100 uova al giorno per le migliori tagliatelle della Romagna: come le prepara la signora Rosanna al ristorante Zaghini

A Santarcangelo di Romagna al ristorante Zaghini che fa storia dal 1895 le tagliatelle migliori di tutta la Romagna.

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La Notizia

Santarcangelo di Romagna, sono le 7.30 del mattino o al più tardi le 8, il rito si compie immutato in maniera quasi sacrale da anni o meglio da decenni. Mentre tre moke cariche di caffè per risvegliare gli animi e, soprattutto, le menti sono sul fuoco la signora Rosanna deve mettere su la linea. Dieci chili di farina sull’enorme tagliere pulitissimo e un “uno- clac, due-clac, tre-clac…” scandiscono la rottura delle cento uova che ogni giorno servono a realizzare 10 kg di impasto per quella pasta fresca che, a detta di tutti, ad assaggiarla ha del paradisiaco. Le famose 100 uova per 10 kg di tagliatelle Zaghini. Il numero delle uova nei cartoni è sempre lo stesso, ma secondo la signora Rosanna l’abitudine è cattiva consigliera, meglio contarle ogni giorno. Le mani di Rosanna immerse nella farina e nelle uova iniziano a lavorare l’impasto che pian piano inizia a diventare sempre più dorato. La sfoglia, ancora grezza, ma senza alcuna crepa e alcun grumo viene divisa in dieci pezzi uguali che vengono posti sulla spianatoia. È il momento di iniziare a lavorare il primo mentre gli altri nove riposano attendendo di essere trasformati in tagliatelle, ravioli, strettine, strozzapreti, cappelletti… Nel mentre in un pentolone di alluminio con almeno quattro dita di soffritto sfrigola la carne per fare il ragù.

Una sfoglia che ha del divino: niente pieghe, nessun buco, trasparente, ancor più di quella bolognese perché le zdaure romagnole avvicinandola alla finestra, lo si sa, devono vedere San Luca, la chiesa che dai colli domina Bologna.

Dopo appena mezz’ora le cento uova di sfoglia, che raddoppiano nei giorni festivi, sono pronte a prendere la loro forma. La magia di Rosanna si compie ormai da 45 anni e da qualche tempo si realizza al ristorante Zaghini di Santarcangelo la cui storia inizia nel lontano 1895. L’ode alla carne tuttavia non è risparmiata da Zaghini. Non si può, infatti, non assaggiare il pollo alla cacciatora, il coniglio farcito alla romagnola, l’agnello, il maialino e tante altre prelibatezze locali rigorosamente accompagnate da robuste dosi di Sangiovese. Viva la Romagna!

Fonte: marieclaire.it

Foto credits: lacucinaitaliana.it