Bocuse D’Or Italia: ecco il primo team tutto al femminile e cosa cambierà per provare a vincere

La presentazione ufficiale a Milano da Cracco in Galleria alla presenza di Enrico Crippa, presidente dell’Accademia Bocuse d’Or Italia.

0
594
La Notizia

Si terrà ancora una volta ad Alba la selezione italiana dei candidati che rappresenteranno l’Italia al Bocuse d’Or Europa previsto a Tallin, in Estonia, il 28 e 29 maggio 2020. La presentazione ufficiale a Milano da Cracco in Galleria alla presenza di Enrico Crippa, presidente dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, del vicepresidente Carlo Cracco, del direttore Luciano Tona e di Rocco Pozzulo, presidente nazionale della Federazione Italiana Cuochi da quest’anno partner dell’Accademia per la preparazione del concorso di cucina più importante al mondo.

Tre i team, tra i dieci che si sono presentati, chiamati a partecipare alla selezione albese che si terrà il 27 gennaio all’interno di Apro, l’Accademia alberghiera di Alba: uno tutto femminile composto da Marialuisa Lovari, chef candidato, Briget Gimmi, commis e Susanna Del Cipolla coach; il team che vede in gara Andrea Del Villano, chef candidato, Francesco Prata, commis e Filippo Crischi come coach; la squadra di Alessandro Bergamo, chef candidato, con Francesco Tanese commis e Lorenzo Alessio coach. “A partire dal viaggio di rientro il treno dalla finale di Lione dello scorso anno – spiega Enrico Crippa io e Carlo Cracco abbiamo parlato o e riflettuto a lungo sul fatto di come l’Italia non riesca ad arrivare dove invece possiamo riuscire. L’Accademia è giovane, ha solo due anni, ed ha bisogno di esperienze: ecco perché abbiamo deciso di unirci a una realtà come la Federazione Italiana Cuochi che ha un bagaglio di altissimo livello nelle competizioni internazionali e una grande professionalità. Sono euforico – conclude – perché sento che tutto sta andando nella direzione che vogliamo: con la creatività che ci contraddistingue come italiani e il rigore della Fic possiamo realmente arrivare al giusto compromesso unendo alla fantasia la pulizia, l’ordine, il rigore e la disciplina che occorre al team Italia per competere nel mondo”.

Il candidato che il 27 gennaio vincerà la selezione giudicata, oltre che da una Giuria tecnica, anche da una Giuria di degustazione formata da diciotto rinomati chef italiani, dovrà infatti allenarsi per competere con le altre 20 nazioni europee in lotta per la finale di Lione prevista nel mese di gennaio 2021. E l’esperienza della Fic potrebbe davvero fare la differenza: “Con 20 mila associati in tutta Italia – spiega Rocco Pozzulo – e con la nostra Nazionale Italiana Cuochi possiamo condividere le esperienze e aiutare il candidato italiano ad allenarsi seguendo l’organizzazione e la meticolosità necessarie per poter accedere alla competizione per antonomasia, il Bocuse d’Or che da 33 anni appassiona il settore della cucina mondiale”. Cinque ore e 35 minuti è il tempo che i tre team avranno a disposizione ad Alba per realizzare un piatto di carne che ha come ingredienti principali il coniglio grigio di Carmagnola e la salsiccia di Bra dei rispettivi Presìdi Slow Food, oltre a un piatto di pesce a base di sgombro del Mediterraneo e carciofo di Sicilia. E quest’anno tutti i candidati sono già grandi esperti di competizioni e hanno alle loro spalle gare e vittorie. Alessandro Bergamo, oggi sous chef del Ristorante Cracco e già assistente coach all’Accademia Bocuse d’Or Italia durante la competizione di Martino Ruggieri, è il finalista della region Italia e Sud Est Europa di S.Pellegrino Young Chef 2020 che si svolgerà all’inizio di maggio.

Andrea Del Villano fa parte dal 2017 della Nazionale Italiana Cuochi con cui si aggiudica oro e argento alla Culinary World Cup 2018, ma è anche medaglia d’oro alla semi finale europea di selezione per il Worldchef Congress che si disputerà a San Pietroburgo a fine luglio. Marialuisa Lovari, oltre a essere anche lei membro della Nic, è stata Team Manager dell’Equipe Alta Cucina della Regione Toscana che nel 2017 ha vinto i premi assoluti del Campionato della Cucina Italiana.

“Oggi abbiamo una competenza in più rispetto alla scorsa competizione, abbiamo capito che non dobbiamo cercare una nuova identità in ciò che andremo a proporre, ma dobbiamo lavorare eseguendo alla perfezione ciò che l’organizzazione del Bocuse d’Or chiede, come nella performance di un perfetto brano musicale”, spiega Tona. Certo, la possibilità di lavorare con un team di professionisti che ha nel mondo delle gare un’esperienza indiscussa è un valore aggiunto che va ad aumentare le potenzialità di una squadra, quella dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, che deve ancora crescere molto: “Ogni volta che riparti è una nuova sfida, ma con la Fic quest’anno stiamo dando un bel segnale. Certo è che rispetto al passato va migliorato tutto, a cominciare dal lavoro di squadra che non è solo quello del candidato e del suo team, ma è quello legato alle istituzioni e al mondo della cucina che deve capire l’importanza di un evento come questo e crederci di più”, conclude Carlo Cracco.