Antonino Cannavacciuolo sbarca a Roma e Napoli: ecco i suoi pop up

A Roma e Napoli hanno aperto gli store dello chef Antonino Cannavacciuolo: nelle stazioni cittadine si potranno acquistare le creazioni dolciarie del cuoco tristellato.

0
194
La notizia

Lo chef Antonino Cannavacciuolo sta ancora festeggiando per la conquista della tanto agognata terza stella Michelin, ma comunque non si ferma un attimo. Ha, infatti, appena aperto due pop up nelle stazioni ferroviarie di Roma Termini e Napoli Centrale. Ma cosa si vende in questi mini-locali temporanei?

Dolci firmati dallo chef, come la torta caprese, il babà, le creme spalmabili, i cioccolatini e anche prodotti totalmente vegani. Ovviamente, uno dei protagonisti degli store è il panettone natalizio in diverse versioni: classica, al limoncello, al gianduia, al pistacchio e pere e cioccolato, per citare le più iconiche (“‘na delizia a cui non si può resistere!”, li definisce lo chef sulle sue pagine social).

Lo store della stazione Termini ha aperto i battenti nella galleria centrale da poco rimodernata e occupa 40 metri quadri, mentre a Napoli si trova nella Food Hall, l’area della stazione campana dedicata ai punti per mangiare e acquistare prodotti tipici. I due pop up sono aperti tutti i giorni dalle 8 di mattina fino alle ore 21, ma attenzione: se siete attirati dalla possibilità di gustare le specialità dolci dello chef Antonino Cannavacciuolo dovete affrettarvi.

I negozi, infatti, chiuderanno alla fine di febbraio; quindi, via con l’assaggio di torte, biscotti, cioccolato e grandi lievitati delle feste. A proposito: come nasce il panettone? Lo spiega lo stesso Cannavacciuolo sull’omonimo sito: la ricetta “prevede una lievitazione di 36 ore con 5 passaggi d’impastamento e una lavorazione artigianale con ‘pirlatura’ manuale, nel pieno rispetto della tradizione. E poi, 7 ore di riposo a ‘testa’ in giù. Utilizziamo tuorlo di uova ottenute da galline italiane allevate a terra, burro italiano di alta qualità, lievito madre decennale e vaniglia bourbon del Madagascar”. Infine, il confezionamento è del tutto manuale.

Fonte: repubblica.it

Trovi qui l’articolo cliccabile