Terremoto Fine Dining: si moltiplicano le chiusure dei ristoranti eccellenti in tutto il mondo

Si moltiplicano in tutto il mondo le chiusure dovute al covid, che all’estero miete vittime sempre più eccellenti.

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La Notizia

Il ristorante Or nel Piacentino, Autem presso il prosciuttificio Galloni, Marta in Cucina di Marta Scalabrini a Reggio Emilia, il Punto e il Puntino del geniale Damiano Donati a Lucca: in Italia il virus sembra aver picchiato particolarmente duro sulla ristorazione nelle zone rosse e limitrofe, colpendo al cuore autori giovani ed esperimenti coraggiosi, che magari non hanno avuto il tempo di ingranare. Ma corrono veloci anche i gossip su stellati che si troverebbero parimenti nell’occhio del ciclone epidemiologico.

Ristorante Autem

Sta di fatto che all’estero sono diversi i nomi importanti già conteggiati fra le vittime nelle statistiche di letalità, tutti bistellati. Nel mese di aprile c’era già stato il caso Kadeau, brillante ristorante di Copenhagen, che però era oberato di debiti. Ora gli si affiancano altri nomi, in Europa ma anche in Asia, un esempio su tutti il Vianney Massot Restaurant a Singapore, stellato da un anno. Lo stesso accade anche in America.

Vianney Massot Restaurant
Ristorante Kadeau – Chef Nicolai Nørregaard

A Monaco c’è Tohru Nakamura del Werneckhof, presso l’hotel Beyond by Geisel. La ragione, dichiara la proprietà, sta nelle norme di distanziamento e di igiene, che rendono impossibile il mantenimento degli standard consueti in un locale così raccolto. Da qui, non sapendo quando si tornerà a una normalità possibile, la decisione di chiudere con effetto immediato. Il futuro dello chef nippotedesco, premiato cuoco dell’anno, ai fornelli del Werneckhof dal 2013, subito stellato e bistellato dal 2016, è ancora incerto.

Alex Dilling

Ci sono poi Alex Dilling di Greenhouse a Londra, che in un messaggio di commiato ha ringraziato collaboratori, ospiti e fornitori, e Didier de Courten a Sierre, Svizzera, che ha rinunciato alle sue stelle. Valutato 19/20 sula guida Gault & Millau, lo chef ha appena annunciato che lascerà il fine dining entro la fine dell’anno. Nelle sue intenzioni, si tratta di “fare nascere nuove stelle negli occhi dei clienti”:oggi la decisione di mantenere questo status elevato si rivela un ostacolo piuttosto che un motore… Questo ristorante in pieno Cantone Vallese, ubicato in una piccola città come Sierre, è una Ferrari cui si chiede di inerpicarsi su un sentiero di montagna”. Proseguirà invece l’attività della Brasserie L’Atelier Gourmand, del bar à vins l’Ampelos e dell’hotel Le Terminus, che riapriranno l’anno prossimo. “Voglio continuare a fare il cuoco, ma felice”, ha concluso. I prossimi mesi saranno quindi dedicati alla ristrutturazione aziendale “en douceur”, con la riduzione dell’organico e lo smaltimento delle prenotazioni pendenti.