Andrea Larossa, lo chef autodidatta che ha ottenuto una stella Michelin con il suo ristorante

Storia di uno chef autodidatta e una brigata di sole cinque persone, che hanno conquistato una stella Michelin

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La Storia

Quando si scrive di chef, il primo tema che si affronta è la formazione professionale. Praticamente tutti hanno iniziato frequentando un Istituto Alberghiero, c’è chi ha potuto affrontare la spesa per scuole prestigiose e chi ha avuto la fortuna di accedere alla cucina di grandi Maestri. Per Andrea Larossa non c’è (quasi) niente di tutto questo sul curriculum, ma nonostante ciò il suo ristorante Larossa ad Alba è stato premiato con una stella Michelin.

Un ragazzo che si appassiona alla cucina tra i fornelli della caserma dove svolge il servizio di Vigile del Fuoco, deve chiaramente avere una passione interiore difficilmente estinguibile. Tra quelle prime attrezzature professionali, Andrea Larossa inizia a capire quanto di straordinario si possa creare con i giusti ingredienti e di come lo appassioni il lavoro di squadra. Una storia semplice, fatta di perseveranza, libri studiati in autonomia e qualche importante esperienza formativa (da Cracco, Baronetto e Locanda del Pilone), che gli hanno fatto decidere di lasciare definitivamente la sua Verbania per trasferirsi nelle Langhe dove, al bar, non si parla di calcio ma di bere e mangiare bene.

Una brigata di sole cinque persone è l’altro aspetto che sorprende, in un ristorante stellato con trenta coperti. Duro lavoro, organizzazione e precisione, imparate anche grazie alle arti marziali, sono l’arma vincente per questo luogo di bontà dove un pasto diventa divertimento.

I Piatti

Andrea definisce la sua cucina semplicemente “italiana. Legata certo al rigoglioso territorio in cui si trova, non trascura le eccellenze di altre regioni così come non mancano il pesce e ricordi di terre lontane. Se pochi anni fa, all’apertura, era venuto naturale offrire piatti tipici della tradizione piemontese come gli agnolotti, oggi il menù mantiene alcuni cavalli di battaglia locali proponendo nuove creazioni, frutto di evoluzione e continua ricerca.

Si potrà quindi sempre assaggiare il vitello tonnato, che suggerisco di impiattare in maniera da valorizzare maggiormente la sua bontà, e il petto di piccione con amarene, wasabi e shiso, ma nuovi piatti si stanno affacciando a questo orizzonte gastronomico.

Da settembre, infatti, ci sarà l’ottimo risotto mantecato con burro acido, colata di alici di Cetara e ricotta affumiata del Friuli.

Si potrà assaggiare anche l’eccellente Taco, da mangiare rigorosamente con le mani, a base di farina di mais ripieno di lingua, Granny Smith e bagna cauda preparata con la salsa di soia al posto dell’acciuga, da cui rimarrà conquistato anche il piemontese più tradizionalista che vorrà attraversare la porta rossa.

Si può scegliere alla carta, ma è consigliato il menù degustazione per chi voglia intraprendere un viaggio completo nel gusto. Si va da 75 euro per 4 portate a 110 per le 8 portate del menù Gastronomico. È possibile abbinare i vini (4 o 5 per 50 e 60 euro) consigliati dalla Sommelier e compagna dello chef Patrizia Cappellaro.

Indirizzo

Ristorante Larossa

Via Don Giacomo Alberione, 10/D – 12051 Alba (CN)

Tel. +39 0173060639

Mail info@ristorantelarossa.it

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