Firenze: Insolita Trattoria chiede la caparra di 55 € contro il no show

Poiché il fenomeno del no show ha sfiorato il 34% nel mese di giugno, un ristoratore fiorentino ha scelto di contrastarlo introducendo una caparra di 55 € per accedere alle prenotazioni.

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La notizia

L’Insolita Trattoria è un ristorante gourmet di Firenze, segnalato anche nella famigerata Guida Michelin Italia. Attualmente, però, sta richiamando l’attenzione su altri fronti oltre a quello prettamente culinario. Lo chef e titolare Lorenzo Romano, infatti, (che aveva già fatto parlare di sé per il generoso “regalo” elargito ai clienti lo scorso Capodanno) ha da poco introdotto una caparra fissa di 55€ per prevenire il fenomeno del no show. La scelta è stata quasi obbligata, secondo Romano, che ha raccontato di aver subito danni economici a dir poco ingenti (64mila euro in sei mesi) a causa dei clienti che, dopo aver riservato il tavolo, non si presentavano senza neppure avvisare o telefonavano solo poche ore prima.

“Tra chi prenotava per poi non presentarsi e chi veniva con oltre un’ora di ritardo – racconta il proprietario di Insolita Trattoria il fenomeno c’è sempre stato, ne ho memoria sin da quando ho iniziato a lavorare, quindici anni fa. Negli ultimi anni però è aumentato parecchio, perché il vizio che finora era soprattutto dei turisti esteri adesso ha contagiato anche la clientela italiana. I rumors dicono che nelle città turistiche è ormai prassi prenotare più locali insieme per poi presentarsi in quello più comodo, in base al resto degli impegni della giornata. Per ristoranti che hanno pochi coperti come noi il danno è doppio: all’attività, che resta con un tavolo vuoto, e agli altri clienti che prenotano e magari trovano tutto completo perché il tavolo è stato bloccato da personaggi irriguardosi”.

Così, per limitare i danni economici e per evitare di lasciare tavoli vuoti a causa del comportamento poco corretto di diversi clienti o presunti tali, è arrivata la decisione di tutelarsi con l’introduzione di questa caparra. Ma come funziona nello specifico? Se la disdetta arriva entro 48 ore dalla data fissata per la visita nel locale, i soldi vengono interamente restituiti; se, invece, la prenotazione viene cancellata meno di due giorni prima, il ristorante riserva agli ospiti un voucher per recarsi a mangiare nel locale entro 3 o 6 mesi da allora; in caso di no show, ovviamente, il cliente perde la somma versata.

“Ho un ristorante con pochi posti”, aggiunge Lorenzo Romano, “e ho bisogno che chi prenota mi garantisca la sua presenza. In fondo è un accordo reciproco, un ‘patto’ col cliente: io mi impegno a riservargli uno dei miei pochi tavoli e a offrirgli i miei servizi, ma lui deve impegnarsi a presentarsi il giorno e l’ora a cui ha riservato il tavolo”. L’iniziativa abbastanza drastica dello chef e patron non è passata inosservata, tra coloro che hanno appoggiato la sua decisione reputandola necessaria per la sopravvivenza serena dell’attività e chi, invece, non ha apprezzato la “tassa obbligatoria”.

Lorenzo Romano, dal canto suo, è fermamente convinto che la caparra non andrà a discapito dei clienti ma, anzi, tutelerà in maniera reciproca sia lui che le persone realmente interessate e affezionate alla sua cucina (e quelle per cui prendere un impegno, anche se solo per cena, ha ancora valore).