10 mini ingredienti, i frigoriferi degli Chef, Vico Equense e le tapas: ecco la quinta puntata di Masterchef 9

La Mystery box e l’invention test vedono la doppietta di Maria Teresa e l’eliminazione di Domenico. Dopo l’esterna a Vico Equense e la vittoria della squadra rossa, è Andrea il secondo concorrente a dover lasciare per sempre la cucina di Masterchef.

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masterchef quinta puntata
La puntata

“Nelle piccole cose si nascondono le cose buone, io posso dirlo” dice Chef Barbieri. Con questa battuta, tra il serio e il faceto, si apre la 5° puntata di Masterchef 9. I 16 aspiranti chef, però, questa volta si trovano davanti una “Mistery Box” un po’ diversa: è una “mini Mystery Box.” I concorrenti, infatti, per questa prima prova dovranno realizzare un piatto con i dieci “prodotti in miniatura”. Telline, moscardini fragolini, melanzane perlina baby, lumachine di terra, mini pâtisson gialle, cucamelons, yuco delle Ande, cosce di pernice, uova di quaglia e “lacrima rossa” del Perù (mini peperone amazzonico). Dieci prodigi della natura che a dispetto delle dimensioni racchiudono in sé grande forza e concentrazione di sapore. Farina, latte e cipolline borettane sono le dotazioni extra a disposizione dei concorrenti che hanno quarantacinque minuti di tempo per realizzare un piatto.

Nonostante la prova richieda estro, per i sapori insoliti di alcuni prodotti, e manualità, “essendo tutti prodotti piccoli devi lavorare di fino, di coltello e di tecnica”, dice Barbieri, allo scadere del tempo i risultati agli occhi dei giudici sono eccellenti. Tutti i concorrenti hanno lavorato bene e i migliori sono Fabio, Nicolò e Francesca, ma, colpo di scena, “ Voi siete in tre ma oggi vogliamo assaggiare un quarto piatto che ci incuriosisce molto…stiamo parlando di Maria Teresa”, dicono i giudici. Il suo piatto, “Pernice al sole”, si guadagna la Mystery Box. “E’ equilibrio di sapori pazzesco” dice Barbieri e  “sei un po’ un Dr.Jekyll and Mr. Hyde, i sapori sono ben definiti e molto forti” dice Locatelli. Maria Teresa che nei quarantacinque minuti aveva detto “L’obiettivo è far capire chi sono” ce l’ha fatta e ora ha il prezioso vantaggio nell’Invention test.

Questa volta l’Invention test ci porta a casa dei giudici, o meglio nelle loro cucine, permettendoci di aprire il loro frigorifero: ogni giudice ha portato il proprio che contiene gli ingredienti che normalmente ha sempre in casa.  Quello di Locatelli, a forma di cabina telefonica British, contiene: tofu, uova, pasta di acciughe, olive, zenzero, burro, Parmigiano Reggiano, salmone affumicato; quello di Cannavacciuolo, con le maioliche e le foto di Maradona, offre: cime di rapa, limoni, arance, gorgonzola, sogliola, pomodori, carciofi e latte di avena e quello di Barbieri, un baule a scacchi, mette a disposizione: erba cipollina, brodo di verdura, vino bianco, cozze, fegato di vitello, burro, cipolle di Tropea e alga dulse. Maria Teresa, da vincitrice, potrà scegliere il frigorifero per sé e assegnarne ognuno dei tre a altri 4 concorrenti, ma attenzione: quattro per tre fa dodici e i concorrenti sono sedici. A sorpresa entra un quarto  frigorifero tutto arancione, quello di Masterchef, il più insidioso, che contiene i prodotti di alcuni giudici che si sono avvicendati nel programma. L’ananas di Bastianich, l’uovo di Carlo Cracco, la cicoria di Antonia Klugmann, la camomilla di Heinz Beck, il katsuobushi di Morimoto, la clorofilla di Leeman, i funghi enoki di Marco Pierre White, il cacao amaro di Iginio Massari. Questi sono gli ardui ingredienti.

Partono i quarantacinque minuti di sfida in cui i concorrenti devono realizzare un piatto che conquisti i palati dei giudici con gli ingredienti della loro quotidianità, un’impresa difficile. Escono alcune inimicizie dall’assegnazione dei frigoriferi, ma per Fabio, per esempio “è un modo per usare fantasia, per aprirsi”. I giudici osservano e commentano, il tempo passa e il countdown e lo stop di Locatelli fermano la prova. È il momento degli assaggi. Il primo piatto ad essere esaminato, è quello di Maria Teresa. “Matrioska”: un carciofo ripieno di sogliola ripiena di pomodoro, ripieno di gorgonzola e latte d’avena su salsa di cime di rapa.  “Ho un po’ di paura a dirtelo, davanti a un piatto del genere c’è un cuoco dall’altra parte” dice Cannavacciuolo. “Io ve l’ho detto che questa qua nasconde un drago dentro” il commento di Locatelli. E così a nulla serve assaggiare gli altri quindici piatti, Maria Teresa si riconferma ancora una volta la migliore, ed è doppietta.

È tempo delle note dolenti, i giudici decretano i peggiori: Domenico, Andrea e Luciano. La tremarella di Luciano dura poco, è il primo a tornare in balconata. A giocarsela ora sono Domenico e Andrea. Purtroppo è Domenico, l’hipster partenopeo con la passione per il Napoli, a dover lasciare definitivamente la cucina di Masterchef. Andrea, invece, deve indossare il grembiule nero e andrà direttamente al “Pressure Test”.

