SINE Restaurant: a Milano, la cucina Alta e Accessibile di Roberto Di Pinto

Nato l’8 dicembre 2018, il movimento “Gastrocratico” firmato Roberto Di Pinto è già sulla bocca di tutti: audace e carismatica, la nuova cucina gourmet di SINE concilia gusto, tecnica ed eccellenza a essenzialità e accessibilità.

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La Storia

Allontanamento e poi ritorno, ma con più consapevolezza. Si dice che Roberto Di Pinto, di origine napoletana, in principio non amasse la cucina di casa: troppo pesante, troppo ricca…in una parola “troppo”. SINE Restaurant nasce l’8 dicembre 2018 a Milano con l’intento fondamentale di eliminare gli eccessi e arrivare al cuore della sostanza. “Sine”, dal latino, significa, appunto, “senza”: senza maschere, senza coperture, verso l’eliminazione di tutto quel di più che appesantisce e non serve. Un di più inteso come condimento, sia in termini materici sia in termini metaforici: in breve, il condimento nei piatti e il condimento in cifre sul conto del cliente. SINE si definisce Ristorante “Gastrocratico perché la sua è cucina di livello, articolata e ricercata, a tratti amabilmente complessa. Le finezze da aristocrazia gourmet, però, lungi dall’essere esclusive, vengono rese accessibili da Sine, che sceglie di raccontare il mondo della gastronomia di qualità – della “gastrocrazia”, appunto – liberandolo dai confini rigidi di una ristretta élite. “La felicità non dipende dal superfluo”: le parole di Gaber diventano calzante manifesto per esprimere la filosofia del progetto.

Roberto Di Pinto, da ragazzino, cresceva a pane, sole e “Gran Gourmet”: vigorosa, calorosa, possente e vivace, la cucina partenopea era la sua quotidianità; lui, però, sfogliando la rivisita “Gran Gourmet”, sognava a occhi aperti le finezze dell’arte culinaria francese. Dalla tesi, la necessità di esplorare l’antitesi, per abbandonare la nativa comfort zone, percepita ormai come limitata e limitante. Inizia così il viaggio, il movimento a spirale che porta Roberto a entrare in stimolante contatto con il diverso, con l’ignoto e con l’esotico. Dopo aver lavorato nella pasticceria Scaturchio di Napoli, dove apprende l’arte dolciaria classica della sua regione, tra sfogliatelle, babà e pastiere, il giovane Roberto fa il proprio ingresso nel mondo Starwood, con cui ha l’opportunità di girare il mondo, dai ristoranti stellati “Fiore” e “Conservatory” di Londra fino al rientro in patria, con l’esperienza al Grand Hotel di Firenze. La Milano cosmpolita lo accoglie prima al Diana Majestic poi al Nobu e, forte dell’esperienza nel capoluogo lombardo, Roberto parte per Parigi dove, nel 2000, inizia un percorso di crescita a fianco di Beltramelli, allievo di Marchesi e Ferran Adrià.

Quello che sognava leggendo tra le righe di “Gran Gourmet” diventa finalmente realtà: Roberto, dalla Napoli verace, approda all’alta cucina di tecnica e concetto, sperimentando il molecolare. Entrato come sous-chef al Bulgari, viene promosso a Executive Chef. Prima del passaggio di ruolo, lo stage con Gennaro Esposito presso Torre del Saracino lo riavvicina alla cucina di casa. Un percorso a spirale, dunque, che lo riporta, con aumentata consapevolezza e conoscenza, a riscoprire le proprie origini con uno sguardo diverso, per riappropriarsene con rinnovata visione e illuminata ispirazione. La curiosità e la mentalità aperta lo spingono a viaggiare ancora, tra Lagos in Nigeria, presso l’Ambasciata italiana, ed “Epicurea”, occasione che lo porta a confrontarsi con figure di spicco del settore, tra cui Yannick Alleno a Parigi, Dominique Crenn a San Francisco e David Thompson a Bangkok.

