Prima Beverly Hills, poi New York e il resto del mondo. La storia di Nobu nasce tra difficoltà economiche, un incendio e un incontro destinato a cambiare tutto: quello tra lo chef giapponese e l'attore Robert De Niro. Oggi il marchio conta più di 50 ristoranti e 40 hotel.
Nobu: il nome evoca una cucina giapponese contaminata da suggestioni peruviane, ambienti esclusivi e una rete di locali frequentati da celebrità e viaggiatori facoltosi. Eppure, dietro il marchio fondato a New York nel 1994, c'è una storia che comincia lontano dai riflettori: quella di Nobuyuki Matsuhisa, uno chef che ha conosciuto fallimenti, ripartenze e un ristorante in cui, all'inizio, i clienti scarseggiavano.
Nato nel 1949 a Saitama, in Giappone, Matsuhisa si avvicina alla gastronomia da adolescente. La morte del padre, scomparso in un incidente quando lui aveva appena otto anni, lo spinge a trovare nella cucina un punto di riferimento. A 18 anni comincia a lavorare in un ristorante di sushi, dove apprende tecniche e segreti di una tradizione destinata a diventare il centro della sua vita professionale. La prima svolta arriva nel 1973, quando un cliente del ristorante gli propone di trasferirsi in Perù per lavorare in un locale che unisce cucina giapponese e ingredienti sudamericani. È un incontro decisivo anche per la sua identità gastronomica: proprio da quell'esperienza nascerà una delle caratteristiche più riconoscibili della cucina Nobu, l'incontro tra culture e sapori diversi.

Dai fallimenti all'incontro con Robert De Niro
In Perù Matsuhisa apre un ristorante, ma i contrasti finanziari con il socio lo costringono a lasciare il progetto. Si sposta quindi in Argentina, dove incontra nuove difficoltà imprenditoriali, prima di tornare in Giappone. La ricerca di un'occasione migliore lo porta successivamente in Alaska, dove decide di aprire un ristorante giapponese tutto suo. Anche questa volta, però, il destino prende una direzione inattesa: un incendio distrugge il locale, lasciandolo senza attività e con poche certezze sul futuro.
«Oggi tutti vedono il successo. Ma allora il mio sogno era scomparso, pensavo che forse la mia vita fosse finita», ha raccontato in un'intervista a Esquire, ricordando quel periodo. A permettergli di ricominciare è soprattutto il sostegno della famiglia. Insieme alla moglie e alle figlie si trasferisce a Los Angeles, dove torna a lavorare nei ristoranti giapponesi. Nel 1987, grazie a un prestito di 70.000 dollari ricevuto da un amico, riesce finalmente ad aprire un locale proprio a Beverly Hills: si chiama Matsuhisa e dispone di appena 38 coperti.

La proposta gastronomica combina la tradizione giapponese con i sapori scoperti in Perù. Matsuhisa punta sulla qualità delle materie prime, una scelta che comporta costi elevati e rende difficile raggiungere la redditività desiderata. I clienti, almeno all'inizio, non sono abbastanza numerosi da garantire al ristorante una situazione economica stabile. La svolta arriva circa un anno dopo l'apertura. Un cliente abituale invita a cena Robert De Niro, che rimane colpito dai piatti dello chef e comincia a frequentare regolarmente il locale. L'attore, convinto del potenziale della proposta, gli suggerisce di portarla a New York e di aprire insieme un nuovo ristorante. Matsuhisa, reduce da esperienze complicate con i soci, non accetta immediatamente. Alla fine, però, decide di fidarsi. Nel 1994, insieme a De Niro, al ristoratore Drew Nieporent e al produttore Meir Teper, inaugura il primo Nobu nel quartiere di Tribeca, a Manhattan. La risposta del pubblico è positiva: alla cucina si accompagnano un ambiente raffinato e il richiamo di nomi già celebri nel mondo dello spettacolo e dell'imprenditoria.

Da un ristorante a un marchio globale
Il successo newyorkese diventa il punto di partenza per l'espansione internazionale. Nobu arriva in città come Londra, Tokyo e Milano, costruendo una rete di ristoranti che porta la sua interpretazione della cucina giapponese in alcuni dei principali centri del lusso mondiale. Nel 2013 il gruppo allarga ulteriormente il proprio raggio d'azione con la nascita di Nobu Hospitality, attraverso cui il marchio entra anche nel settore alberghiero e delle esperienze di alta gamma. Accanto alla gestione diretta delle attività, viene sviluppato anche un modello basato sulla concessione dei diritti del brand a operatori terzi, che possono utilizzare il nome Nobu nelle proprie strutture.

La crescita attira l'interesse degli investitori. Nel 2015 la società australiana Crown Resorts acquista il 20% delle quote per 100 milioni di dollari. Nel 2024 la partecipazione viene ceduta per 180 milioni a un'altra società riconducibile ai fondi di private equity di Blackstone. L'operazione attribuisce al gruppo una valutazione complessiva di 1,3 miliardi di dollari. Oggi Nobu conta oltre 50 ristoranti e 40 hotel distribuiti in diversi Paesi. La fortuna personale di Matsuhisa è stimata da fonti internazionali intorno ai 200 milioni di dollari: una cifra che racconta la dimensione raggiunta dallo chef anche come imprenditore, dopo una carriera in cui gli insuccessi non sono mancati. E quel piccolo ristorante di Beverly Hills, dove all'inizio i tavoli restavano spesso vuoti, è diventato il primo capitolo di un impero internazionale.
