A Casorate Sempione la Festa di San Tito torna ogni dieci anni e per dieci giorni trasforma il paese in un’enorme installazione floreale. Per l’edizione del centenario, l’Osteria della Pista ha scelto di recuperare un liquore nato proprio per la festa, con l’intento di portarlo in tutto il mondo.
*Contenuto con finalità promozionali
A Casorate Sempione, per chi non lo sapesse, ogni dieci anni si tiene la festa di San Tito. Ed è facile che non lo sappiate, questa celebrazione non ha lo stesso lustro del Carnevale di Venezia, non ha la fama del Palio di Siena né ha la storia del miracolo di San Gennaro. Eppure è una ricorrenza piccola di una piccola città, ma che col tempo sta crescendo sempre più. Quest'anno, dal 5 al 15 settembre, ha celebrato poi il proprio centenario. In dieci giorni sono passate più di 100mila persone in un paese che conta circa 5mila abitanti. E tra le attività che hanno vissuto la festa da protagoniste c'è l'Osteria della Pista, che vuole trasformare questa ricorrenza in un simbolo capace di solcare tutto il mondo con un liquore creato per l’occasione per far perdurare lo spirito di questa celebrazione oltre i dieci giorni (e i dieci anni) e soprattutto, oltre le mura di Casorate Sempione.


La festa nata per riunire un paese diviso
La storia di San Tito comincia nel 1926, quando il parroco del paese cercò un modo per riavvicinare una comunità allora attraversata da una forte contrapposizione interna. A Casorate Sempione esistevano due fazioni e la festa fu pensata come un'occasione capace di coinvolgere l'intera cittadinanza. Al centro c'era San Tito, le cui reliquie sono conservate nella chiesa del paese dopo essere state donate dal Papa nel XVII secolo. Il passaggio del santo nelle vie del paese diede origine a una competizione destinata a diventare parte integrante della manifestazione. Ogni strada iniziò a preparare i propri addobbi floreali, cercando di superare la bellezza delle decorazioni delle altre. La gara, con il tempo, si è trasformata in una tradizione comune molto più complessa.

Quello che un secolo fa era un gesto di riconciliazione oggi è diventato una produzione artigianale su scala collettiva. Ogni via forma un proprio comitato e comincia a lavorare ai fiori con quattro anni di anticipo, decidendo forme, materiali e collocazioni in totale segretezza rispetto alle vie vicine: carta, plastica, vetro, gomma crespa, qualunque materiale si presti a diventare petalo. La parte più singolare è forse proprio quella che precede l'esposizione. I progetti rimangono segreti alle altre vie e i materiali devono essere nascosti per anni. «Ci vogliono garage, capannoni, magazzini. Si cerca sempre un posto dove mettere queste cose. Io avevo un garage con 7.000 fiori, l'ho tenuto per un paio d'anni», ci racconta Giacomo Moalli, che insieme alla famiglia gestisce l’Osteria della Pista. Il risultato si vede soltanto alla vigilia. La sera prima dell'inizio della festa, gli abitanti scendono in strada e montano gli allestimenti tutti insieme. È il momento in cui il segreto viene finalmente svelato.

Dieci giorni che cambiano il paese
La frequenza della manifestazione spiega anche la sua intensità. Giacomo non conosce una motivazione storica precisa per cui la festa sia stata fissata ogni dieci anni, ma ne vede una ragione molto concreta nella quantità di lavoro che richiede. «Ci si ritrova quattro anni prima più o meno, con le prime riunioni, perché bisogna decidere il fiore da fare, decidere come fare, dove metterlo e quant'altro. Poi si comincia con la produzione vera e propria», racconta. «Se la si fa ogni cinque anni non c'è tempo neanche di staccare dalla festa. C'è tanto lavoro da fare». Durante quei dieci giorni Casorate Sempione cambia completamente ritmo. Le strade vengono chiuse al traffico e ogni via organizza i propri appuntamenti, dai concerti agli spettacoli fino agli interventi degli artisti. I fiori, terminata la manifestazione, possono essere acquistati e una parte viene destinata alla vendita per beneficenza e alla copertura delle spese della festa.

Nell'ultima edizione, quella del centenario, il paese si è coperto di oltre cinquecentomila fiori e ha accolto più di centomila visitatori: venti volte gli abitanti di Casorate Sempione. Famiglie arrivate anche da fuori regione hanno organizzato una gita pur di vedere con i propri occhi il paese trasformato in giardino. Per l'Osteria della Pista questo ha significato adattare rapidamente gli spazi: il parcheggio interno è stato trasformato in area per i tavoli, sono stati aggiunti posti e ombrelloni e il servizio è stato organizzato per gestire un afflusso molto superiore a quello abituale. «Avevamo più di 300 posti a sedere in quei giorni e tutte le sere eravamo strapieni, con la coda fuori», racconta Giacomo. «Dovevamo far mangiare il più in fretta possibile». Anche il menu è stato ridotto per consentire alle persone di mangiare senza perdere la festa. In alcune fasce orarie arrivavano circa 250 persone nell'arco di mezz'ora. Il lavoro dell'Osteria, quindi, si è inserito nel ritmo della manifestazione senza cercare di competere con ciò che stava accadendo fuori: il ristorante doveva permettere ai visitatori di sedersi, mangiare e tornare rapidamente nelle strade, preservando al contempo la qualità del piatto e del servizio che da sempre distingue l’insegna.

