Rappresentare Capri in un menu: la sfida del giovane Simone Mancini al ristorante Capriccio dell’hotel Villa Blu

Lo chef originario di Tivoli ha iniziato la sua avventura alla guida del Capriccio puntando su una proposta gastronomica focalizzata sulla riconoscibilità dei sapori.

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La Storia

È un’esperienza tutta nuova questa di Capri: avevo già lavorato in strutture alberghiere di lusso, sul Lago di Garda e a Montecarlo, ma stavolta la sfida è davvero importante perché sul menu di questo 5 stelle c’è il mio nome”. Gli espliciti tatuaggi e gli spigolosi lineamenti del volto, da protagonista di serie televisive noir, potrebbero far commettere ad un osservatore poco attento l’errore di etichettare Simone Mancini quale chef di poca sostanza, concentrato più sulla creazione di un personaggio che non sul lavoro in cucina. Nulla di più sbagliato, perché bastano pochi minuti di chiacchierata, a bordo piscina, per scoprire un ragazzo appassionato e determinato, un cuoco che ama il suo lavoro e studia costantemente per ampliare il suo bagaglio di conoscenze.

Siamo a Capri o meglio ad Anacapri, la parte più autentica della bellissima isola campana: qui è situato l’Hotel Villa Blu Capri, lussuosa struttura alberghiera a 5 stelle che ha da poco fatto registrare un cambio di proprietà. Le novità non si limitano però solo alla parte gestionale, perché anche l’offerta gastronomica è stata rivoluzionata: alla guida del ristorante “Capriccio” c’è infatti Simone Mancini, 31enne giunto da pochi mesi sull’isola per proporre un percorso culinario estremamente identitario, che possa contemporaneamente rappresentare le sue idee e i sapori capresi.

Sono una persona particolare, non conosco mezze misure e metto tutto me stesso in ogni cosa che faccio. Prima di accettare questa proposta ero a Tivoli, lavoravo da La Fornarina, e poi ho fatto un’esperienza al Tordomatto con Adriano Baldassarre di circa 6 mesi, un passaggio importante per me dal punto di vista professionale”. Simone in cucina non ci è capitato per caso, perché sin da ragazzo aveva le idee chiare: gli studi alberghieri a Palombara, la scuola Les Chefs Blancs a Roma per affinare la tecnica, le esperienze in varie realtà per apprendere i segreti del mestiere. “Ho lasciato la Fornarina perché avevo l’opportunità di andare da Lele Usai a Il Tino per fare il sous chef: lui è una guida per me, in passato mi ha dato molti consigli e ha saputo indirizzarmi al meglio nelle scelte professionali e di vita. La pandemia ha però cambiato le carte in tavola, e nel periodo di quarantena ho ricevuto varie proposte, tra cui questa a Capri. Aver lavorato sempre con grande impegno mi ha permesso d’essere apprezzato e di poter affrontare una sfida di questo tipo”.

La dedizione di Simone alla cucina diviene esplicita parlando del nuovo menu: “L’ho creato in soli 4 giorni, a tavolino, scrivendo tutte le idee sul mio taccuino, lavorando poi in cucina per trovare gli equilibri e curare cromie, estetica e naturalmente il gusto. Ho scelto il territorio come linea guida per creare una proposta gastronomica rappresentativa dell’isola”. Studiare continuamente è la naturale evoluzione del suo amore per la cucina, alla ricerca di nuove soluzioni e idee, spinto dalla volontà di mettersi continuamente in discussione. “Ho cercato di apprendere da tutte le persone con cui ho potuto lavorare per migliorarmi e riuscire a perfezionare le tecniche per giungere al mio obiettivo, cercare in ogni piatto il gusto”.

Il Ristorante

Aperto l’8 luglio l’Hotel Villa Blu Capri con le sue 27 camere, la palestra, il bagno turco, la sauna e naturalmente il ristorante Capriccio ha un obiettivo ambizioso, quello di offrire un servizio completo, unico e originale. L’inaugurazione avvenuta pochi giorni dopo ha segnato ufficialmente il passaggio dalla catena Melià alla nuova gestione tutta italiana di S&S Group della famiglia Spinelli, una scelta non semplice, in un momento di grandi cambiamenti ed incertezze, dettate da un’estate 2020 per niente scontata, ma che testimonia il coraggio e la volontà del gruppo imprenditoriale.


