Cibo a domicilio: quali sono i ristoranti di Bologna che fanno food delivery

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La Notizia

Con il prolungarsi della quarantena sta prendendo sempre più piede anche a Bologna l’opzione delivery. L’agenzia di marketing Ristoratore Top dice che la ristorazione è azzerata, salvo un 10% che ha addirittura messo il segno più grazie all’asporto. Per chi sia intenzionato a saperne di più, c’è lo sportello di consulenza gratuita per i ristoratori messo a disposizione da Foodys.it: riempiendo il formulario, è possibile ricevere informazioni su come attivare il servizio, fin nel dettaglio di packaging, norme igieniche e certificazioni.

Con la consueta lucidità, Massimiliano Poggi, cuoco bolognese per antonomasia, inizia a trarre qualche conclusione. “Più che una soluzione economica, numeri alla mano è un modo per non spegnere i motori e restare sul pezzo. Bisogna capire come sarà il mercato una volta passata l’emergenza: penso che la ristorazione come la conoscevamo non esisterà più, soprattutto quella fatta di grandi numeri; i tavoli saranno tenuti a lungo distanti e probabilmente il delivery resterà, ma in modo diverso con la fine dell’isolamento, quando si potrà invitare un amico a cena, feste e tavolate si faranno a casa, tante cene si svolgeranno a domicilio con il cuoco e il cameriere”.

 

FRANCESCO CARBONI

Inizia oggi il servizio di delivery dell’Acqua Pazza, il miglior ristorante di pesce di Bologna, dopo 15 giorni di stop. A pranzo si ordina fino alle 11, con consegna autogestita dalle 12,30 alle 13,30; a cena fino alle 18, con consegna dalle 19,30 alle 20,30, domenica esclusa. Spesa minima 50 euro. Si può scegliere fra carpaccio di tonno mediterraneo (20 euro), insalata di mare con olive taggiasche e pomodorini (18 euro), tortellini di razza e acciughe in crema di burro e tartufo (18 euro), spaghettone risottato con mazzancolle e basilico (14 euro), spiedini di mazzancolle e calamari o pesce selvaggio al barbecue con contorno (18 e 22 euro). In abbinamento i vini della cantina, con ampia scelta di Champagne.

 

LORENZO COSTA

Chi ha voglia di un hamburger come si deve può rivolgersi a Nasty di Lorenzo Costa (titolare di Oltre con Daniele Bendanti), che ha scelto la piattaforma bologna.mymenu. Lo stile è quello americano (dagli States arrivano pane, Cheddar, sottaceti e gesti, cottura e confezionamento), mentre la carne è un mix di manzo e grasso di maiale, la salsa top secret. Oltre al classico ci sono il cheeseburger, il bacon cheeseburger e il nasty burger, per un prezzo compreso fra 8 e 13 euro; disponibili anche porzioni ridotte e patatine. L’importante è ordinare per tempo giacché l’offerta può esaurirsi in fretta. Poi ci sono i super ramen di Sentaku (altro locale di Costa) dal prezzo compreso fra 9,5 e 14 euro, i gyoza e i bao.

 

MARIO FERRARA

Fra i primi ad aver proposto delivery in città è stato Mario Ferrara dello Scacco matto, senza l’ausilio di piattaforme. “Non mi sono mai fermato: dopo due giorni di riflessione, sono partito con mio figlio Simone. Lo faccio perché nel mio habitat, fra le mie passioni, riesco a non pensare, più che per il ritorno economico. La nostra è una proposta del giorno, in base alle verdure e agli approvvigionamenti, che possono essere difficoltosi. Oggi per esempio avevamo la zuppa di verdure fresche primaverili a 10 euro, un bollito di maiale rivisitato con verza e patate a 12 euro, una burrata, alici e peperoni a 12 euro”. Si ordina al numero telefonico 3388700794.

 

PASQUALE PENNE

Chi ha voglia di una buona pizza napoletana può comporre il numero 3466112769 e ordinare a Bianco Farina. La consegna è gratuita e autogestita nel raggio di 8 km dalla Bolognina. Info e menu sul sito biancofarinabologna.it. I prezzi variano dagli 8 euro della marinara con pomodoro San Marzano DOP dell’agro Sarnese-Nocerino, aglio rosso di Nubia e origano di Pantelleria ai 14 euro delle ricette d’autore.

 

MASSIMILIANO POGGI

Dei suoi tre ristoranti, Massimiliano Poggi ha scelto Vicolo Colombina per il servizio di delivery. “Qualcosa che non è paragonabile alla ristorazione: un mestiere diverso, divertente come tutte le cose nuove, che consente di approcciare un mercato sconosciuto. Non rappresenta la soluzione, almeno al momento, ma un supporto momentaneo per non spegnere i motori. Inizialmente mi sono mosso in proprio, poi ho scelto di appoggiarmi a mymenu, che ha la professionalità del caso e fattorini assicurati, seppure con qualche vincolo di chilometraggio. I clienti lontani eventualmente li copriamo noi. Serviremo il pranzo della domenica, per la parte emozionale in un momento di crisi, quindi solo piatti della tradizione. Il più venduto è la faraona alla cacciatora o arrosto, poi il fiordilatte bolognese e la tagliatella al ragù; da questa settimana ci sono anche vini e birre artigianali bolognesi. I piatti escono a 75 °C e arrivano a 65 °C, senza bisogno di rigenerazione grazie ai contenitori”.

 

IVAN POLETTI

Cà Shin ha attivato un servizio di delivery: in cucina Ivan Poletti, già spalla dei fratelli Leoni, è solo con un addetto all’igienizzazione. È tutto inscatolato, senza piattaforme, con pagamento via paypal o pos. “Ma non è come il ristorante a casa tua: preparo, inscatolo e il cliente rigenera, su consiglio della casa. In ogni busta ci sono anche gli allergeni. Le porzioni sono abbondanti, più da gastronomia che da ristorante; i prezzi contenuti. Senza distanze prestabilite perché si tratta di un servizio. Poi ci attrezzeremo anche per quantitativi di ragù e tagliatelle da cuocere al peso. Ho iniziato da cosa riuscivo a procurarmi facilmente. Quindi tagliatelle e tortelloni, pasta e fagioli, passatelli con crema di Parmigiano, tortini di verdura e l’immancabile pollo fritto”. Il menu comprensivo di vini, prezzi e numero per ordinare via whatsapp (solo a cena dal venerdì al lunedì, entro le 14) è sul loro sito