Il profumo inconfondibile di zucchero a velo, nocciole tostate e burro ha smesso di avvolgere Corso Garibaldi a Borgomanero. Dopo ben cinquantadue anni di ininterrotta attività sotto la guida di Anna Giromini e Lidio Duella, la storica pasticceria Agabio ha abbassato la serranda per l'ultima volta.
Non si tratta soltanto della chiusura di un'attività commerciale, ma dell'addio a un ritrovo della gola novarese, un presidio di autenticità artigianale che per oltre mezzo secolo ha coccolato il palato dei fan dei biscotti e delle paste ripiene.
Il trionfo dei "Brutti ma buoni"
Il vessillo di questa bottega d'altri tempi è sempre stato il celebre dolce croccante e irregolare: i “Brutti ma buoni”, protetti con orgoglio dal marchio di denominazione comunale. Lavorare in pasticceria, d'altronde, è una questione di vocazione. Lidio Duella – classe 1948, una carriera iniziata giovanissimo e passata anche per le cucine liguri di Sestri Levante prima di mettere radici nel novarese – ha dedicato oltre sessanta anni della propria vita all'arte bianca. Accanto a lui, la moglie Anna Giromini, che ha condiviso ogni singolo giorno di ritmi serrati, sveglie all'alba e sacrifici dietro al bancone.

Il ricambio generazionale che non c'è: la riflessione amara
Ma dietro la scelta di appendere grembiuli e spatole al chiodo si cela anche una riflessione profonda sul futuro della professione e sul cambiamento dei tempi. Mastro Lidio, pur essendosi sempre speso per insegnare il mestiere ai ragazzi senza gelosie, non nasconde una nota di amarezza sul mondo contemporaneo: «Oggi i sacrifici, il lavoro di sabato, domenica, Natale e Pasqua, i giovani non lo vogliono più fare», confessa ai microfoni de La Nazione. Una tendenza ormai lampante nel settore della ristorazione e dell'accoglienza: la fatica dei ritmi festivi e dei weekend non incontra più la disponibilità delle nuove leve, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa della grande tradizione artigianale italiana.

Un addio tra lacrime e gratitudine
Nonostante il peso degli anni e la fatica accumulata, gli ultimi giorni sono stati un tripudio di affetto collettivo. Clienti storici e intere famiglie si sono precipitati in negozio non solo per accaparrarsi le ultime scorte dei leggendari dolci, ma per regalare un abbraccio e una stretta di mano commossa ai coniugi Duella. «Non pensavamo di ricevere tanto affetto, è un’emozione continua» ha raccontato Anna sempre a La Nazione con gli occhi lucidi. Ora per loro è tempo di un meritato riposo, anche se la fiamma non si spegne del tutto: l'immobile resta di proprietà della famiglia e le attrezzature del laboratorio sono ancora intatte. Che un giorno una nuova generazione decida di raccogliere il testimone, accettando la sfida della passione e del sacrificio?
