Gelateria Fassi: “Bollette da 18.000€? In Italia è impossibile lavorare bene”

Andrea Fassi, proprietario di una delle gelaterie più antiche d’Italia, denuncia online il caro bollette. Solo per saldare il conto dovrà vendere 9000 coppette di gelato ai suoi clienti.

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La notizia

Il gelatiere romano Andrea Fassi, proprietario dell’omonimo locale in Via Principe Eugenio all’Esquilino (fra le gelaterie più antiche d’Italia) si unisce al coro dei numerosi imprenditori del settore dell’ospitalità che protestano contro il caro bollette. La situazione è diventata insostenibile per molti, se non tutti, e quella di Fassi è solo una delle tante storie che ormai sono, ahimè, all’ordine del giorno. 17.862,84 euro è l’ammontare della bolletta arrivata per il mese di luglio, più del quadruplo dei 4.741 euro pagati nel 2021.

“Questa bolletta è l’esempio limpido del venir meno di un patto fondamentale tra stato e imprese. Violenta i miei limiti, il mio ego, la mia onestà, i ragazzi che lavorano con me. E vale per tutti. Polverizza la speranza, inaridisce i desideri. È una goccia densa di tutto quanto ci sia di sbagliato al mondo oggi, della direzione storta di questo presente. La pagherò, venderemo novemila coppette da due euro al mese solo per pagare la corrente o forse diventerò un influencer su Tik Tok per non pensarci”, si sfoga Andrea sulla sua pagina Facebook.

“Il punto è che io questo lavoro non volevo farlo, e così non è più neanche divertente. E io mi annoio subito e quando mi annoio, o forse quando ho paura, distruggo tutto. Ecco, in Italia, a lavorare bene, anche un animo come il mio con energie infinite si annoia e ha paura. Per ora reggo, è solo l’ansia che sale, ma non vi mollo: sia mai lasci spazio al gelato all’amatriciana o al sorbetto di funghi porcini o, peggio ancora, a quelle poltiglie scolorite e gonfie. Io faccio questo lavoro al mio meglio.

Combatto l’alzarsi del sole, combatto me stesso, combatto un settore gonfio di invidia, vivo un territorio degradato eppure accolgo con il sorriso di Joker migliaia di romani ogni giorno e difendo la semplicità del gelato, imprescindibile. Non volevo farlo questo lavoro, il mio ego ipertrofico mi rende frustrato, umorale, realista, solitario, l’opposto di un imprenditore e il mio ego soffre.

Quindi mi odio, si odia sempre ciò che si ama per destino e non per scelta, è un peso gravoso che sostengo in maniera onesta, con dolcezza e con rabbia. Ora, questa bolletta è un insulto a tutto quello che ho fatto fino ad ora. Penso che sia un punto a capo per la mia vita e per quella di molti altri”, conclude Fassi, con un tono tra l’indignato e il disilluso.

Foto e dichiarazione tratte dalla pagina Facebook di Andrea Fassi