La nuova avventura culinaria di Flavio De Maio e Franco Franciosi: i due chef hanno dato vita a un progetto originale dove convivialità e musica vanno di pari passo con cibo e vino.
Foto di Alberto Blasetti
Il progetto
Trovarsi alla Garbatella e non leggere sul menu piatti come Carbonara e Amatriciana è già di per se una notizia. E non è l’unica “rivoluzione” in atto da Stecca, il nuovo locale capitolino aperto in uno dei quartieri più identitari di Roma da Flavio De Maio e Franco Franciosi, entrambi cuochi e osti famosi per le loro rispettive insegne: Da Flavio al Velavevodetto (in attività sia nella Capitale che a Milano) e Osteria Mammaròssa ad Avezzano (Abruzzo). “Stecca nasce da una fetta di panettone – racconta De Maio –. Con mia moglie spesso vado a mangiare da Sinosteria e circa 4 anni fa rimasi folgorato da quella fetta che mi fece assaggiare il proprietario del locale, realizzata proprio da Franco Franciosi”.

Il lievitato dello chef abruzzese scaturisce la nascita di un’amicizia profonda, fatta di interessi e visioni in comune che dopo diversi viaggi e altrettante cene trascorse insieme si trasforma in un progetto concreto. Stecca non è la somma delle loro competenze, non è cucina romana né cucina abruzzese; semmai è uno spazio di condivisione, dove le passioni di Flavio e Franco danno vita a un ristorante moderno dove la musica – oltre al cibo e al vino – gioca un ruolo fondamentale.



Il ristorante
Sia gli spazi che la musica sono un’idea di Franciosi, in virtù del suo passato nel mondo dell’architettura e la sua passione per il genere musicale, il cognato è l’artefice di gran parte dei mobili presenti in sala. L’impianto audio è realizzato su misura e accompagna le serate dei commensali: un listening bar dunque, oltre che un ristorante accogliente, composto da un’unica sala e un bancone di soli otto posti dove si può optare anche per il menu degustazione. La certezza? Flavio che si aggira tra i tavoli con storie da raccontare, aneddoti e pensieri riguardanti i piatti del locale. Ma un’altra certezza di Stecca sono le note di Hotel California, che alle 21.30 di ogni sera monopolizzano l’attenzione. “Per noi è un porta fortuna, l’abbiamo messa durante l’inaugurazione e da quella data abbiamo sempre il sold-out. È la nostra colonna sonora”, rivela il cuoco romano.


La cucina
Se musica e convivialità sono la certezza di Stecca, il menu cambia ogni mese seguendo stagioni e intuizioni, tra piatti pensati per la condivisione e portate che già sono un must. Come i Rigatoni Garbatella, ricetta creata dai due chef che prevede rigatoncelli integrali conditi con ragù di involtini e salsiccia. A parte vengono serviti gli stessi involtini e spetta al cliente la decisione di come consumarli: se prima, dopo, o insieme alla pasta. Tra gli antipasti colpisce per estetica e senso del gusto la Onion Surprise, una cipolla arrosto riempita con baccalà mantecato, patate, polvere di cipolla e rosmarino.



Graffiante l’Uovo contadino con crema di patate rosse di Avezzano e tartufo nero. Tra i primi da condividere è gioioso e corroborante Ceci e Crostacei: frascarelli homemade serviti in una deliziosa porcellana in cui la bisque duetta con la croccantezza dei ceci in un intenso profumo dato dall’estratto di rosmarino. Eleganza e sobrietà contraddistinguono l’Agnello in doppia cottura, in cui il fondo della carne e la salsa d’aglio e acciuga sono determinati per la riuscita del piatto.



A curare la carta vini (o meglio il quaderno del vino come scritto in prima pagina) è Daniela Franciosi, la sorella di Franco che porta le sue competenze in ambito enologico con una piccola e dinamica selezione che ben rappresenta le regioni italiane con uno sguardo anche all’estero. A raccontare la cantina c’è la sommelier Eleonora Rosati, mentre il servizio è affidato a Francesca Mazzotta, per un team tutto al femminile.

Stecca
Viale Guglielmo Massaia, 28, 00154 Roma RM
Telefono: 06 0190 6053