Coronavirus: un disastro per ristoranti e bar anche negli USA. Da domani tutto chiuso a New York e in altre città

L'emergenza coronavirus impone drastiche misure restrittive per tutti i locali Oltreoceano che da domani saranno obbligati a chiudere. Ecco la situazione dei bar e ristoranti a New york e nel resto degli Stati Uniti.

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La Notizia

I provvedimenti delle scorse settimane che obbligavano i ristoranti a ridurre la loro capacità del 50% e le iniziative volontarie di molti ristoratori che rilevavano la temperatura dei commensali o  chiudevano volontariamente le loro attività non sono bastate. Ieri, in tarda serata, il sindaco di New York, Bill De Blasio ha annunciato che tutti i bar e i ristoranti della città, a partire da martedì 17 Marzo, dovranno chiudere per un periodo di tempo da determinare. “Il virus può diffondersi rapidamente attraverso le strette interazioni che i newyorkesi intrattengono in ristoranti, bar e luoghi in cui si sta vicini. Dobbiamo interrompere questo ciclo”, sono state le parole di De Blasio.  Anche la Grande Mela, quindi, la città che non dorme mai, di fronte alla pandemia del coronavirus si ferma.

Il provvedimento è arrivato ed è stato drastico considerando quanto stava accadendo in Europa. I provvedimenti draconiani sono stati necessari perché nonostante i precedenti avvertimenti di De Blasio e del Governatore Cuomo, volti a  ridurre la capacità delle attività ristorative, l’assembramento nei locali non diminuiva.  Ridurre i contatti e aumentare la distanza sociale è l’unico modo per limitare la trasmissione del virus e sperare di appiattire  velocemente la curva dei contagi. Come per noi in Italia anche New York è una città in cui il settore dell’ospitalità è fondamentale per l’economia e per la vitalità della città. L’impatto di tali provvedimenti, secondo gli economisti, sarà notevole. E’ stato, infatti, paragonato ai più grandi disastri naturali e alle più pesanti recessioni finanziarie.  “Non ho mai visto nulla accadere così in fretta nemmeno dopo l’11 Settembre”, ha detto Tom Colicchio proprietario di numerosi ristoranti. L’impatto potrebbe essere anche peggiore di quello delle più gravi catastrofi naturali perché i ristoranti non possono ottenere fondi assicurativi per l’interruzione dell’attività per una crisi di salute pubblica, mentre potrebbero riceverli per uragani e alluvioni.

Dello stesso tono è stato l’intervento del Governatore dello Stato, Andrew Cuomo,  che, sempre ieri, ha “aggressivamente” raccomandato alle aziende ristorative e non solo, di chiudere volontariamente. Questa linea, nella Grande Mela, era già stata adottata spontaneamente da molti grandi gruppi di hospitality di alto profilo come Union Hospitality Group di Danny Meyer, l’impero Momofuku di David Chang, il marchio di Michael Stillman e altri.  Le uniche attività concesse saranno quelle di delivery e take away, per questo sono molti i ristoranti che data la contingenza stanno modificando il loro modello di business.

Non solo a New York, ma anche a Los Angeles è stata imposta la chiusura di tutti i bar e i ristoranti fino, almeno, al 31 Marzo. Altri Stati del Paese dei sogni e della libertà  non hanno tardato a imporre misure restrittive. I governatori di Washington, del Massachusetts, dell’Illinois e dell’Ohio hanno fatto finora i passi più drastici a livello statale ordinando la chiusura di tutti i bar e ristoranti.  In Ohio, i ristoranti e i bar dello stato hanno chiuso già da ieri, in Illinois chiudono oggi e in Massachusetts chiuderanno domani.

Il coronavirus è una vera minaccia per tutto il mondo, per tutte le persone e per l’economia, ahimè, anche per i ristoranti e non guarda davvero in faccia nessuno.