20 miliardi di dollari raccolti nel 2019: perchè è il momento magico delle start-up foodtech e agritech

Investire per un impatto positivo sull’ambiente oltre che per avere guadagni finanziari sembra essere diventato davvero un must.

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Secondo un rapporto di AgFounder, una società di venture capital, l’industria di start-up di foodtech e agritech (agri-foodtech) ha raccolto quasi 20 miliardi di dollari nel solo 2019. In generale nel 2019 gli investimenti in capitale di rischio sono diminuiti di circa il 16% a causa della guerra commerciale USA-Cina e alla Brexit, lo stesso è accaduto nell’agroalimentare, ma in misura molto più lieve ossia con un calo del 4,8%. Sono aumentati, in particolare, i finanziamenti alle start-up che operano più a monte nella catena dell’approvvigionamento, cioè quelle più vicine all’ agricoltore. Esse infatti hanno raccolto 100 milioni di dollari in più nel 2019 arrivando a 7,6 miliardi di dollari. Anche i nuovi sistemi di allevamento hanno registrato un trend positivo raccogliendo 745 milioni di dollari con un incremento del 38% su base annua. Il perchè di queste tendenze è la maggiore richiesta da parte dei consumatori delle alternative alla carne, ai latticini e all’agricoltura verticale.

Considerando questi trend si può tranquillamente dire che le start-up innovative in campo alimentare hanno di gran lunga superato le categorie più mature e persino eclissato la crescita degli investimenti nelle app di consegna degli alimenti.

Questa crescita esponenziale è stata, senza dubbio, influenzata dall’IPO di enorme successo di Beyond Meat che a metà 2019 ha provocato l’eccitazione degli investitori per le società che operano nella produzione di alternative alla carne e ai latticini. Beyond Meat in pochissimo tempo, infatti, è arrivata a raggiungere un valore di 9 miliardi di dollari. Tanto pare vigorosa quest’ondata e le prospettive di questi investimenti che un rapporto dello stesso anno sostiene persino che le tradizionali industrie della carne e dei latticini saranno dismesse entro il 2030. Forse questa è una previsione un po’ troppo estremista, ma sicuramente è indicativa di come si sta muovendo l’opinione pubblica.

Il 2019 è stato un anno davvero unico per le società legate all’ ESG ( Environment, Social and Governance) che hanno visto investimenti per 12 trilioni di dollari. Sicuramente anche questa tendenza e questa sensibilità verso la sostenibilità hanno contribuito al successo di Beyond Meat. Investire per un impatto positivo sull’ambiente oltre che portare guadagni finanziari sembra essere diventato davvero un must. Gli investimenti nell’ESG avranno un’ulteriore tendenza all’aumento nel 2020 e l’agroalimentare ne trarrà vantaggio come settore chiave nella lotta contro i cambiamenti climatici fondamentali per la salute e l’alimentazione umana.

Attualmente questo settore impiega oltre il 28% della forza di lavoro mondiale gran parte nei Paesi in via di sviluppo. Lo sviluppo della robotica, di automazioni efficaci e di tecnologie apposite hanno, inoltre, ridotto notevolmente i costi della crescita. Una volta si credeva che che le massicce fabbriche di piante fossero l’unico modo per fare l’agricoltura indoor su larga scala, ma i risultati degli ultimi anni hanno smentito questa credenza e altri modelli di business per l’agricoltura indoor sono nati nel 2019. Infarm, una startup tedesca, ha raccolto 100 milioni di dollari per ridimensionare il suo modello che distribuisce piccole unità di coltivazione all’interno di negozi tutti tecnologicamente connessi. Un esempio più recente è Freight Farms, che ha da poco siglato un accordo con il principale gruppo di ristorazione Sodexo per portare le sue aziende di container marittimi nelle università.