Ferran Adrià lancia l’allarme: a dicembre più di 100.000 ristoranti chiuderanno. “Non ho ricette magiche ma serve piano di salvataggio”

La situazione in Spagna si fa veramente drastica. Se non viene lanciato un piano di salvataggio oltre 100.000 ristoranti chiuderanno definitivamente entro dicembre. Ferran Adrià, Josep Roca, Andoni Luis Aduriz e altri, studiano come risollevare le sorti del settore dell’ospitalità.

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“Ci sono molti ristoranti che hanno la tripla polmonite”, così il 28 Settembre nell’auditorium del Palau de Congressos de Barcelona Ferran Adrià ha aperto il FHG Forum (Food & Hospitality, Tourism and Gastronomy Forum ), a cui hanno partecipato alcuni tra i più importanti esponenti della gastronomia iberica come Joan Roca, Martìn Berasategui e Andoni Luis Aduriz.

I dati presentati all’apertura sono allarmanti: 128 mila ristoranti spagnoli saranno costretti a chiudere a Dicembre a causa  del Covid-19. “Per questo momento straordinario serve uno sforzo straordinario”, ha commentato Adrià.

Gli chef si sono uniti per elaborare un piano strategico e chiedere al Governo un pacchetto di interventi  a supporto del modello turistico.

Adrià ha affermato di non avere nessuna ricetta magica, ma che sicuramente il piano a sostegno della gastronomia dovrà passare per la formazione per riuscire ad avere un vantaggio competitivo sugli altri Paesi. “Nessuno chef stellato si è occupato dell’amministrazione della ristorazione, per esempio. È importante formarsi in modo che quando ne usciremo saremo migliori. Si deve, inoltre, stabilire un dialogo definitivo tra agricoltori e allevatori, industria alimentare e cuochi, poiché questo dialogo può contribuire a fare del turismo il miglior strumento di marketing per vendere i nostri prodotti all’estero. Abbiamo inventato il primo congresso gastronomico. Hanno copiato tutto da noi, i congressi, le scuole. Investire ora, ad esempio, nel principale centro di riferimento mondiale per le bevande potrebbe essere positivo perché non esiste. Il mio messaggio di ottimismo è che ci adattiamo alla concorrenza, perché se non sei un pioniere fallirai . La Spagna può ancora una volta avere un vantaggio competitivo perché abbiamo già dimostrato che con un minimo si può cambiare il paradigma del mondo del restauro ”, ha dichiarato chef Adrià.

Josep Roca nel suo intervento ha voluto, invece, evidenziare le somiglianze tra il coronavirus e la filossera. Adesso stiamo vivendo un clima, dei valori e una crisi esistenziale. Nuove malattie insorgono perché abbiamo cambiato i nostri raccolti. Dov’è la spiritualità, la coscienza, l’etica, la natura? Il futuro sostenibile dipende dal presente sostenibile”. Il secondo dei fratelli Roca ha affermato che al Celler de Can Roca la crisi è stata considerata come un momento di rigenerazione, un momento per proporre ciò che è buono, riconoscere e recuperare. “Ora la rivoluzione emotiva è più essenziale che mai , siamo più fragili e devono entrare in gioco valori come il perdono o la gratitudine. In questi tempi nuovi in ​​cui le emozioni sono più che mai presenti la gastronomia cura , ripristina. Siamo necessari, siamo come la cultura: una formula che guarisce”, sono state le parole di Josep.

Nandu Jubany, chef stellato a capo del Can Jubany e di altri numerosi locali sparsi nelle Baleari, ha evidenziato, invece, come il Covid-19 abbia generato nuovi modelli di business, come il potenziamento del delivery e del take away.

“Questi sono tempi di cambiamento e vedo molte nuove opportunità dove prima non ce n’erano. Ad esempio, molti negozi saranno gratuiti, gli affitti e le vendite caleranno, molti chef potranno finalmente intraprendere i propri progetti in un nuovo ristorante. Serve solo gente che abbia voglia di lavorare , siamo diventati un po’ pigri ”.

Al FHG Forum sono intervenuti anche altri nomi di spicco come Artur Martínez , il divulgatore ed esperto di economia digitale Marc Vidal , la direttrice della business area Mercabarna Ingrid Buera o Antoni Llorens , presidente della mostra Restaurama de Alimentaria e di Food Service Spain; Jorge Marichal, presidente della Confederazione spagnola di alberghi e alloggi turistici -CEHAT; Rafael Olmos , presidente di Hostelco e della Federazione spagnola delle associazioni dei produttori di macchinari per l’ospitalità, le comunità e le industrie collegate – FELAC; José Luis Yzuel , Presidente dell’Hospitality of Spain.

Un forum che ha visto confrontarsi non solo grandi chef stellati, ma anche grandi uomini e imprenditori che unendo le loro forze e competenze riusciranno forse a risollevare le sorti della gastronomia iberica e riportarla a splendere sullo scenario internazionale.