Una struttura classica ed elegante, dalle semplici linee capresi, il bianco e i colori del mare, dove le tradizioni locali creano un’atmosfera invitante e dove la tecnologia si traduce in comfort. Tra i punti di forza della struttura la piscina Blue Pool Lounge e l’offerta gastronomica, rappresentata dal ristorante Capriccio e dal bistrot Blue Lounge. I due locali sono praticamente attigui: accanto alla struttura principale ci sono gli spazi che ospitano il gioco di colori del bistrot, per poi giungere alla sala del Capriccio, anch’essa caratterizzata dal connubio tra il bianco e i colori del mare, da una mise en place semplice ma completa, e da un ambiente che però ha bisogno di alcuni piccoli cambiamenti per poter acquisire maggiore personalità.


La Sala ha il volto (coperto parzialmente dalla mascherina) e il tocco al femminile di Andrea Rocca, tornata in Italia dopo un’esperienza di alcuni anni a Dubai. Nel corso della serata Andrea ha proposto un abbinamento vini incentrato sui prodotti della Tenuta San Francesco, partendo con il Galego, proseguendo altre interessanti etichette e chiudendo con il Per Eva.

I Piatti

Il gusto quindi quale filo conduttore del percorso gastronomico, ma anche l’accurata presentazione dei piatti e il piacevole gioco cromatico tra colori sempre vivi, accesi, intensi, estivi. Si parte con un generoso benvenuto che comprende una serie di proposte interessanti, tra le quali merita una menzione il Baccalà mantecato con farina di riso, polvere di lamponi, maionese di cozze. Colpisce la capacità di Mancini di riuscire a lavorare con un gran numero di materie prime (patate, cozze, tartufo estivo, misticanza, polpo, pomodoro) riuscendo a trovare sempre un piacevole equilibrio.

Si prosegue con due antipasti: la sorprendente Tartare di tonno rosso, estratto a freddo cipolla ross, zenzero, lime, una sorta di variazione estetica su tutte le sfumature del rosa che dopo un’iniziale sfiducia per l’inusuale cromia conquista il palato e la Tartare gambero rosso, lime, spuma patate viola, chips, riduzione champagne. Ma il primo piatto che definisce in maniera inequivocabile il valore del talento di Simone è il Blu Capri, una zuppa di mare tiepida con frutti di mare e caviale che alterna sapori, consistenze, temperature e cotture in modo ineccepibile, il tutto corroborato da una bellissima presentazione. La degustazione prosegue con ben tre primi, il Pacchero ripieno con ragù di polpo, spuma di pecorino, guanciale croccante, funghi cardoncelli, dal carattere deciso e che può diventare un altro piatto icona dello chef se Simone riuscirà a calibra in maniera ottimale la spuma, le Fettuccine con cicala di mare, lime e liquirizia, altra felice intuizione portata però fuori equilibrio dalla troppa liquirizia, e il buonissimo Risotto con zafferano di montagna, polvere di porcini e nocciole, licenza poetica di Mancini che per una volta si discosta dal mare ma in maniera davvero felice.

La portata successiva, la Ricciola con scarola liquida, daikon croccante e rabarbaro ci conduce alla ricca proposta di dessert: si inizia con la Cheesecake scomposta, mandorle e cioccolato, fresca interpretazione di un grande classico, quindi la Bavarese alla pesca ed infine il Magnum con cuore di lamponi, altro piatto signature di Simone Mancini che ci consente di chiudere in bellezza un sorprendente percorso gastronomico. Un riuscito omaggio al mare, ai suoi colori e sapori, ai prodotti rispettati e valorizzati, un menu ricco e soddisfacente, che al netto di alcuni piccoli accorgimenti necessari per focalizzare in maniera ottimale le idee culinarie, è uno splendido biglietto da visita per Simone.

Indirizzo

Ristorante Capriccio presso Hotel Villa Blu

Via Giuseppe Orlandi, 103 80071 Anacapri, Campania

Tel. +39 081 218 4796