Perchè uno chef con più stelle Michelin decide di restituirle? I motivi raccontati da un cuoco che lo ha fatto

Sono diversi i motivi che spingono uno chef a restituire le stelle Michelin. Eccoli raccontati in questa intervista da un cuoco che ha deciso di farne a meno.

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La Notizia

La rivista Tendance-Ouest ha incontrato lo chef Gilles Tournadre (a capo di diversi locali come Restaurant GillLe 37Gill côté Bistro & La Place), che all’inizio del mese di luglio ha annunciato di ritirarsi dalla Guida Michelin e di uscire dalla corsa per i macarons. Tournadre ha scritto sul suo account Instagram, ormai la nuova bibbia in fatto di comunicazione gastronomica: «Nel 2021 Restaurant Gill non sarà più stellato. Tra queste mura si aprirà il mio nuovo ristorante, dove ti presenterò nuove ricette di gusto. I semi di questo progetto sono stati piantati in primavera; i fiori appariranno in autunno, per essere raccolti all’inizio del prossimo anno …». Lo chef non vuole più avere pressione dalle grandi guide e restituisce le sue due stelle Michelin. Tuttavia, non si tratta di ritirarsi. Ecco il colloquio che ha avuto con i giornalisti del magazine.

Uno chef che restituisce le sue stelle suscita molte domande. Qual è stato il tuo percorso mentale per giungere a questa decisione? 

Non intendo dire che non mi interessa più quel mondo. Sono stato molto felice per 35 anni di essere rappresentato nella Guida Michelin, che mi ha permesso di fare molte cose e di crescere. Ma a 65 anni, devo godermi un po’ la vita. Avere le stelle è uno stress costante. Ogni giorno è una nuova sfida con se stessi per la paura di perdere i Macarons. È una pressione che adesso affido ad altri. Ad un certo punto, devi smettere.

Non si tratta, quindi, di chiudere il ristorante? 

Continuerò, perché penso di avere qualità e abilità per questo lavoro. Ma voglio essere più rilassato. I nuovi menù saranno più vicini alle persone con costi inferiori. Restaurant Gill resterà dov’è, sul molo. La brigata di Le 37 si unirà a noi e ci sarà una cucina mista, ricca di sapori. Il prodotto sarà ancora al centro della ricerca, ma abbasseremo i costi fissi, in modo che le persone possano tornare più spesso. Il futuro è l’accessibilità dei clienti ai ristoranti.

 

Il lockdown ha pesato nella tua decisione? 

Ha aiutato. Ma avevo già deciso prima. Ma è vero che grazie allo stop imposto dal Governo abbiamo assaggiato di nuovo la vita. Ci ha fatto bene. Ci siamo sentiti come tutti gli altri, insieme agli altri. Ne ho approfittato per godere un po’ di riposo.

I progetti però non si fermano e ci sarà una nuova iniziativa all’atrio di Saint-Maclou. 

Con il mio partner Philippe Coudy, stiamo lanciando il Caffè Hamlet, l’apertura è prevista nel gennaio 2021. Sarà un luogo per fare uno spuntino di lusso, con una sala da tè e forse una pasticceria. L’ambientazione è straordinaria. È una sfida che volevamo raccogliere.

Fonte: Tendance Ouest