Addio ai fattorini del food delivery? Già in uso droni e robot con ruote per le consegne

Gli ordini di specialità enogastronomiche aumentano a livello esponenziale, per reggere la domanda crescente, indipendente dal coronavirus, soprattutto per l’ultimo miglio dovrà essere automatizzato

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La Notizia

Mai come in questo periodo in cui siamo chiusi in casa abbiamo letto, scritto parlato e sperimentato il food delivery.  Le consegne a domicilio, come prevedibile, data l’inevitabile riconversione delle cucine dei ristoranti in questo senso, sono aumentate a livello esponenziale. Il sistema di delivery ha subito un tale aumento nella domanda da trovarsi quasi al collasso, non tanto nella fase di approvvigionamento, ma nel cosiddetto “ultimo miglio”, ovvero la consegna finale al consumatore. Con l’obbligo di restare a casa era normale che si registrasse un tale fenomeno, ma anche pre-coronavirus l’e-commerce registrava un costante aumento. Si stima che entro il 2030 il sistema e-commerce registrerà un giro d’affari mondiale di circa 665 miliardi di $. La necessità sembra quindi quella di automatizzare “l’ultimo miglio”. Una ricerca de Lux Research, agenzia di consulenza e ricerca di Boston,  prevede che entro i prossimi dieci anni le consegne automatizzate genereranno entrate per circa 48,4 miliardi di dollari e che questo introito sarà dovuto per lo più al comparto food.  Lo stesso rileva F&B Saviva Chair, una società svizzera che ha previsto un incremento della domanda di food delivery del 65% nel 2030. “Anche in italia, per esempio, il Food&Grocery online è il settore che nel 2019  è cresciuto con il ritmo più sostenuto: + 39%  a fronte del 15% dell’e-commerce nel suo complesso”, ha dichiarato Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-politecnico di Milano. Secondo gli studi dell’Osservatorio la Grocery Alimentare (prodotti da supermercato) ha registrato un valore nel comparto e-commerce pari a 476 milioni di euro pari al +45% su base annuale, il Food delivery (piatti pronti) 566 milioni di euro con un +65% e, infine, l’Enogastronomia (prodotti di nicchia) 383 milioni pari al +24%.

Le tecnologie di consegna automatizzata ad ora esistenti sono quattro: droni, robot con gambe, robot con ruote e veicoli autonomi. Attualmente i più efficaci sembrano essere i droni combinati con i veicoli autonomi. Amazon Usa, Flirtey, Wing e altre società hanno già sperimentato la consegna via drone anche se solo nel breve raggio che potrebbe, però, essere allargato con l’ausilio di veicoli autonomi.

Diversa, l’esperienza-esperimento implementata dalla startup Starship Technologies che alla Purdue University, il più grande campus universitario Usa, ha usato 30 robot per la consegna automatizzata del cibo. Il recapito avviene in modo abbastanza semplice: Il robot si reca nel ristorante presso una porta dedicata, attende che l’ordine venga inserito e bloccato, quindi viaggia autonomamente verso l’indirizzo di consegna. Una volta arrivato, il cliente riceve un avviso e può quindi “incontrarlo” e sbloccarlo tramite l’app. I robot usano una combinazione di apprendimento automatico, intelligenza artificiale e sensori per viaggiare sui marciapiedi e superare ostacoli.

Questi stessi robot sono già stati utilizzati a partire dal 2016 da Just Eat per le consegne a Greenwich. Domino’s Pizza, dopo l’esperienza con i droni, è dell’idea che il futuro della consegna a domicilio avrà il nome di DRU (Domino’s Robot Unit): un veicolo a quattro ruote con scomparti costruiti per mantenere calde le vivande e refrigerate le bevande mentre viaggia sui marciapiedi a una velocità controllata.

A questo punto è impossibile frenare l’evoluzione tecnologica, resta solo una domanda: a chi daremo la mancia quando ci arriverà una squisita pizza fumante, un piatto tahi o un hamburger sulla porta di casa?