Airbnb: ecco la piattaforma per trovare alloggi gratis a medici e personale sanitario impegnato nella lotta al COVID-19

Con la piattaforma Open Homes, la società fondata da Brian Chesky aiuta i professionisti del settore medico e umanitario che si spostano nelle varie aree del Paese.

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La Notizia

Airbnb ha annunciato il lancio di un’iniziativa, per fornire ai camici bianchi e al personale sanitario che lavorano ogni giorno per combattere la pandemia di COVID-19, alloggi sicuri e gratuiti. La compagnia dal canto suo ha deciso di rinunciare a tutte le tasse associate ai soggiorni. Inoltre si farà carico dei costi dell’operazione, consentendo anche la copertura delle spese correnti agli host. È stato stimato che nell’ambito della cooperazione tra governi, circa 100.000 persone tra medici, assistenti, infermieri e soccorritori hanno la necessità di muoversi sui territori di appartenenza e di trovare alloggi adeguati. Ecco perché la società di San Francisco ha deciso di mettere a disposizione la propria rete di affiliati. «Lo staff medico e i soccorritori di pronto intervento stanno facendo un lavoro importante e per questo vogliamo aiutarli – ha affermato Joe Gebbia, co-fondatore di Airbnb -. Abbiamo domandato a numerosi affittuari in tutto il mondo se vogliono mettere a disposizione una casa per queste persone e abbiamo ricevuto numerose risposte affermative. Quello che facciamo è dunque mettere in contatto i partner non profit della nostra comunità ospitante e i governi, in modo da cooperare tutti insieme in questi tempi straordinari».

L’iniziativa si basa su un programma pilota lanciato in Italia (airbnb.it/medicieinfermieri) e, pochi giorni fa, in Francia. Insieme ai rispettivi governi, è stato annunciato che medici, infermieri e altri operatori sanitari, che si stanno impegnando nel contrasto dell’epidemia di Covid-19, possono avere un alloggio gratuito, tramite Airbnb. Dall’inizio del progetto sono circa 6.000 i titolari di casa, sia francesi che italiani, ad aver offerto il loro alloggio gratuitamente. Tutti gli interessati possono utilizzare la piattaforma open homes su Airbnb, per mettere a disposizione i propri alloggi. Il programma era già stato lanciato nel 2012, per offrire rifugio alle persone bisognose o incorse in disastri naturali. In tempi di pandemia, però, le sistemazioni devono soddisfare gli standard di sicurezza e di igiene. Il collocamento di personale ausiliario e medico, a maggior rischio di COVID-19, richiede prevenzione e severe norme di sicurezza. Ecco perché gli standard igienici per gli ospiti sono stati sviluppati con esperti internazionali.

Le linee guida vengono aggiornate di continuo, secondo i requisiti richiesti dalle autorità nazionali e dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive. «Mentre la ricerca relativa a COVID-19 è ancora in fase di studio, abbiamo sviluppato linee guida per supportare la comunità di Airbnb in questo progetto – afferma il Dr. Larry Brilliant, infettivologo di fama internazionale e consulente a capo dell’iniziativa voluta dai vertici della società californiana. Il personale medico ha bisogno di ripari sicuri e gli utenti di Airbnb hanno l’opportunità di aiutare. Ci impegniamo per fornire una comunicazione chiara e linee guida basate sulle conoscenze in rapido mutamento di questo nuovo virus e sulle pratiche igieniche da adottare per rendere gli alloggi i più sicuri possibile». Esempi di raccomandazioni includono l’accettazione di una serie di requisiti, tra cui la pulizia, la distanza sociale tra gli ospiti e una pausa di 72 ore prima di procedere al trasferimento di un nuovo utente nell’alloggio. I partner e le società di supporto di Airbnb assicureranno che tutti abbiano familiarità con gli standard di sicurezza. Per ulteriori informazioni su come è possono fornire ospitalità e mettere a disposizione l’alloggio sono sul sito: airbnb.com/covid19relief.

Nell’ambito dell’iniziativa, Airbnb lavorerà con organizzazioni leader che hanno già schierato migliaia di soccorritori, tra cui la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, l’International Rescue Committee e l’International Medical Corps. «Airbnb e Open Homes hanno la capacità di soddisfare le esigenze di alloggi sicuri in questi tempi estremamente critici – ha affermato Nancy Aossey, Presidente e CEO dell’International Medical Corps -. Questo impegno ci aiuterà a ospitare tanti operatori, affinché i team sanitari possano combattere la pandemia nelle zone più calde e nelle aree di scarsa assistenza medica negli Stati Uniti e in altre parti del mondo. Grazie al supporto generoso di tanti utenti Airbnb, possiamo fornire più risorse per attrezzature mediche, cure mediche e psicologiche, formazione e istruzione nella prevenzione e nel controllo delle infezioni, garantendo al contempo che i nostri sanitari, al termine del lavoro, possano tornare in un luogo sicuro dove riposare».

Fonte: airbnb.it/medicieinfermieri