La faticosa realtà della vita di uno chef: 10 false verità su chi lavora in cucina

Non è tutto oro quel che luccica: sfatiamo 10 falsi miti della quotidianità di chi vive e lavora in cucina.

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La Notizia

Quando una persona è molto cool e di tendenza, lo si sa, le credenze e le leggende metropolitane attorno a lei pullulano come le rane in uno stagno. E oggi, dati i trend attuali, quali migliori attori-protagonisti se non gli chef su cui costruire storie, racconti, miti e false credenze. Gli chef: vere e proprie star, adorati e acclamati, presenti su schermi tv, internet e riviste in cui si racconta di loro e della loro splendida vita. Ma cosa c’è di vero in tutto quello che viene detto o meglio fatto credere su di loro? Il giornale spagnolo LaVanguardia ha sollevato e trattato l’argomento, ripreso poi da Food&Sense. Ecco 10 false verità sulla vita degli chef.

1 “Gli chef escono molto e sono invitati ovunque”.

Eventi, questi, logisticamente impossibili. Il lavoro dello chef è molto duro e richiede molti sacrifici, a partire dalla giornata lunga e senza orari. Normalmente uno chef lavora almeno dieci ore al giorno una vera e propria maratona. Per lui non c’è distinzione tra giorni feriali e lavorativi, non ci sono feste e quando gli altri si divertono, festeggiano e si dedicano agli amici lui sta con la brigata a lavorare.

 

2 “Gli chef hanno il vantaggio di mangiare sempre bene”.

Gli chef non mangiano i piatti gourmet che offrono ai loro clienti, o meglio, sicuramente e per forza, li assaggiano per offrire il piatto perfetto come l’hanno concepito, ma quello non è il loro pranzo o la loro cena. Uno chef passa il 95% del suo tempo in cucina e quando si ricava quei pochi minuti prima di iniziare il servizio per mangiare lo fa spesso tra i fornelli e mangiando un pasto frettoloso. È un po’ come mangiare davanti al PC in ufficio.

 

3 “Chiunque può diventare uno chef”.

Essere chef non è essere un semplice cuoco, non basta saper cucinare bene. Per essere un vero chef bisogna essere leader, avere capacità gestionali e organizzative, essere creativi e soprattutto, la cosa più difficile, bisogna sempre dare il buon esempio alla propria brigata.

 

4 “La grande cucina porta molti soldi”

Lo si sa bene, la sopravvivenza dei ristoranti, soprattutto di quelli fine dining, non è certo una cosa semplice. Moltissimi sono gli esempi di chef, anche molto famosi, che hanno tentato di realizzare il proprio sogno aprendo un ristorante, però, poi conti alla mano si sono trovati a dover mettere le sedie capovolte sui tavoli e a chiudere i battenti. La materia prima, le attrezzature e la manodopera sono molto costose, per non parlare delle tasse e delle norme stringenti che regolano la ristorazione, così i margini di guadagno sono inevitabilmente molto ridotti. Per evitare di dover affrontare questa difficile situazione parecchi chef oggi decidono di puntare anche sui bistrot, dove lavorano con una brigata più ridotta e utilizzano prodotti locali e stagionali.

 

5 “Tutti gli chef sono amici, c’è una vera fratellanza nella professione”.

Una volta, forse. Con la mediatizzazione degli chef, con i social media e col fatto che sono diventati vere e proprie star, la competizione tra loro è davvero alle stelle, per non parlare delle gelosie reciproche e persino di qualche dispetto.

 

6 “Essere uno chef assicura un buon stile di vita”.

Non proprio. La famiglia, il problema, o meglio, il compromesso forse più grande per uno chef. Le soluzioni sono due infatti:

a) lo chef ha un compagno/a che lavora anch’esso/a nel ristorante e ha quindi gli stessi ritmi, rischiando però di portare nella cucina di casa i problemi della cucina del ristorante.

b) ha un partner che svolge un’altra professione, in questo caso il problema è di non vedersi praticamente mai.

 

7 “Chef significa avere un certo status sociale”.

Il riconoscimento e il prestigio sociale di uno chef sono indiscutibili, ma lo si sa le mode sono passeggere, soprattutto oggi, nell’era della rete e dei social media. Bisogna costantemente lavorare per essere al top, per essere invitati in questa o in quella trasmissione, per mantenere alta la propria reputazione sia dietro i fornelli che come persona, altrimenti sì, si può brillare, ma si rischia di non essere una stella, bensì una fugace meteora.

 

8 “Gli chef sono artisti, conducono una vita bohémien”.

Sicuramente, gli chef sono degli artisti che disegnano sul piatto nell’atelier della loro cucina. Ma essere chef, in particolare, se di successo, implica molte responsabilità e pressioni di ogni genere soprattutto economiche. Gli chef oggi sono veri e propri imprenditori. Ogni giorno uno chef deve confrontarsi con i clienti, la brigata, le guide, la stampa e quindi la realtà della sua vita è molto lontana dal pressapochismo e dalla libertà di un bohémien.

 

9 “Gli chef sono creativi”.

Creativi sì, ma la creatività va coltivata ed elaborata. Per essere creativi sempre e mantenere certi standard il percorso di formazione è davvero molto lungo e costellato da insidie e difficoltà. Per proporre piatti creativi e innovativi bisogna innanzitutto conoscere a menadito la tradizione culinaria e i classici gourmet per poi rivisitarli e proporre qualcosa che davvero sorprenda anche i palati più esigenti.

 

10 “In cucina tutto è già stato inventato”.

L’innovazione e le nuove tendenze in cucina sono costanti e spesso velocissime: nuove tecniche, nuove cotture, nuovi stili di impiattamento. Uno chef se vuole far brillare la sua stella deve costantemente aggiornarsi, essere consapevole della società in cui vive, non può rimanere indietro.

Studio, conoscenza e sostanza devono essere la stella polare dello chef creativo.

Fonte: LaVanguardia, Food&Sens