Non tutte le recensioni finiscono con una stella o una battuta velenosa nei commenti. A Philadelphia, la ricerca ossessiva del "like" e dello scontro ad effetto ha travalicato il confine tra provocazione digitale e aggressione fisica, trasformando un’icona del cibo di strada in una scena decisamente insolita.
Teatro dell’episodio è Pat’s King of Steaks, lo storico locale di South Philadelphia fondato nel 1930 e considerato una vera e propria mecca per chiunque cerchi l'autentico Philly Cheesesteak (il celebre panino statunitense composto da sottilissime strisce di carne di manzo cotte sulla piastra e formaggio fuso, ndr). Come raccontato da People, un presunto food influencer, arrivato al banco con tanto di asta per i selfie e smartphone spianato, stava documentando ogni dettaglio della sua esperienza culinaria. Ma l'intento, a quanto pare, era tutt'altro che una sincera analisi gastronomica. Secondo la ricostruzione e le immagini delle telecamere di sicurezza, il cliente ha prima distrutto con le mani il panino appena ricevuto per poi tornare infuriato allo sportello delle ordinazioni. Dopo aver urlato al direttore del locale, Tom Francano — una colonna del ristorante con alle spalle cinquant'anni di servizio — che quella carne era "spazzatura", gliel'ha scagliata direttamente in faccia prima di darsi alla fuga.

«In cinquant'anni di lavoro non mi era mai successa una cosa del genere», ha dichiarato Francano, rimasto fortuna volle illeso ma inevitabilmente amareggiato: «Se una preparazione non incontra il tuo gusto, basta dirlo con un minimo di educazione». Ancora più duro il commento del proprietario, Frank Olivieri, che ha definito il gesto una vile trovata per guadagnare visibilità a spese del personale: «Vuoi fare il creator? Smettila di nasconderti dietro uno schermo e una telecamera per fare queste bravate». La risposta del locale non si è fatta attendere: la proprietà ha subito messo sul piatto una ricompensa di 5.000 dollari per chiunque fornisse informazioni utili a identificare l'aggressore. Una mossa che, unita alle indagini della polizia di Philadelphia, ha stretto il cerchio attorno al responsabile. Messo alle strette, l'uomo ha deciso di presentarsi spontaneamente alle forze dell'ordine, dove è stato formalmente incriminato per il reato di molestie. Il caso ha subito infiammato la rete, riaprendo una discussione accesa sul confine — ormai sempre più labile — tra la libera critica gastronomica e lo spettacolo a caccia di click. Se da una parte il mondo del cibo vive di racconti e condivisioni, dall'altra l'episodio di Philadelphia ricorda che il rispetto per il lavoro e per la cultura culinaria di un territorio non può essere sacrificato sull'altare dell'ennesimo video virale.