Ora, per Maria Teresa e gli altri sfidanti è tempo di trasferirsi a Vico Equense, dove si tiene “Festa a Vico”, una manifestazione benefica ideata dallo Chef, due stelle michelin, Gennaro Esposito che  da 17 anni riunisce numerosi chef stellati nella cornice mozzafiato di Vico Equense in Costiera Amalfitana. E’ qui che si terrà la prova in esterna.

Le due squadre dovranno preparare due menu a base di street food gourmet da offrire ad una clientela molto esigente. Maria Teresa, forte delle due vittorie, ha il vantaggio di scegliere tra il menu blu, che ha come simbolo ‘o cuppetiello a base di fritti e quello rosso, con il simbolo ‘o pignatiello, di stufati, oltre a scegliere il capo della brigata avversaria. Con decisione opta per il menu blu e designa Anna Maria capo della brigata rossa. Gli altri dodici concorrenti scelgono indipendentemente, uno alla volta, a quale delle due brigate unirsi. C’è chi sceglie in base al capo brigata e chi in base al menu. Le due squadre decidono poi di assegnare il ruolo di “venditore”, che deve attirare la folla. Il napoletano Vincenzo per i blu e lo spumeggiante Luciano per i rossi.

Mentre le due brigate sono impegnate a ideare i piatti  a base di verdure, pesce e latticini che dovranno preparare e servire, altrove, si consuma un simpatico quadretto. Chef Cannavacciuolo e Chef Esposito, amici di infanzia, vanno al ristorante dove li aspettano due chef d’eccezione, le loro mamme. Con il bavaglino al collo e tra una pasta e fagioli e una polpetta fritta si concedono un divertente pranzo con lo sfondo ineguagliabile della Costiera Amalfitana.

Le due ore di lavoro per le brigate proseguono con alcuni intoppi, ma, alla fine, riescono a portare la missione a compimento. Il cibo va a ruba e sono, persino, costretti a integrare le linee, soprattutto la squadra rossa.

La serata è trascorsa ed è tempo del verdetto. “ Come i pescatori sanno bene, qui la marea decide tutto, la vita e la sorte degli esseri umani. La vostra sorte la scoprirete guardando questo meraviglioso mare” dice Cannavacciuolo. Sono, infatti, i pescatori con le loro barche a decretare il vincitore. Nonostante Anna Maria sia stata accusata, da qualcuno, di essere un capo silenzioso i fuochi d’artificio che partono dalle barche dei pescatori sono rossi. E’ la sua brigata a vincere l’esterna. Come la scorsa volta, nelle risaie vercellesi, anche a Vico la vittoria è schiacciante. La squadra rossa guadagna 60 preferenze su 80. “Voi della brigata blu, “You guys bite the dust”, avete mangiato la sabbia e la polvere oggi e quindi con voi ci vediamo al Pressure Test” dice Locatelli. Così i blu tornano a vestire il grembiule nero per sfidarsi al “Pressure Test” dove li aspetta Andrea.

Il “Pressure Test” si basa sulle famosissime tapas. Chef Lino Scarallo, di Palazzo Petrucci a Napoli, una stella Michelin, è la guest star per questa prova a eliminazione. “Qui le tapas sono un concetto diverso da fingers o da stuzzichino, qui bisogna pensare come se fosse un piatto completo, quindi ci vuole attenzione, creatività e ragionamento”, commenta Chef Scarallo che porta le sue cinque idee. Le tapas di Scarallo rispecchiano un’interpretazione originale del concetto di tapas e della sua napoletanità a cui i concorrenti potranno ispirarsi. Gli sfidanti in trenta minuti devono preparare le loro tre personalissime tapas, utilizzando gli stessi ingredienti di Scarallo: spaghetti, passata di pomodoro, mozzarella di bufala, gamberi rossi, vongole, friarielli, calamari, acciughe, fesa di manzo, limone di Sorrento. La prova non risparmia difficoltà ai concorrenti “con le tapas devi sapere dove metti le mani appena entri in cucina, devi lavorare molto di fino”, dice chef Barbieri. I trenta minuti volano: “5,4,3,2,1 su le mani, su le mani!”, il tempo è finito, ormai il destino è segnato.

I giudici provano le tapas di tutti gli aspiranti chef, ma solo due sono riusciti a centrare il tema e si guadagnano subito la balconata: Nicolò e Vincenzo. Via, via li raggiungono anche Francesca, Gianna, Maria Teresa e Giada. A contendersi il grembiule sono rimasti Marisa, che non ha centrato le proporzioni e la sapidità e Andrea, che ha avuto dei problemi con le cotture e i tagli.  “La cucina è fatta pure di trucchi e tu Marisa ne sai qualcosa, riesci sempre a recuperare ma questa volta non ce l’hai fatta. Andrea questa volta tu avrai l’occasione di approfondire la preparazione delle tapas, ma non qui, togliti il grembiule”, sono le parole di Cannavacciuolo e così il secondo eliminato della quinta puntata è Andrea.

“A Masterchef siamo abituati a vedere ragazzi giovani. Portano grinta, entusiasmo e grande forza d’animo, ma per questa forza d’animo non è prevista una data di scadenza e voi Anna Maria, Luciano e Vincenzo siete la dimostrazione che si può crescere a qualsiasi età. Buonanotte” con queste parole Chef Barbieri congeda. I tre giudici e i 14 aspiranti chef ci attendono giovedì prossimo alle 21.15 su Sky Uno.