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Zest, la nuova sfida di Domenico Iavarone: dalle cucine di Esposito e Glowig a un top hotel di Sorrento

di:
Giacomo Iacobellis
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copertina zest sorrento

Altro che cartolina. Nel ristorante del Grand Hotel La Favorita il simbolo assoluto della Penisola Sorrentina diventa linguaggio gastronomico, racconto identitario e strumento tecnico.

“Signora, i limoni!”. L’associazione è d’obbligo quando si arriva da Zest, il ristorante fine dining del Grand Hotel La Favorita. Il celebre meme qui smette però di essere ironia social e diventa qualcosa da prendere molto sul serio: identità, paesaggio, cultura gastronomica. Perché a Sorrento il limone non è semplicemente un ingrediente. È il profumo dell’aria che attraversa i giardini dell’hotel, la luce che rimbalza sul Golfo di Napoli, la memoria aromatica che accompagna ogni passo tra le terrazze della Costiera. E da Zest tutto ciò diventa pure cucina.

Profilo Grand Hotel La Favorita IT
 
Grand Hotel La Favorita pool JPG
 
Grand Hotel La FavoritaIMG 4943 room
 

Per i suoi dodici tavoli da 30 coperti al massimo, Domenico Iavarone ha scelto un fine dining elegante ma mai ingessato, dove colori, tecnica e gusto provano a convivere in armonia. Nessuna costruzione eccessiva, nessun esercizio di stile fine a sé stesso, da Zest tutto ruota attorno all’equilibrio, alla precisione e soprattutto alla capacità di rendere contemporanea la tradizione campana del gusto. Col limone di Sorrento, ovviamente, grande protagonista.

Chef Domenico Iavarone
 
Giuseppe e Mario Manniello Owner Grand Hotel La Favorita
 
Grand Hotel La FavoritaI Zest esternoMG
 

I segreti del limone di Sorrento

Ma cos’è che rende questi limoni di qualità superiori agli altri? “Il fattore primario è legato alla qualità del microclima favorevole per la maturazione lenta del frutto”, ci spiega proprio Iavarone. “Questo dona al limone una maggiore concentrazione di oli essenziali, una buccia consistente e profumata e una quantità di succo più abbondante”.

Zest interno JPG
 

Il punto più interessante per noi è però un altro ancora: il limone nella sua cucina non viene usato come mero elemento aromatico o decorativo, diventando piuttosto un ingrediente totale, lavorato nella sua interezza e capace di incidere sulla struttura stessa del piatto. “Il limone di Sorrento è un prodotto indispensabile: dal dolce fino al salato, ne lavoriamo buccia, succo e albedo”, continua lo chef.

Chef Domenico Iavarone  2026 06 17 09 16 40
 

Cosa si mangia da Zest

Il nome Zest richiama innanzitutto i limoni di Sorrento e il grande giardino che abbraccia il Grand Hotel La Favorita. La sala interna, impreziosita da maioliche e ampie vetrate affacciate sul centro storico sorrentino, dialoga con il giardino, da cui eredita una seconda area dedicata all’accoglienza. I menu degustazione proposti dal ristorante della famiglia Manniello (da sempre legata anche all’iconico 'O Parrucchiano) sono tre: “Essenza Sorrentina", cinque portate che omaggiano il territorio in chiave moderna, “Dall’orto di Enzo”, percorso vegetale costruito attorno alla stagionalità, e “Le Stagioni di Sorrento”, degustazione a mano libera dello chef in sette portate.

Bar bellavista Grand Hotel La Favorita JPG
 
Ristorante Parrucchiano
 
Bellavista staff e barmanager Luigi Ruggiero Grand Hotel La Favorita 2026 06 17 09 01 39
 

Qualche esempio? Si parte con la ricciola affumicata in salsa di piselli con pepe di Sichuan e mandorle, un antipasto dove il pesce preserva la sua delicatezza e dolcezza, alle quali il pepe aggiunge una vibrazione quasi agrumata allungandone il gusto.

Ricciola affumicata in salsa di piselli pepe di sichuan e mandorle
 
uovo in salsa di pane pancetta fave e fior di latte jpeg
 

È però un primo il manifesto del ristorante: il risotto limone, scampi e liquirizia, preparazione che accompagna Iavarone da oltre dieci anni e che oggi trova proprio a Sorrento la sua espressione più compiuta. “Il risotto nasce circa undici anni fa e continua a evolversi nel tempo”, prosegue il suo inventore. “È un piatto che racchiude pienamente il mio pensiero sulla semplicità di tre ingredienti che raccontano un territorio e che da Zest, adesso, ha rafforzato ancora di più la sua anima”.

Piatto iconico2
 

Il limone arriva progressivamente, non è affatto aggressivo: prima il profumo, poi la parte balsamica, infine una freschezza calibrata che scandisce lo scampo e viene chiusa dalla liquirizia. L’acidità non serve a stupire, ma a mantenere il piatto costantemente in tensione, pulito e dinamico. Molto centrato poi il lombo di agnello con asparagi, cioccolato bianco e lime, nel quale la componente vegetale e quella agrumata riescono a dare ritmo alla succulenza della carne.

Tortello ripieno di cosce di anatra carciofi arancia e cynar
 
Lombo di agnello carote cioccolato sesamo e caffe
 

Il dolce finale è costruito con la stessa idea di comfort elegante tipica di Iavarone. La torta di mele con gelato alla cannella e panna acida - da ordinare a inizio cena perché preparata espressa - arriva al tavolo ancora calda, con una consistenza morbida e quasi domestica che si sposa perfettamente con la freschezza della panna acida e le note speziate del gelato. In alternativa, o in aggiunta, lo show delle crêpe Suzette realizzate davanti agli ospiti.

Tiramisu 2026 06 17 09 01 34
 

Il percorso di Domenico Iavarone

Originario di Casavatore, in provincia di Napoli, il classe 1982 Iavarone ha costruito il proprio percorso accanto a figure illustri come Gennaro Esposito e Oliver Glowig, conquistando nel tempo due stelle Michelin in esperienze differenti, prima al Maxi di Vico Equense e successivamente al Josè Restaurant di Torre del Greco. Una scuola importante che oggi emerge chiaramente nella cucina di Zest, ma senza mai trasformarsi in rigidità tecnica.

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I suoi piatti si sviluppano infatti con una certa leggibilità, rifuggendo sovrastrutture inutili e lasciando che siano acidità, stagionalità e materia prima a prendere la parola. “Riprodurre la semplicità è una sfida complessa”, conclude lo chef. Ripensandoci, è esattamente questo l’aspetto più interessante del suo Zest, perché riesce a prendere uno degli ingredienti più iconici e abusati dell’immaginario italiano, il limone di Sorrento, e a trasformarlo in qualcosa di molto più complesso di una fredda cartolina gastronomica. Qui il limone smette di essere decorazione e diventa un pensiero culinario.

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Zest Restaurant Sorrento

Via Torquato Tasso, 61, 80067 Sorrento NA

Telefono: 081 878 2031

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