazione di 48 ore; il secondo “semi integrale”, che prevede l’utilizzo in parti uguali di farina 00 e integrale. Questo per ottenere dischi di pasta che, a prescindere dalla tipologia di condimento, possano distinguersi per leggerezza, aroma e sapore.

Le Pizze

Il menu, oltre a prevedere una interessante sezione dedicata ai fritti, divide le pizze in “Classiche” e “Eccentriche”, a rappresentare i gusti che hanno fatto la storia di questo piatto e le personalizzazioni che rendono unica la proposta gastronomica di Sant’Isidoro.

La nostra prova d’assaggio inizia con un buon Supplì con gamberi e bisque, quindi la versione con la ‘Nduja con il tanto temuto ingrediente (a causa della sua piccantezza) utilizzato in maniera equilibrata. La Crocchetta di patate ricorda per sapore e consistenza quella classica delle pizzerie e rosticcerie napoletane e si lascia mangiare con grande piacere. Giunge poi in tavola una Crocchetta ripiena di porchetta, che mette in evidenza il bel lavoro fatto in cucina per impiegare materie prime lavorate in prima persona: la carne viene porchettata e poi panata per un risultato finale davvero inebriante per il palato.

La chiusura del pantagruelico antipasto è rappresentata da un Cono di pizza ripieno di caponata, ottima nella fattura, impegnativo per quel che concerne la quantità, un bel gioco da dividere in due.

Il tutto è accompagnato da un interessante percorso al calice di bollicine, una selezione di etichette spesso di nicchia, che risultano equilibrate e davvero ottimali per riuscire a pulire la bocca dopo la carrellata dei fritti. È poi il turno delle pizze, con una Margherita con bufala che evidenzia la qualità dell’impasto, per consistenza, leggerezza, elasticità e cottura, e il buon lavoro di selezione e successivo utilizzo delle materie prime. Il sapore è vero e verace, il boccone è goloso e l’impasto riesce a reggere gli ingredienti senza cedere sotto il peso degli stessi. Si continua con la Sant’IsidORTO, una proposta vegetariana che dà spazio a tutto ciò che è disponibile in stagione, una interessante alternativa per chi non ama mangiare carne o pesce.

Le prime due pizze fanno da preludio alle tre successive, più ricercate per quel che concerne l’abbinamento dei sapori: la Controcorrente è preparata con salmone marinato, misticanza, panna acida, ciliegino semi-dry, lime, avocado, un buon mix che mette in luce la qualità del pesce e l’armonia complessiva di tutto ciò che ritroviamo sul disco di pasta. È poi il momento della Tonno e cipolla 2.0, spinacino, tataki di tonno, salsa teriyaki, avocado, cipolla rossa di Tropea in agrodolce e olio Evo della Sabina, altro bel gioco di sapori poco usuali per una pizza ma che vengono gestiti in modo piacevole. La chiusura è affidata alla A Mazara, una pizza divenuta rapidamente un must per i clienti di Sant’Isidoro: gamberi rossi di Mazara del Vallo, stracciatella, menta e limone candito. Freschezza e intensità di sapore per questa proposta spesso chiesto in apertura di pasto, una sorta di icona della condivisione il cui valore gastronomico è regolato dall’ottimo limone candito che le conferisce una incredibile spinta.

Indirizzo

Sant’Isidoro Pizza e Bolle

Via Oslavia, 41, 00195 Roma RM

Tel. +39 06 8982 2607