Nuova scena gastronomica romana: Bunker Kitchen Club e la cucina non convenzionale di Nicholas Amici

Lo chef e patron del nuovo locale romano propone una cucina divertente, di rottura, che punta su contaminazione e qualità

0
390
ristorante bunker roma
La Storia

Nella capitale continua a farsi strada il “movimento gastronomico” che rappresenta la cucina di rottura: una filosofia che supera i classici schemi creativi per abbinare sapori e consistenze in modo audace. Un nuovo portabandiera di questo gruppo di temerari è sicuramente Nicholas Amici, chef e patron del Bunker Kitchen Club, insegna di recente apertura a pochi passi da Piazza Barberini e dalla Fontana di Trevi, nel centro di Roma. Leggerezza e divertimento caratterizzano l’approccio stilistico di Nicholas, che utilizza la conoscenza delle tecniche e delle materie prime quali strumenti a supporto della creatività.

La voglia di stupire, anche con “effetti speciali”, deriva probabilmente dal periodo trascorso in Spagna al fianco di David Munoz, sia da DiverXo che da StreetXo, ma con un diverso equilibrio che possa permettere al cliente di non perdere l’orientamento a tavola. La voglia di uscire dagli schemi è esplicata dal menu che non prevede la solita suddivisione per tipologia di portata, ma è costituito da un elenco di piatti rappresentati da nomi che anticipano i sapori.

Questa non è però l’unica “anomalia” della carta, poiché per ogni proposta è indicato il numero di pezzi che arriveranno in tavola, quale omaggio alla cultura del ‘para compartir’ (la condivisione). Il Bunker nasce per offrire agli appassionati un Kitchen Club, un luogo nel quale poter coinvolgere una clientela che deve esser pronta ad un percorso gastronomico originale, che necessità di curiosità palatale, per scoprire una proposta dal respiro internazionale.

Il Ristorante

Un Bunker di nome ed apparentemente anche di fatto: una decina di gradini da percorrere in discesa conducono allo spazio nel quale trovano posto 26 coperti. La luce entra solo da un paio di piccole aperture a livello della strada, le cromie scelte e che si integrano sono quelle del nero e del grigio, alternate da alcuni inserti color sabbia. Un ambiente dall’animo cupo arredato con tavoli in legno e ferro, lasciati volontariamente nudi per metterne in mostra il pregio dei materiali. La cucina a vista è preceduta da un bancone che richiama lo stile del locale, le luci sono ben studiate e calibrate per creare una buona visibilità che consente però di conservare un’atmosfera intima. Un luogo giovane, che non vuole risultare impostato, come dimostrato anche dall’agile mise en place.

In sala c’è Guido Sardi, anche lui in arrivo da esperienze internazionali, a cui è affidata anche la gestione della cantina, che al momento può annoverare circa 50 etichette, con spunti che pescano in Italia e nel mondo (dal Cile alla Georgia passando per la Francia), proponendo contemporaneamente grandi vini e piccole produzioni (anche biodinamiche), bollicine e vini da dessert.

I Piatti

La partenza è una vera e propria dichiarazione d’intenti: il Fish&Chiks, un gioco tra crudo di ricciola, pomodoro bruciato, leche de trigre e pelle di pollo croccante, con cui aiutarsi a raccogliere le salse nel piatto porta al palato sensazioni e consistenze contrastanti, forse dominate dal sapore della pelle del pollo ma che risulta essere una sorta di manuale delle istruzioni per cogliere il senso della cucina di Nicholas Amici.

 I Mediterranean Korean Dumpling (melanzane, pomodoro, parmigiano, salsa gochujang e basilico) sono golosi ed un pochino ruffiani perché si avvicinano ad una gamma di sapori di più facile interpretazioni, ma sono realizzati in maniera impeccabile.

La Paella al salto è una bella idea, anche buona, che pecca solo per l’eccesso di acidità dovuto al gel di limone.

Cozze e mortadella (tortelli, cozze, mortadella, salsa fresca al pomodoro, crackers di sautè) è un piatto che spaventa nel nome ma che invece ha una sua particolare armonia.

Autunno, una ampia declinazione di zucca, funghi e castagne conforta il palato con sapori noti e conferma la capacità di Nicholas Amici di spaziare tra tecniche, ingredienti e differenti filosofie culinarie.

Il dessert meglio di ogni altra portata rappresenta lo chef: un Fiore di Zucca ripieno di ricotta e cioccolato, fritto in pastella ed accompagnato da una salsa di fagiolini e mostarda.Un piatto spiazzante ed intrigante, che parte dalla croccantezza della pastella per svelare la carezza della ricotta, portando con sé la classica forza della mostarda.

Foto di Alberto Blasetti

Indirizzo

Bunker Kitchen Club

Via del Boccaccio, n 24 00187 – Roma

Il sito web