Chiude il ristorante Alinea: dipendente positivo al coronavirus. Il 3 stelle Michelin aveva appena riaperto

Il tre stelle Michelin di Chicago costretto a chiudere per un caso di positività, che segue le polemiche sorte per un nuovo piatto ispirato al virus e ritenuto irrispettoso.

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La Notizia

La positività al Coronavirus di un dipendente ha portato alla chiusura del pop-up restaurant di Alinea, il celebre ristorante tre stelle Michelin di Chicago di Nick Kokonas e dello chef Grant Achatz. Il locale, dopo un periodo di chiusura nella fase iniziale del lockdown, era ripartito con una formula rivelatasi vincente di menu gourmet a domicilio, e successivamente la proprietà aveva dato vita all’Alinea in Residence, una versione temporanea in terrazza.

La notizia giunge nel pieno di una bufera scoppiata sui social e che ha investito l’Alinea e la scelta di Achatz di ideare e servire un piatto ispirato al Coronavirus: una sfera dalle tonalità del grigio e del blu, preparata con crema pasticcera al cocco con pepe di Szechuan e lamponi liofilizzati, una riproduzione visiva estremamente fedele del virus, la cui immagine in pochi giorni aveva fatto il giro del web suscitando molte polemiche poiché l’amouse-bouche è stato ritenuto da molti utenti irrispettoso nei confronti di chi è stato contagiato e di chi ha perso la vita a causa dell’emergenza sanitaria che sta travolgendo gli Stati Uniti.

Nick Koknas, comproprietario di Alinea Group, ha difeso la scelta di Achatz: “L’arte è spesso intesa a provocare disagio, conversazione e consapevolezza. Al tempo stesso siamo consapevoli che il virus è ancora con noi e che lo sarà per qualche tempo”. Parole quasi profetiche alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi da Alinea (in molti in rete hanno tirato in ballo il karma, mettendo in correlazione la creazione gastronomica dello chef con il contagio da Coronavirus di un dipendente) con la chiusura temporanea per consentire la sanificazione degli ambienti per ripristinare tutti gli accorgimenti per permettere al personale di poter lavorare in totale sicurezza.

Nessun altro dipendente è risultato positivo al test, ma nonostante ciò una fonte interna ha riferito a Eater che un gruppo di lavoratori ha deciso di chiedere alla proprietà di interrompere sino a data da destinarsi il servizio nel pop-up restaurant per riprendere a concentrarsi esclusivamente sul servizio di delivery.