È record per la Guida Michelin: venduta all’asta per 33.550 euro a un misterioso chef la prima edizione

Un pezzo eccezionale, definito il “Graal” dei collezionisti Michelin. È stata acquistata da uno chef stellato Michelin, il cui nome non è stato divulgato. Della prima edizione resta poco in circolazione

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La Notizia

È stata venduta all’asta di Clermont-Ferrand, lo scorso 24 luglio, un esemplare della prima edizione della Guida Michelin, pubblicata nel 1900, per 33.550 euro. In pratica un pezzo rarissimo. Una delle 7000 copie che furono stampate in quell’anno e che proponeva il meglio della gastronomia dell’epoca. Un documento della laboriosità degli estensori e anche dei cuochi. La Guida era uno dei 500 lotti di vecchi articoli pubblicitari della Michelin messi per l’occasione all’asta. Un pezzo eccezionale, definito il “Graal” dei collezionisti Michelin. A quel tempo la guida era distribuita gratuitamente e delle 7000 copie stampate della prima edizione poco rimane in circolazione. Una vera miniera d’oro per coloro che ne posseggono una.

L’acquirente della Guida sembrerebbe essere uno chef stellato, il cui nome non è stato divulgato. Come tutti quelli che hanno partecipato alla vendita è un grande appassionato. «Colleziono targhe da quando avevo dodici anni, per il loro design. Ciò che è molto interessante in Michelin è il lavoro sul disegno, studiato per suscitare fin dall’immagine il desiderio», ha spiegato uno dei collezionisti presenti all’asta. «Tutta la mia famiglia era appassionata della Michelin, quindi è iniziata così anche la mia piccola collezione. Fin da ragazzo, ogni volta che vedevo un piccolo oggetto Michelin nei mercati delle pulci, lo compravo. Nel corso degli anni gli oggetti sono cresciuti. Credo che dovrò allargare le pareti», ha scherzato un altro acquirente.

L’universo Michelin dispiegato davanti agli appassionati presenti all’asta era come un lungo elenco di cimeli in stile guido-gozzano: cappellini, orologi, sveglie, magliette, guide, giochi, mappe stradali, targhe smaltate, figurine, poster, molti dei quali a prezzi anche ridotti, per soddisfare le borse di tutti i collezionisti. «Saremmo stati in grado di vendere i vari lotti raggruppati per tema, vista la passione dei molti di loro e la disponibilità economica; ma l’idea era che qualcuno potesse completare la propria collezione, o addirittura iniziarne timidamente una ex novo. L’obiettivo per noi era quello di coinvolgere quante più persone fosse stato possibile nell’universo Michelin e di essere in grado di generare vocazioni», ha affermato Alain Courtadon, il banditore dell’asta.