A Palazzo Bovara, l'installazione curata da Elle Decor Italia e firmata da Piero Lissoni ha trasformato gli spazi storici di Corso Venezia in un viaggio sensoriale tra design, natura e arte. A curare il Temporary Restaurant ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, con un menu dedicato ai 5 sensi.
Con la conclusione della Milano Design Week 2026, cala il sipario su una delle installazioni più suggestive del fuori salone: "Sensory Landscape". Curata da Elle Decor Italia negli storici spazi di Palazzo Bovara, la mostra ha celebrato un traguardo importante, i dieci anni di esposizioni del magazine nel palazzo di Corso Venezia, proponendo una riflessione profonda sul nostro modo di abitare e percepire lo spazio. “Il progetto è nato dall’urgenza di restituire centralità ai cinque sensi, oggi spesso compressi da una fruizione digitale che riduce l’esperienza a una dimensione accelerata, passiva e disconnessa dal reale. ‘Sensory Landscape’ invita invece a rallentare, ad assaporare la centralità della percezione, a ristabilire un dialogo autentico con l’ambiente”, spiega Livia Peraldo Matton, direttrice di Elle Decor Italia.


UNA RICONNESSIONE NECESSARIA
L’installazione, ideata dall’architetto Piero Lissoni, è nata come risposta all’urgenza di restituire centralità ai sensi, dando loro respiro percettivo. Lissoni ha operato per sottrazione, eliminando il superfluo per favorire un "silenzio visivo" dove i materiali e le proporzioni potessero parlare direttamente al visitatore. Il percorso si è snodato tra il piano nobile e il cortile, trasformato in un "giardino sincero" dal paesaggista Antonio Perazzi, dove la natura non è stata un semplice ornamento ma presenza viva. L’esperienza è stata arricchita da un ecosistema di collaborazioni d'eccellenza: dalle composizioni sonore di Thomas Umbaca alle proiezioni digitali dello studio fuse*, fino alla reading room curata da Feltrinelli Editore.

Non solo, l’ambiente dedicato all’arte ha accolto tre lavori di straordinaria intensità: ‘Marilyn Monroe’ (This is not by me)’, 1970, serigrafia su carta di Andy Warhol; ‘Deux femmes’, inchiostro sfumato e gesso su carta di Pablo Picasso; ‘Madonna del Soccorso’ (1470) di Tommaso de Vigilia, provenienti dalla galleria d’arte Marco Bertoli. Opere immortali, presenze autonome capaci di attraversare epoche e linguaggi amplificandone la stratificazione culturale.


L’ARCHITETTURA DEL GUSTO FIRMATA ALMA
In questo scenario di consapevolezza sensoriale, il cibo è diventato materia progettuale. ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, in collaborazione con Caffè Scala, ha realizzato un temporary restaurant che ha tradotto la filosofia della mostra in un’esperienza gastronomica progressiva. Sotto la guida dello chef ALMA Federico Vigilante, il menù è stato concepito come un racconto dell'evoluzione dei sensi nell’essere umano, accompagnato dalle raffinate texture degli champagne Louis Roederer. Ogni portata si è rivelata espressione di una tappa nel paesaggio sensoriale descritto da Lissoni, trasformando il gesto del mangiare in un atto di scoperta.




Così ecco, l'Udito, materializzato in Cialda di riso alla pizzaiola e Fungo alla milanese: il suono negli elementi croccanti e friabili si è fatto canale di una dimensione acustica immediata, dove il morso è diventato gesto sonoro in un legame tra le origini dello chef e la città ospitante.
Poi il Tatto, una Piadina, ostrica, yuzu e panna: con questo piatto l’invito è stato quello di ristabilire un rapporto primario con il cibo da consumare con le mani, tra consapevolezza della materia, temperature diverse e consistenze vegetali.
Quindi l’Olfatto, Pasta alla pasta: un esercizio di memoria mediterranea basato sulla fermentazione. Un'acqua di pasta ispirata al miso, arricchita da limoni fermentati, bergamotto e colatura di alici, ha creato una complessità aromatica profonda e persistente.



La Vista, con Il Bianco e il Nero, in una riflessione visiva essenziale. Una bicromia provocatoria che ha azzerato le distrazioni cromatiche per concentrarsi sulla struttura: chawanmushi di latte di mandorla e capra con capasanta, nero di seppia e tartufo
Poi è stata la volta del Gusto, con Capriolo, ribes, erbe senapate, ovvero il raggiungimento della maturità gustativa: l’amaro delle erbe, l’agrodolce del ribes e la profondità della carne arrostita, riequilibrati da un infuso di rosa canina e carcadè.
A conclusione, il Sesto Senso e il Finale, raccontati attraverso il dessert inteso come spazio di interpretazione personale. Da comporre a piacere con i diversi elementi forniti, divenendo in tal modo parte attiva del viaggio.


Protagonista rassicurante in chiusura, la Torta Bella® del maestro Andrea Tortora, un omaggio contemporaneo alla torta delle rose mantovana. Un "ornamento floreale commestibile" che ha riscritto la propria storia con una chiusa inattesa, lasciando al commensale il compito di completare l’opera assaggio dopo assaggio. "Sensory Landscape" non è quindi stata solo una mostra, ma un invito collettivo a rallentare. Attraverso l'incontro tra design, natura e alta cucina, Palazzo Bovara si è trasformato in uno spazio sospeso dove riscoprire il valore della percezione reale mediante l’ascolto dei cinque sensi.
