Quali sono i delivery di Milano che non fanno rimpiangere la chiusura dei ristoranti

Alcuni dei migliori indirizzi del capoluogo Meneghino che con i loro delivery, provati per voi, ci aiutano a sopportare la prolungata chiusura dei ristoranti.

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Delivery

Non ci faremo mai e poi mai l’abitudine e nulla potrà prendere il posto della sana e antica abitudine di godersi un pranzo al ristorante con amici, famiglia e, perché no, anche da soli. Il servizio delivery è al momento la forma disponibile che più si avvicina ad un pasto da scegliere su un menu. Dunque, invece di imprecare contro il sistema che ha gestito nel peggiore dei modi la realtà ristorativa, appuntate alcuni dei migliori delivery milanesi provati per voi.

Aji

Claudio Liu dispenserebbe energia e bontà anche in tempo di guerra, a dimostrarlo la pandemia in corso che pare non riuscire proprio a tangere le proposte vincenti dell’imprenditore cinese. Lo conoscerete per il suo ristorante stellato IYO Experience, e per il più recente AALTO Part of Iyo (a cui la Guida Michelin ha dato la stella nell’ultima edizione), ma durante quest’ultimo anno si è fatto conoscere con grande merito anche per le proposte delivery di Aji.

La nascita in realtà risale all’estate del 2018 ed è stata la prima insegna rivoluzionaria di delivery e takeaway in Italia di sola alta cucina orientale. Lungimiranza che, in piena pandemia, si è rivelata parecchio utile, soprattutto per tutti gli innamorati delle formule Liu che mai avrebbero rinunciato alle loro cene.

I rider dello staff giungono a casa vostra in scooter elettrici con i delivery box ordinati, ideati in modo da mantenere assetto, temperatura e fragranza del cibo; sempre con bacchette, tovaglioli e kit studiato ad hoc con salsa di soia fatta in casa e un tubetto di wasabi.

Perfetto per una cena (di qualità) in condivisione, con oltre 90 proposte suddivise in 13 categorie per soddisfare gli amanti del genere: partite con gli scampi al pasison fruit e sbizarritevi con nigiri, gunkan (bignè sushi, merita l’assaggio il tuna out), hosomaki (rotolini di riso avvolti nell’alga nori), uramaki (da provare l’ebiten), sashimi, tartare, carpacci e chirashi (sashimi servito su letto di riso). Ma anche piatti caldi come riso al salto, pasta (soba e udon) o gli squisiti gyoza (ravioli al vapore o alla griglia) a cui Aji dedicata una sostanziosa parte del menù: tradizionali ripieni di carne e verdure, con gamberi, pesce bianco o i meno comuni con black cod e nobile carne wagyu. Degna di nota anche la carte dei vini da cui scegliere decine di abbinamenti. Vi sfamerete anche solo ordinando dal sito web!

 

Wicky’s Innovative Japanese Cuisine

La cena delivery del sommo chef cingalese arriva in taxi. Dovrete dunque scendere e ritirare quanto ordinato dal tassista, ma non siate pigri, vi attende un viaggio sensoriale tra i più interessanti a Milano.

Se lo chef Wicky Priyan si è fatto conoscere per l’ormai leggendario “carpaccio dei 5 continenti” (tonno, branzino e salmone con ricca salsa marinata a base di agrumi, cipolla, zenzero, erba cipollina, basilico, maggiorana), potrete godere a pieno del percorso riservato per voi, se ordinate l’Omakase Degustazione.

Ma anche ordinando singolarmente lo stupore non cambia: il salmone pecora apre le danze con leggiadria su un abbinamento non scontato, quello tra il suo carpaccio e pecorino sardo stagionato, così come per il tonno triangolo in cui si incontrano profumi e sapori di India, Giappone e Italia, o per il carpaccio di Angus con salsa di soia e sakè.

Nessun delivery potrà mai eguagliare l’esperienza vissuta al bancone di Corso Italia, dove osservare lo chef a lavoro e assaggiare i piatti che prepara al momento, ma questa pare essere un’ottima alternativa. Un must assolutamente da provare è il Maki Os Buus, alto connubio tra Giappone (dove lo chef ha vissuto e imparato l’arte) e Milano: verdure in tempura, riso allo zafferano, ossobuco alla milanese, chips di patata viola e Parmigiano Reggiano. In ogni caso sull’e-shop potrete scegliere le varie combinazioni, nonchè i ramen da preparare, le bottiglie di sakè e i soft drink!

 

MU Fish

Oriente di qualità servito da un indirizzo sempre sicuro, soprattutto MU Dim Sum, il locale in zona Repubblica-Centrale, che sforna alcuni dei fagottini ripieni più gustosi di Milano. Abbiamo però provato il MU Fish, altra insegna di Nova Milanese dedita maggiormente al pesce. Nell’ampia carta compaiono sushi, sashimi, nighiri, spring roll, tartare e carpacci ma anche antipasti, primi e secondi piatti che fanno incontrare, tramite golose contaminazioni, l’Oriente e l’Occidente.