Anche gli stranieri sono arrivati per San Tito
Dentro questa festa con migliaia e migliaia di fiori, la posizione dell'Osteria della Pista è stata (letteralmente) centrale. Trovandosi proprio tra le vie principali del paese, ha ospitato un gran numero di persone, fungendo da catalizzatore della festa per ospiti da tutto il mondo. Alcuni clienti stranieri erano già ospiti della struttura e si sono ritrovati dentro la manifestazione; altri sono arrivati appositamente dopo essere stati avvisati dagli albergatori. Tra i visitatori c'erano anche persone che frequentano abitualmente la zona una volta all'anno e che hanno scelto di far coincidere il viaggio con San Tito. Una ricorrenza nata per ricomporre le divisioni di un piccolo paese è riuscita a superare i suoi confini, attirando persone che non avevano mai avuto motivo di conoscere Casorate Sempione. Persino un cartello dell'Osteria della Pista è diventato parte di questa circolazione. La scritta “Ogni dieci anni viviamo nel paese più bello del mondo”, ripresa da una tradizione familiare iniziata trent'anni fa, è stata fotografata da moltissimi visitatori, influencers e creators, e ha continuato a circolare sui social anche dopo la fine della festa.


Il liquore di San Tito era già nato dieci anni fa
È dentro questa storia che rientra il liquore. E qui il ruolo dell'Osteria della Pista è particolare, perché non è stata la struttura a inventarlo. La prima versione risale infatti all'edizione del 2016. Fu il paese di Casorate Sempione a commissionarlo per la festa, prendendo come riferimento il dolce di San Tito, una ricetta tradizionale a base di fichi, frutta secca, miele, noci e nocciole. Dieci anni fa il liquore era rimasto legato all'evento. Per il centenario, invece, Giacomo ha scelto di farlo nuovamente produrre in quantità maggiore, con un'idea precisa: fare in modo che non sparisse insieme alla ricorrenza. «Quest'anno ne ho fatto fare un bel po' di più io, perché come Osteria della Pista vorrei tenerlo anche per il dopo festa. Per i prossimi anni vorrei che il liquore di San Tito rimanga a Casorate Sempione, e chissà, magari oltre i nostri confini», spiega. La produzione è affidata alla distilleria Rossi D'Angera, Distillatori dal 1847, realtà della zona con cui l'Osteria della Pista collabora già per altri prodotti. E il progetto, nelle intenzioni di Giacomo, non si esaurisce con le bottiglie prodotte per questa edizione: se in futuro sarà necessario realizzarne altre, sarà possibile tornare a produrlo.

Il liquore rimane un prodotto del posto, nato dalla volontà del paese in seno ad una manifestazione che appartiene alla comunità. L'Osteria della Pista ne diventa però uno dei luoghi in cui può continuare a essere trovato, anche quando le strade saranno tornate alla normalità e i fiori saranno stati smontati. Giacomo lo chiarisce bene: «Non è una cosa inventata da noi, che abbiamo fatto noi, ma è una cosa del Paese, è stata fatta dal Paese e che vogliamo far conoscere anche fuori dalla realtà della festa». La sua ambizione non è quindi portare il liquore in giro per l'Italia o trasformarlo in un prodotto distribuito altrove. Il meccanismo è più semplice e, proprio per questo, interessante: chi passa dall'Osteria della Pista può conoscerlo, assaggiarlo e, se vuole, portarselo a casa.

«Noi lo stiamo valorizzando all'interno della nostra struttura, non lo porto in giro da nessuna parte. Però il mondo arriva presso il nostro hotel», dice Giacomo. «Se qualcuno lo compra e se lo porta a casa, allora sì che finisce dall’altra parte del mondo. Però è una cosa che noi valorizzeremo qua in paese, all'interno della nostra struttura». Una festa costruita per pochi giorni e preparata per anni lascia dietro di sé qualcosa di molto meno effimero dei fiori. Il liquore nato nel 2016 è tornato per questa edizione e resterà disponibile anche quando Casorate Sempione avrà ripreso la propria vita ordinaria. A Casorate i fiori torneranno fra dieci anni. Il gusto di San Tito, invece, può continuare a viaggiare.
Contatti utili
Osteria della Pista
Via Verbano, 1, 21011 Casorate Sempione VA
Telefono: 0331 295054