Da 1.400 anime alla vetta: l'Osteria dei Maltagliati è la rivelazione dell'anno per il Gambero Rosso.
Tra le colline teramane, in un borgo di appena 1400 abitanti dove il tempo sembra scorrere con il ritmo lento delle stagioni, si respira aria di grande cucina. A Torano Nuovo, la piccola osteria di paese ereditata quasi per scommessa è oggi la regina incontrastata della guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, che l’ha incoronata Ristorante dell'Anno. Dietro questo trionfo c'è una storia di talento, coraggio e radici profonde.

Una scommessa nata per caso tra le vie di Torano Nuovo
Tutto è iniziato nel 2023, come racconta il Gambero stesso sull'omonimo sito. Federica Brandimarte e Maicol Capriotti, forti di esperienze di altissimo livello alle spalle — lui con passaggi importanti da Berton a Milano e da Pascucci al Porticciolo, lei con una solida specializzazione di sala e sommelier — stavano trascorrendo le ferie invernali nel paese d’origine di Federica. Quel locale storico, chiuso e in vendita da tempo con cifre proibitive, mostrava improvvisamente un cartello immobiliare con un prezzo ribassato. Da lì, la scintilla: un misto di lucida follia e sana incoscienza che li ha spinti a rilevarlo, trasformando un vecchio punto di ritrovo locale in un indirizzo gastronomico che oggi vale decisamente il viaggio.

Dalla focaccia rustica alla rivoluzione del gusto
Il segreto del successo non è stato cancellare il passato, ma dialogare con esso. All'inizio, per non spaesare la clientela affezionata, Federica e Maicol hanno mantenuto una linea vicina alla tradizione popolare. Poi, un passo alla volta, hanno guidato i palati locali verso territori nuovi e inaspettati. Oggi, chi siede ai tavoli dell'Osteria dei Maltagliati — dove l'atmosfera intima tra dehors e lucine conquista al primo sguardo — compie un vero e proprio viaggio sensoriale. Si passa così dal rassicurante prosciutto tagliato a mano a creazioni audaci e ricercate:
- Lattuga alla brace con bottarga e frattaglie dal carattere deciso.
- Faraona con bietola e patate affumicate.
- Spaghetti con dashi di maiale e cipolla.
Una proposta che unisce tecnica contemporanea e anima rurale, capace di attrarre una clientela trasversalmente entusiasta: giovani, famiglie e appassionati gourmet che qui trovano un'accoglienza autentica e priva di sovrastrutture.

Una forza corale e uno sguardo al futuro: arriva la pizzeria
In un momento storico in cui la ristorazione fa i conti con una profonda crisi del personale — acuita soprattutto nei borghi fuori dai grandi circuiti urbani — l'Osteria dei Maltagliati ha trovato la sua arma vincente nella famiglia. Grazie all'ingresso in società di Niccolò, fratello di Federica, la gestione della sala e della cucina è diventata una staffetta solida e collaudata, capace persino di integrare un'offerta di camere con colazione. Ma i due giovani chef non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Il prossimo capitolo (annuncia sempre il Gambero), già in cantiere con un'apertura prevista per maggio 2027, vedrà la nascita di una pizzeria nel locale confinante, dove Maicol sperimenterà un intrigante mix tra impasti alla romana e pizza all’italiana. Niente corse agli algoritmi o logiche super social per forza: la filosofia dei Maltagliati resta ancorata alla sincerità. Il loro consiglio per chi sogna di fare ristorazione oggi? Semplicemente rimanere autentici, proprio come quel piatto di pasta imperfetto ma straordinario che dà il nome alla loro casa.