Come si fanno i Brodi e si cucina il riso, Chef Marco Martini ospite: ecco la quarta puntata di Masterchef

Dietro i fornelli della cucina di masterchef continua la lotta per aggiudicarsi il titolo di nono masterchef italiano. Dopo Mystery Box, Invention e Pressure Test e la prova in esterna Nunzia e Rossella sono le eliminate.

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La puntata

La lotta nell’arena di Masterchef si fa sempre più intensa e feroce. Con la 4° puntata, andata in onda ieri sera su Sky Uno, tutte le prove tipiche di Masterchef hanno visto la loro prima apparizione. Oltre alla “Mystery Box”, all’”Invention Test” e il solito “Pressure Test”, ieri gli aspiranti chef si sono dovuti cimentare anche nella prima prova in esterna.

Tutto parte come al solito con la “Mystery Box”. I diciotto concorrenti che proseguono la gara, dopo le eliminazioni della scorsa puntata, oggi alzando la cloche scoprono di doversi cimentare con i brodi. Il brodo immancabile presenza che ci si trovi nella cucina della nonna che prepara i tortellini per il pranzo della domenica, sia che ci si trovi in una cucina stellata dove spesso il brodo esce dallo schema classico e trova nuova vita, nuovi sapori e anche  nuove consistenze. Gli sfidanti  hanno a disposizione dieci brodi dai sapori estremamente diversi tra loro: di manzo, di gallina, di pesce, di molluschi, di crostacei , di verdure, di funghi, un dashi ( brodo di pesce tipico del Giappone), un brodo dolce di verdure, e un tom kha gay ( broodo thailandese a base di latte di cocco e lemongrass).

Ognuno deve assaggiarli, scegliere quello che preferisce e renderlo il protagonista del piatto. Lo chef Locatelli incita i concorrenti “Bene avete preso la vostra decisione? Stupiteci un po’!”. I concorrenti hanno sessanta minuti per realizzare il loro miglior piatto che deve esaltare e avere come attore principale il brodo che hanno scelto. Mentre gli aspiranti chef sono ai fornelli i giudici scrutano, commentano “Antonio può fare una bomba come fare un disastro, ma ci sta provando” dice Cannavacciuolo, si consultano, chiacchierano, “avrei  usato il brodo per fare un aspic…” dice sempre Chef Cannavacciuolo…ma ecco che il tempo finisce e in alto le mani! Dopo aver esaminato tutti i diciotto piatti gli chef decretano i tre migliori: Rossella con i suoi “Ravioli cinesi con brodo dashi”, Marisa con “Dal Mare ai Monti” in cui il protagonista è il brodo di molluschi  e Luciano con “Adda cuosa” in cui ha utilizzato il brodo di manzo. E’ Luciano, utilizzando il brodo di manzo per  riempire dei ravioli conditi con ragù di polpo e maionese di vongole, a vincere.

Il piatto ha davvero convinto i giudici, forse anche per il carisma e lo spirito del geometra palermitano tanto che “Adda cuosa”, “a quella cosa”, una cosa bella capitata nella vita (in dialetto siciliano), sembra essere diventato già da un po’ il motto che tutta la classe ripete quotidianamente. Da trionfante Luciano si è, ovviamente, guadagnato il vantaggio nella prossima prova, l’Invention test. Entrato da solo nella Master Room, Luciano conosce per primo l’ospite stellato, nonché la prova che attende lui e tutti i suoi compagni. Questa settimana è la volta dello Chef romano Marco Martini, supernova della cucina gourmet. Uno chef dal cuore romano e dall’attitudine internazionale, nella cucina del suo ristorante “Marco Martini Chef” i sapori della tradizione si trasformano in creazioni sorprendenti.

Chef Martini propone tre suoi piatti che hanno sempre il brodo come filo conduttore. “Pizza e Mortadella”: tortelli di mortadella con pistacchi alla piastra e brodo di pizza bianca, considerato il piatto più “facile”; “Tagliatelle all’Amatriciana”: tagliatelle di seppia cruda con brodo di Amatriciana, di difficoltà intermedia; “Domenica in Campagna”: ravioli al vapore, ripieni di pollo alla cacciatora con brodo di patate arrosto, giudicato il più difficile da replicare. Gli aspiranti chef, infatti, in questa prova non devono inventare nulla, ma devono solo “limitarsi” a replicare il più fedelmente possibile i piatti proposti dallo Chef. Luciano, oltre ad aver avuto il privilegio di assaggiare i piatti e essersi confrontato con lo chef, ha anche il vantaggio di scegliere il piatto da assegnare a sé e agli altri sfidanti. Si torna nella Master Class e via al tempo, sessanta minuti per realizzare un’impeccabile replica dei piatti dello Chef Martini. Dopo sessanta minuti il primo piatto ad essere assaggiato è quello di Luciano che però, nonostante i vantaggi, non filtra il brodo di “Amatriciana” e che gli vale un “Mi aspettavo qualcosa di più!” di Locatelli. Passati in rassegna i piatti di tutti i concorrenti ecco il verdetto. Il migliore è Fabio, l’avvocato napoletano che per lo sguardo ricorda Chef Cracco. Avendo dimostrato di essere una persona metodica e non avendo mai perso di vista il gusto finale del piatto, con “Pizza e Mortadella”, Fabio si aggiudica il titolo di capo-brigata nella successiva prova in esterna.