La proposta spazia dai sapori di Hong Kong e del Canton fino alle specialità del Sol Levante e la firma è della talentuosa chef giapponese Jun Giovannini (alle spalle Zero, Gong, Kanpai e Puro a Polignano a Mare), new entry della squadra MU come executive chef.

Si gioca molto sperimentando ingredienti italiani e nipponici come per il piatto Ushi coffee pugliese: carpaccio di scottona piemontese con rosmarino in tempura su purè di patate con crema al caffè agrumata, un rimando all’agrumato “caffè speciale” con amaretto e vaniglia simbolo di Polignano a Mare.Meravigliosi i bao, panini ripieni cinesi di carne (in questo caso maiale e cipolla) ma anche di crema da gustare a fine pasto (o a colazione come la tradizione vuole).

 

Al Mercato Steaks & Burgers

Leccornie condite e saporite quelle che Eugenio Roncoroni ci ha abituato a mangiare nel tempo. Dimenticate i soliti hamburger e godete della forma più alta di street food del cuoco vikingo, soprattutto ora che è arrivato il nuovo Al Mercato Street.

Trattasi di una nuova proposta di street food americano pensata appositamente per il delivery che comprende una linea di hamburger ispirata a una concezione più semplice ma golosa degli americani, su cui Roncoroni è sempre stato molto forte e apprezzato con il suo storico locale di Via Sant’Eufemia, dove negli anni ha esaltato e esibito tutte le sue skills.

Ma non solo hamburgers (fatti con eccellente pane di patate e sesamo): variazioni con il pollo fritto Kentucky style, asian ribs dall’altissima godibilità onnipresenti nei BBQ americani, le alette di pollo piccanti abbinate a una salsa agrodolce homemade, le tre versioni di patatine fritte (classiche, tartufo e parmigiano e spicy), panini con ispirazioni brasiliane e messicane, centoeuna salse preparate dal cuoco con cui divertirsi negli abbinamenti.

Interessante il Portland Wrap che combina le preparazioni di diversi Paesi, molto popolare nello stato dell’Oregon, a base del pestato di erbe sudamericano chimichurri, straccetti di manzo (meglio se inseriti di dimensioni più piccole per facilitare il morso) cheddar e patatine fritte.

Ingredienti essenziali e di super qualità, con la possibilità personalizzare a piacere. In questo caso dove le pietanze sono tutte calde, il risultato finale purtroppo non sarà mai tal quale al consumo in loco, ma sarete comunque soddisfatti.

 

Gong Orientale Attitude

Somma cura del dettaglio, come foste li in Corso Concordia tra i giganteschi gong di Giulia Liu. Le difficoltà maggiori riscontrate nel servizio delivery riguardano packaging, temperature e presentazione che Gong riesce a soddisfare a pieno. Non solo con le nuove eleganti box che rispecchiano tutta la cura al dettaglio delle Giulia’s crew ma anche l’“impiattamento” che rimane saldo e non si scompone, grazie al servizio interno che si occupa delle consegne e della cura degli ordini dal ristorante a domicilio dell’ordine.

Si può scegliere tra alcuni grandi classici e altre proposte più creative: l’Hamachi, ricciola del Pacifico affumicata, con salsa sumiso, wasabi, pepe rosa e insalata crescione, la Ceviche di spigola all’asiatica marinata con soia, kabosu, battuta di cipolla rossa allo yuzu e peperoncino jalapeno, il Calamaro all’Onda asiatica con impanatura croccante di farina di riso, saltato al wok, con sale e pepe cinese, e ancora le carni come la tradizionale Peking Duck, l’anatra alla Pechinese servita con pancake cinesi, julienne di cetrioli, porro e carote. Ma non è Gong senza i suoi emblematici dim sum, i piccoli ravioli ripieni preparati a mano e cotti a vapore.

 

Pasticceria Clivati 1969

Le coccole non solo a pranzo e a cena ma anche al mattino, il momento più sensibile da cui deriva l’andamento della giornata. La sublime Pasticceria Clivati serve a domicilio colazione e brunch, ognuno con tre diverse proposte. Noi abbiamo provato un po’ di entrambi con proposte dolci e salate, e il risultato è stata una valevole colazione in tarda mattinata (più che brunch): tè in filtro, brioches dolce, pancake alla frutta con sciroppo d’acero, croissant salato con prosciutto cotto e provola dolce, maritozzino con patè di tonno, yogurt con frutti di bosco e fiocchi d’avena, un calorico e appagante maritozzo con panna.

Un pasto decisamente più ricco di una semplice colazione, perfetto per concedersi una coccola ma soprattutto da condividere in due o in famiglia. Nota di merito per le preparazioni salate presenti nella soluzione brunch che, da ricordare, provengono da una pasticceria e non da un ristorante ma sono di assoluta godibilità.

I pancake sul cui stato all’arrivo si potrebbe essere titubanti, se consumati subito mantengono grande piacevolezza. Anche il packaging è ben realizzato nella sua semplicità, non temete di ritrovare panna, yogurt o creme dappertutto, ogni cosa è ferma candita al suo posto, pronta per farvi iniziare al meglio la giornata.

Tutte le formule a disposizione sono comunque presenti sul sito web (da ordinare entro le ore 12 del giorno precedente alla consegna)!