“Noi non ci arrendiamo”: nuove aperture a Roma di giovani chef coraggiosi e grandi nomi della gastronomia

Vi segnaliamo quali sono state le nuove aperture romane di chi ha deciso di tirare su la serranda malgrado l’assenza di turisti e le continue restrizioni e cambi di orario e dove vale la pena di provare un pranzo, almeno per ora, sperando che presto potremo tornare a cenare fuori.

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I Locali

Roma prova ad alzare la testa. Negli ultimi ci sono state, nella Capitale, e non solo, alcune interessanti novità. C’è chi ha avuto il coraggio di re inventarsi come Sbanco, che aprirà, a breve, una friggitoria  “FRY HARD” per un buon fritto, dai supplì alle crocchette, dalle montanare alle frittate di pasta, e chi si sta preparando per la primavera come Oliver Glowig che, finita l’esperienza da Barrique ed Epos, i due ristoranti di Monte Porzio Catone a cui è subentrato Alfonso Crisci, si sposta in Umbria in una location straordinaria “borgo Petroro, fuori Todi, con 12 suite con mini spa all’interno e una spa comune, 3 sale ristorante e ampi spazi interni dove farò una cucina legata al territorio” racconta lo steso Glowig. Qui vi segnaliamo quali sono state le nuove aperture romane di chi ha deciso di tirare su la serranda malgrado l’assenza di turisti e le continue restrizioni e cambi di orario e dove vale la pena di provare un pranzo, almeno per ora, sperando che presto potremo tornare a cenare fuori.

 

Salsedine – Via Duilio, 8/10, Roma

I sapori del mare sbarcano da Salsedine, il nuovo laboratorio gastronomico ittico dello chef Emanuele Paoloni nato nei locali dove, trent’anni fa, sorgeva la pescheria del papà. Salsedine nasce dalla voglia di far conoscere e apprezzare a tutti le bontà del pesce. Paoloni vive da sempre nel quartiere Prati (qui ha aperto, tre anni fa, il suo primo ristorante, Aqualunae Bistrot) e fa arrivare il pesce fresco arriva da una barca che pesca in esclusiva a Porto Santo Stefano e dall’asta di San Benedetto del Tronto. Il nuovo spazio include un banco a vista del fresco, una zona per la gastronomia, dove vengono lavorati i prodotti freschi pronti da gustare come il Baccalà mantecato e i Moscardini affogati o pronti da cuocere a casa come le Polpette di pesce o i Supplì di gamberi, e una ricca ‘cambusa’ di ottimi prodotti. Salsedine è il posto ideale per una pausa pranzo da portar via grazie ai panini fatti in casa ripieni con specialità marinare come, ad esempio, Dartagnan, un panino imbottito con pesce spada, stracchino, scarola, uvetta e pinoli, le Insalate, da provare quella con Sgombro, stracciatella, pesto di pistacchi, songino e rucola, i Poké e le Tartare e i Carpacci come la Spigola, zucchine alla scapece e maionese al pepe nero affumicato. Per chi ama il pesce.

 

Carter Oblio – Via Giuseppe Gioacchino Belli 21 – Roma

Carter Oblio nasce come anagramma dei due nomi dello chef Ciro Alberto Cucciniello. Laureato in economia, ma votato all’arte dei fuochi, ha esordito nell’equipe di Scabin e si è consolidato in anni di guida della brigata romana di Settembrini. Qui, in un ambiente di contaminazione nordica, dove si respira la ruvidezza della pietra e la durezza del legno ancora fresco, viene proposta una cucina senza etichette dove la parola d’ordine è estemporaneità. Fermentazioni e affumicature sono molto presenti, attentissima è la ricerca delle materie prime con un occhio sulle eccellenze territoriali della nativa Irpinia, come per l’olio di Ravece, i tartufi, i vini di Luigi Tecce. Due i menu: uno più stagionale e uno in continua evoluzione, praticamente giornaliero. Qualche esempio? Bun d’Anatra, Sciroppo di Mirto e Cipolotto agrodolce arrostito, Scialatielli Taccole e Totanetti in Ramen di Peperoni all’Arrabbiata, Pollo al Fieno, Patate alla Camomilla, Misticanza di campo e Crème Brulèe di Capra e Uva Fragola. Interessante il tagliere dei pani, fatti con lievito madre, che spaziano dalle miscele con cacao amaro e noci e quelle con farina affumicata, e di salumi artigianali, preparati e stagionati in casa. Un posto originale e coraggioso che merita di essere provato.