Venendo alle note più amare, ecco la sentenza più temuta, i peggiori: Nicolò, Nunzia e Andrea. Purtroppo è Nunzia a doversi togliere il grembiule, non aveva capito che la seppia era cruda, ma soprattutto l’ha cotta nel latte. Così saluta la classe dicendo ”Sono entrata con il calamaro e me ne vado via con la seppia”.

Per i diciassette superstiti è tempo di trasferirsi nelle storiche risaie di Vercelli per la prima prova in esterna. Nell’affascinante location di “Tenuta la Colombara” gli aspiranti chef dovranno realizzare un menu che ha come protagonista il riso da servire a quaranta ristoratori esperti nel trattare questo nobile cereale.

Fabio ha il vantaggio di formare la sua brigata e  di scegliere tra il menu rosso di  carne o quello blu di pesce. Decide di vestire il grembiule blu e di avere in brigata: Luciano, Davide, Gianna, Antonio, Francesca, Domenico Rossella e Maria Teresa. Gli esclusi formano la squadra rossa capitanata da Nicolò, che con un componente in meno, otto contro nove, dovrà realizzare un menu di pesce. Le due squadre scrivono i due menu che ad una prima occhiata, e non solo, sembrano avere delle assonanze. Squadra blu: cialda di riso al salto con gamberoni, carciofi croccanti e salsa alla menta; risotto alla zucca con salmerino e cipollotto; pastiera di riso destrutturata. Squadra Rossa: polpette di riso e carne con fonduta di castelmagno, gocce di miele e lamponi; riso al salto con fondo di coniglio, funghi porcini e vino rosso; pastiera di riso.

Si inizia a combattere, due ore e mezza per realizzare il menu da offrire ai quaranta commensali. La decisione dimostrata nell’ideare i menu naufraga ben presto però. Errori, imprecisioni e soprattutto la difficoltà di cucinare il riso al salto, che nessuno sembra mai aver preparato, obbligano entrambe le brigate a modificare i menu di partenza. Le difficoltà di lavorare in team vengono subito a galla, doversi coordinare con gli altri non è cosa semplice.

Con il disappunto di Chef Locatelli “ Immaginate cosa succederebbe se io proponessi un menu e poi andassi a servire piatti diversi dicendo ai clienti, oh scusate mi sono sbagliato con i tempi, questo non bisogna farlo mai!” La gara giunge al termine. I commensali sazi sicuramente, più o meno soddisfatti, dipende, votano e decretano il vincitore. Le mondine di “Tenuta la Colombara” sventolando i loro fazzoletti rossi, la squadra degli esclusi ha vinto. La vittoria è schiacciante: 36 voti per i rossi e solo 4 per i blu. Andrea, Giada, Vincenzo, Giulia, Marisa, Nicolò, Milenys e Anna Maria sono salvi e corrono in balconata.

Nonostante il vantaggio iniziale, il riso per la squadra blu, questa volta, è stato davvero amaro.Ora i blu si ritrovano a vestire l’odiato grembiule nero per affrontare il pressure test.  Il peggiore della prova lascerà per sempre la cucina di Masterchef. La spesa di questo pressure test è al buio: nella Master Room ci sono 40 ingredienti e a turno ogni concorrente, accompagnato da Chef Cannavacciuolo, ne sceglie uno senza conoscere quello scelto dai compagni. A spesa terminata devono realizzare un piatto utilizzando tutti e nove gli ingredienti scelti.

La spesa è fatta ed è composta da: Mango, Patata, Bottarga di Tonno, Rafano, Stilton, Asparagi Bianchi, Pistacchi, Ciliegie fresche e Moscardini. Gusti e sapori ardui da unire e da far dialogare. Tra gli sfidanti c’è chi è stato più clemente e chi invece ha scelto un ingrediente “killer” come dice Barbieri. Via ai trenta minuti per realizzare il piatto della salvezza, ma ecco dopo dieci minuti  “Stooop”. Non fosse già abbastanza difficile il compito, i giudici fermano la gara e aggiungono un decimo ingrediente, i ricci di mare. Finito il tempo, il lavoro è stato davvero duro, combinare questi dieci ingredienti in un’unica idea coerente non era una cosa semplice, ma c’è chi c’è riuscito, un “gran bel lavoro” quello di Maria Teresa, secondo Chef Barbieri.  Dopo l’assaggio i peggiori risultano Antonio, Rossella e Domenico, gli altri sono tutti salvi in balconata. È ancora una donna  l’eliminata: Rossella che aveva scelto l’ingrediente “killer” delle ciliegie fresche deve lasciare la cucina di Masterchef perchè come ha detto Barbieri:“Quando si va a far del male alla fine si esce a pezzi”.