La performance di Alessandro Ciffo e Alessandro Mecca da Spazio 7 a Torino

L’evento di Torino è stato una prima assoluta per la città della Mole che, con il recente riconoscimento delle sette stelle cittadine, sta consolidando sempre di più la sua anima gourmet.

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Alessandro Mecca (sx) e Alessandro Ciffo (dx)
L'Evento

Una cena speciale nel ristorante Spazio7

Ci sono cene più speciali di altre perché sono frutto di contaminazioni. E si sa, è importante unire le discipline per creare i cortocircuiti che scatenano le energie: ne è convinto Alessandro Ciffo, artista piemontese che ha curato una performance insieme al neo chef Michelin Alessandro Mecca all’interno di Spazio 7, il Ristorante della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. L’evento di Torino è stato una prima assoluta per la città della Mole che, con il recente riconoscimento delle sette stelle cittadine, sta consolidando sempre di più la sua anima gourmet. Ma la cena di giovedì 29 novembre ha dimostrato di essere un vero e proprio tributo al mondo dell’arte e al suo legame con il cibo: una serata capace di coinvolgere i commensali con il tatto, la vista, il gusto, regalando stupore a ogni portata. Del resto la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, riferimento indiscusso per il mondo dell’arte, è il luogo più idoneo in città (e non solo) dove consolidare il rapporto con il mondo enogastronomico grazie alla presenza del ristorante Spazio 7 dove Emilio Re Rebaudengo e tutto lo staff di sala e cucina capitanato da Alessandro Mecca stanno facendo un grande lavoro di squadra. E così, per una sera, lo chef torinese si è trovato protagonista insieme a Ciffo, non solo del menù proposto, ma anche dello spettacolo in sala, come attore che in prima persona ha preso parte alla performance servendo i piatti, spiegandoli, trasformandoli in diretta.

spazio7 ristorante
Foto di Lido Vannucchi
spazio7 ristorante
Foto di Lido Vannucchi

Tovaglie e piatti in silicone sono stati il focus intorno a cui è ruotata l’intera cena per un’esperienza sensoriale e gustativa oltre ogni schema. Colori, consistenze, percezioni di opere in silicone hanno accompagnato piatti già in carta nel menù o ideati appositamente per la serata: “L’arte va usata – spiega Ciffo –  e per me la tovaglia è un’opera con cui trasmetto qualcosa. L’arte è un passaggio di emozioni, di esperienze, del convivere: c’è il pregiudizio che non debba essere usata, messa in un museo e solo contemplata, ma per me non è così e con la tavola questo concetto viene espresso benissimo. Il confondere tutto, il mettere tutto insieme, arte, design, artigianalità, creatività, nuovo, diverso mi affascina”. Il biellese Ciffo lavora da oltre vent’anni sulla ricerca estrema delle potenzialità del silicone come unico medium capace di esprimere completamente le sue emozioni: forme, colori e consistenze raccontano il suo mondo artistico, la sua visione e, nel caso delle opere per la tavola hanno creato un connubio fortissimo con la cucina di Alessandro Mecca: “Trovo una grande sinergia con Alessandro Ciffo – spiega Mecca – perché nelle sue opere per la tavola ha abbinato anche la praticità, oltre alla bellezza. L’idea dei regoli su cui servire il benvenuto o la piccola pasticceria, per esempio, è nato insieme, proprio dal confronto tra il suo modo di lavorare e il mio. Abbiamo unito pensieri, colori, materiali e ne è nata un’esperienza bellissima.

In un luogo come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sono sempre a contatto con l’arte che per me è un grande stimolo a migliorare e nell’esperienza con Ciffo mi sono sentito in prima persona parte di quello che si stava creando”.

Tanto fumo e niente arrosto
Dentice all’acqua pazza
Shangai

E così, in un bellissimo gioco (è il caso di dirlo) tra arte e cibo Ciffo e Mecca hanno condotto gli ospiti in un viaggio enogastronomico in cui i supporti, le superfici e i contenitori in silicone sono stati il mezzo per confrontarsi con un menù creato ad hoc dallo chef: Shangai Pomodorino ricostruito; Macaron al Blu del Moncenisio; Cioccolatino con bagnetto verde, rosso e paté di fegatini; Gnocco fritto e Patanegra; Melone in osmosi e cappero; Foie gras, arachidi e crodino) Dentice all’acqua pazza; Astice, radicchio e mortadella; Seppia nella sua integrità; Riso e cavolo nero; Tanto fumo e niente arrosto (Coda di bue e patate); Rompete le palle (Fruit passion, liquirizia e cioccolato fondente); Regoli golosi (Chantilly; Lampone&Cioccolato; Krapfen alla crema; Latte di capra e cioccolato bianco; Crème caramel, Gelatina al limone e tè affumicato).

Regoli golosi
Riso e cavolo nero
Seppia nella sua integrità

L’Esperienza al silicone (IV atto) si è conclusa con la distruzione dell’opera appesa al muro “This is not a picture” che si è trasformata in tovaglia ed è stata collocata su un tavolo su cui Mecca e la sua brigata hanno versato una panna cotta liquida con crema all’uovo, alla nocciola e al cioccolato invitando gli ospiti a mangiare. L’opera non era un quadro ma una tovaglia in silicone: “La mia sfida – conclude Ciffo – è quella di portare in sala il silicone: la tavola e la cucina sono momenti molto intimi in cui è difficile inserirsi con materiali nuovi. Il contatto delle mani con i tessuti, con il piatto in ceramica, sono abitudini consolidate e difficili da superare, ma sono convinto che il silicone possa stare a tavola: toccatelo, raccogliete sensazioni, nutritevi di emozioni che è quello che dovrebbe sempre essere la tavola. Aggiungo che amo lavorare con gli chef perché loro vedono con la bocca, mentre io lo faccio con il silicone e sono felice perché credo che con Alessandro Mecca siamo riusciti a coinvolgervi, a divertirvi e a trasmettervi i pensieri che ci hanno portato alla realizzazione di questa serata”.