SINE Restaurant prende vita da tutto questo insieme: dalla storia, dal sogno, dal viaggio e dal ritorno, il progetto emerge con una propria identità che fonde insieme la moltitudine di spunti in un equilibrio armonico e lineare, schietto ed essenziale, diretto e puro, alla maniera di Roberto. La personalità dello chef e il carattere del progetto che ne deriva, si riflette anche nell’ambiente e nell’atmosfera di SINE: nato dalla ristrutturazione di una vecchia officina di moto, SINE ne conserva vivacità e dinamismo, secondo un look minimale che unisce design ordinato e linee sobrie a colori accesi e tocchi d’arte in un tutt’uno dall’aspetto raffinato ed elegante. Il servizio, guidato da Martina Ventura, è tanto professionale e attento quanto aperto e cordiale: da SINE si sta bene, questo il messaggio che traspare sin dall’accoglienza, sulla soglia dell’area bar.

I Piatti

La cucina alta e accessibile, audace e appassionata di Roberto Di Pinto si racconta attraverso due percorsi degustazione e un menu alla carta. L’intestazione che precede le proposte dello chef ribadisce il tema principale in una dichiarazione d’intenti messa nero su bianco: “Allarghiamo i confini della cucina gourmet, della gastronomia di qualità, parlando a tutti con un linguaggio comprensibile. Questa è Gastrocrazia”.

Il “Menu Gastrocratico” si compone di 5 portate a 45€, con la possibilità di accostare uno o tre calici di vino in abbinamento. Il “Sine Confini”, invece, è un vero e proprio viaggio che, nei sapori e nelle sensazioni, ricorda il percorso di vita dello chef: il limone è il fil rouge, per un’avventura che, da Napoli, torna a Napoli, arricchitasi di spunti esotici e contaminazioni internazionali, in quell’evoluzione ermeneutica a spirale di cui si parlava. I menu degustazione e la carta vengono aggiornati frequentemente in base a stagionalità, freschezza e disponibilità degli ingredienti sul mercato, per una cultura gastronomica che nasce dalla conoscenza delle materie prime.

Tra le specialità dello chef, l’esplosione di limone è una vera chicca gourmand. Roberto la definisce “reset del palato”, perché, in un autentico impeto di sapori, avvolge, libera e pulisce, predisponendo palato e mente ad aprirsi al nuovo: la sapidità del riccio di mare è immersa nella freschezza effervescente di un cocktail di champagne e limoncello; a seguire, l’avvolgente cremosità del cioccolato bianco persiste in una coccola di dolcezza. In una minuscola sfera di tecnica e precisione, creatività e coraggio si uniscono in un’esplosione di sapori che si susseguono naturalmente in pari intensità.

L’ostrica Kys al Pisco Sour è un tributo di gusto e ricercatezza a Virgilio Martinez del “Central” a Lima. La capasanta con peperone arrostito, salame napoletano e limone candito ha il sapore di un racconto di viaggio, da Santiago a Napoli. Tra gli altri piatti signature da non perdere, il risotto mandorla, caviale e moka, il Babà tra sacro e profano, abbinato al gelato al pop corn, e lo scenografico dessert “Eruzione al limone”, uno spettacolo di briosa freschezza agli agrumi. La carta dei vini, coerentemente all’approccio “Gastrocratico”, è minimal ed essenziale, per privilegiare qualità e carattere a eccesso e ostentazione. La piccola cantina si presta ad aperitivi in compagnia e la cucina ospita un’area chef table pensata per chi desidera vivere un’esperienza sartoriale a tu per tu con il maestro della nuova eccellenza “Gastrocratica”.

Indirizzo

Sine Restaurant

Viale Umbria 126, 20135, Milano

Mail info@sinerestaurant.com

Tel. +39 02 3659 4613

Il sito web