Dopo un’altra stagione in crescita, il resort di Baja Sardinia prepara un programma ispirato alla cultura sarda e alla longevità. Erbe raccolte nel parco, infusi, trattamenti e gastronomia sono al centro di un progetto che punta a trasformare il benessere in un'esperienza legata al territorio.
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E se il lusso, invece di aggiungere continuamente qualcosa, provasse a recuperare ciò che rischiamo di perdere? Il sapere custodito da chi ha vissuto a lungo in un territorio, le proprietà attribuite alle erbe della macchia mediterranea, il rapporto tra ciò che mangiamo e il modo in cui abitiamo il tempo: sono questi gli elementi da cui prende forma Vita Longa, il progetto su cui sta lavorando 7Pines Resort Sardinia per la prossima stagione. L'idea è ambiziosa: cercare nella cultura sarda gli elementi per ripensare l'esperienza del benessere, senza ridurla a una sequenza di trattamenti mordi e fuggi o a una dotazione tecnologica.


La novità arriva dopo una stagione particolarmente positiva per il resort di Baja Sardinia. Ma, nella visione del direttore Vito Spalluto, il buon andamento non è un traguardo su cui adagiarsi: è la condizione che permette di investire in nuove iniziative e alzare ulteriormente l'asticella. «Il segreto, quando le cose stanno andando bene, non è sedersi, ma continuare ad andare oltre», racconta. «In quel momento non stai rincorrendo: stai veramente distanziando».

Vita Longa, la longevità secondo la Sardegna
Il nome del progetto richiama la vita longa, espressione che prende spunto dalla qualità della vita in Sardegna - una delle blue zone del mondo, una delle 5 aree geografiche del pianeta caratterizzate da una straordinaria concentrazione di centenari e da una speranza di vita nettamente superiore alla media mondiale. La longevità è intesa come contesto culturale: l’isola offre infatti un patrimonio di conoscenze, abitudini e tradizioni che il resort vuole esplorare per costruire nuove attività dedicate al benessere.

La spa manager sta già esplorando il parco di circa 15 ettari della proprietà insieme allo chef, alla ricerca di erbe da utilizzare nello sviluppo di infusi e preparazioni destinate ai trattamenti. Il lavoro si intreccia con le conoscenze di persone ultracentenarie del territorio, consultate per approfondire gli usi tradizionali di alcune piante. Da questa ricerca dovrebbero nascere infusi e ingredienti che potranno essere trasformati anche in oli essenziali, destinati ai trattamenti signature della spa.

È un percorso ancora in costruzione, e proprio per questo sarà interessante seguirne gli sviluppi: quali piante verranno selezionate, come saranno lavorate e in che modo entreranno nei rituali di benessere? Il resort non ha ancora presentato il programma definitivo, né annunciato il nuovo partner che collaborerà all'iniziativa. Sono però già previsti anche incontri dedicati alla longevità, con la partecipazione di esperti del settore.

Il benessere passa anche dalla tavola
Nel progetto Vita Longa, la spa non sarà un compartimento separato dalla cucina. «La longevità passa attraverso il cibo», osserva il direttore, indicando una connessione che potrebbe diventare uno degli assi dell'iniziativa. Il coinvolgimento dello chef nella ricerca delle erbe è già un primo segnale di questa integrazione: il benessere viene considerato come un insieme di esperienze che coinvolgono trattamenti, alimentazione e abitudini quotidiane. È una prospettiva che apre possibilità interessanti anche per la proposta gastronomica del resort: non solo inserire in menu qualche ingrediente locale o un piatto salutare, ma interrogarsi sul rapporto fra prodotti, cultura alimentare e modo di vivere.

La ricerca gastronomica avrà anche un altro sviluppo, più circoscritto ma particolarmente concreto: «Abbiamo raccolto per la prima volta le olive all'interno del nostro resort e stiamo creando l'olio di Capogiro», racconta. Lo chef sta lavorando con un frantoio per individuare la formula più adatta; il prodotto sarà destinato esclusivamente agli ospiti del ristorante, con una disponibilità limitata. Non è un progetto pensato per costruire una nuova linea commerciale su larga scala, ma un modo per portare nel ristorante un prodotto che nasce letteralmente all'interno del resort. «Il nostro è un lavoro unito al territorio», sottolinea il direttore.


Anche l'offerta di Spazio si amplierà nella prossima stagione. Alla pizzeria by Franco Pepe - di recente insignita con i 3 Spicchi dal Gambero Rosso - si affiancherà una formula trattoria curata dallo chef D'Ambrosio, con una proposta più semplice, contemporanea o tradizionale, per dare agli ospiti un'alternativa alla pizza. Sono previste inoltre novità per Cone Club e nuove partnership in ambito gastronomico e fitness.

Una stagione da record, ma non è questo il punto d'arrivo
I risultati economici spiegano il clima di fiducia con cui il resort si prepara alla prossima stagione. «Sul revenue generale abbiamo un 15% di fatturato in più rispetto all'anno scorso», riferisce il direttore. Le camere hanno registrato un incremento di circa il 16%, mentre la ristorazione è cresciuta del 14%. Il fatturato complessivo ha inoltre superato dell'8% il budget previsto, già considerato ambizioso. «Non sono mai state un problema le camere in Costa Smeralda; per gli alberghi, magari, la parte più difficile è vendere la ristorazione», osserva. Quest'anno i diversi punti di ristoro hanno superato non soltanto i risultati della stagione precedente, ma anche le previsioni economiche. Un risultato che il direttore considera particolarmente significativo perché ottenuto con proposte gastronomiche dalla forte identità, senza affidarsi esclusivamente a marchi internazionali.

Capogiro ha registrato un incremento del fatturato del 45% rispetto all'anno precedente, dopo l'assegnazione della stella Michelin. La media è stata di 30-40 coperti al giorno, con una clientela composta per circa il 60-65% da ospiti esterni al resort. «La stella Michelin ha dato un boost alla visibilità, ma si è creato, al di là della comunicazione intorno al ristorante, un passaparola incredibile e c'è un apprezzamento importante del nostro stile di cucina», racconta il direttore. Tra i segnali più interessanti c’è il ritorno degli ospiti: «Ci sono stati ospiti che sono venuti e hanno provato il primo menu gastronomico, dopo tre giorni sono tornati per provare il secondo e sono tornati ancora per quello vegetariano».

Per descrivere il momento di Capogiro, il direttore sceglie una metafora cinematografica: «È come quei film che piacciono sia alla critica sia al pubblico. Ci sono film che piacciono solo alla critica e blockbuster che piacciono solo al pubblico; poi ci sono quelli che mettono tutti d'accordo. In questo momento Capogiro è un film che mette tutti d'accordo». Anche Spazio, la pizzeria legata a Franco Pepe, e Cone Club hanno contribuito alla performance. La crescita, dunque, non è concentrata esclusivamente sulle camere o sul ristorante gastronomico: coinvolge servizi diversi, con pubblici e occasioni di consumo differenti.

Dopo una stagione positiva, 7Pines Resort Sardinia non punta quindi soltanto a replicare i risultati. La scommessa è costruire qualcosa che abbia senso anche oltre il soggiorno: un'esperienza che inviti a guardare alla cultura sarda come a una risorsa viva, da conoscere e interpretare con attenzione.
7Pines Resort Sardinia
Loc. Li, Via Mucchi Bianchi, 07021 Baja Sardinia SS
Telefono: 0789 177 5000