 

Numa al Circo – Viale Aventino, 20, Roma

A dicembre ha alzato il sipario il nuovo locale dello chef Davide Cianetti, Numa al Circo, il cui nome è un omaggio alla storia di Roma – chiaro il riferimento al secondo Re di Roma e al Circo Massimo, situato vicino al ristorante – ed è fonte d’ispirazione per il pay off ‘Giostra Gastronomica’ che sottolinea la vivacità della proposta food&beverage del posto. Duecento i metri quadri per 100 posti a sedere (50 secondo la normativa Covid) sia in esterno, con il dehors con giardino verticale, che all’interno, dal Cocktail bar alla Salumeria, per arrivare alla Pizzeria e alla Dispensa dei dolci con tante torte a vista. L’offerta, autentica e priva di orpelli, è un grande manifesto delle eccellenze italiane, soprattutto di quelle laziali. Qualche esempio? Il prosciutto di Bassiano accompagnato da gnocco fritto, la Carne secca di Manzo Kosher, un tipico affettato della cucina ebraico-romanesca, e la Porchetta dei Castelli Romani. Tra i primi piatti i grandi classici – Cacio e Pepe, Amatriciana, Carbonara, Gricia con i carciofi – e poi Costine di Vitello alla cacciatora con broccoletti, Puntarelle alla romana con salsa di alici e aglio, Carciofo alla romana e Crostata di ricotte e visciole per fare qualche esempio. Un luogo ideale da vivere e gustare in ogni momento della giornata.

 

The Meat Market – Piazza Bologna Via Ravenna 30, Roma

The Meat Market, dopo il successo del locale a Testaccio, raddoppia e apre anche nel quartiere Nomentano di Roma e si pone a metà tra steakhouse statunitense e un vero e proprio ristorante, ma senza dimenticare le proprie origini pugliesi. La carne qui arriva direttamente dal banco presente nel locale dove il cliente può scegliere il taglio e la provenienza della materia prima. Carni frollate dai 30 ai 60, fino a superare i 90 giorni, che arrivano dalla Spagna, dagli Stati Uniti, dall’Argentina ma anche, e soprattutto, da Piemonte, Marche e, naturalmente, Puglia. Non mancano pregiatissimi tagli di carne come la Wagyu – letteralmente “manzo giapponese” – o la Galiziana, caratterizzata dal grasso spesso e colore giallo intenso, ma anche le tipiche Bombette pugliesi su cime di rapa. Menzione a parte meritano i Burgers (dai 150gr ai 500gr) con i bun forniti dall’Antico Forno Roscioli, scelti tra classico, ai cinque cereali o senza glutine. Tra tutti, spicca il “Puglia”, hamburger di manzo (200gr) burrata intera, capocollo, pomodori secchi home made e cime di rapa ripassate. Novità assoluta in questo indirizzo è l’introduzione del Cocktail Bar con una drink list di stampo internazionale, fantasiosa e accattivante. Un tempio per gli amanti della carne gustata a tempi lenti.

 

D’Istinto – Trattoria Moderna – Via dei Rutuli, 93, Aprilia

Per una gita fuori porta ha aperto da poco D’Istinto – Trattoria Moderna di Christian Spalvieri e Matteo Gerardi. Dopo anni all’estero, i due cuochi hanno deciso di rientrare “a casa”, dando vita a un nuovo progetto semplice, informale e con un tocco retrò. In seguito a importanti esperienze – Christian arriva dalle cucine di Gordon Ramsay a Londra e Matteo dalla Pergola di Heinz Beck a Roma – i due cuochi danno voce, alle porte di Aprilia, a una cucina della memoria, totalmente italiana e genuina nel segno della tradizione contadina. Insieme hanno compiuto un passo per concentrarsi sulla materia prima, valorizzando produttori locali e creando giornalmente un menu in base alle disponibilità del fruttivendolo o del macellaio. Punta di diamante e baricentro di tutte le loro preparazioni il forno a legna. Piatto simbolo di questa tecnica di cottura che ci riporta indietro nel tempo è Il brodo per i tortellini che viene cotto in un tegame di coccio nella pancia del forno, ma anche le patate stracotte sotto la cenere per farne un’ottima zuppa o il pane sfornato ogni giorno. Un luogo dove ritrovare la cottura e i profumi ancestrali del forno a legna.