Ricette degli chef

Quando l’hamburger è di lusso: il panino con foie gras e tartufo di Daniel Boulud

di:
La Redazione
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copertina db burger

C’è chi contro il fast food scrive manifesti e chi, invece, risponde servendo una rivoluzione su piatto d’argento. Correva l'anno 1999: in Francia il celebre attivista José Bové protestava platealmente contro l'apertura di un McDonald’s. A New York, un giornalista del New York Times colse l'occasione per stuzzicare la mente geniale di Daniel Boulud — lo chef francese più celebre della Grande Mela — chiedendogli un parere.

La risposta di Boulud non fu una semplice opinione, ma una scommessa culinaria. Pura provocazione, nata per scherzo. Chef Boulud decise di prendere il simbolo per eccellenza dell'American Way of Life e "dargli un pugno in faccia" (come racconterà poi ridendo) elevandolo al rango di capolavoro gastronomico. Fu così che nacque l'Original DB Burger: l'incontro definitivo tra l'anima verace newyorkese e il raffinato savoir-faire della cucina d'Oltralpe.

Un'icona fuori dagli schemi

Testato inizialmente nel suo tempio della gastronomia Daniel su Park Avenue davanti a clienti affezionati e al giornalista che aveva acceso la miccia, l'hamburger fu un successo immediato e folgorante. Nel 2001 trovò la sua casa definitiva con il lancio del db Bistro Moderne a Manhattan, diventando il manifesto del nuovo concetto di bistro franco-americano.

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All'epoca il Guinness dei Primati lo incoronò come l'hamburger più costoso al mondo con il suo prezzo di lancio di 29 dollari (oggi servito a circa 48 dollari di Singapore al db Bistro & Oyster Bar del Marina Bay Sands). Ben prima che esplodesse la moda dell'hamburger gourmet e delle stravaganze con foglie d'oro o carne di Kobe, Boulud aveva sdoganato un’idea pionieristica: il burger non era più cibo da strada di serie B, ma un’esperienza da abbinare a una bottiglia di grande Borgogna anziché a una birra. Aneddoto da leggenda: Si racconta di clienti che prendevano mensilmente il treno da Baltimore a New York solo per pranzare da db, spendendo cifre capogiro tra antipasti, due DB Burger e vini pregiati, per poi rientrare a casa soddisfatti nello stesso pomeriggio.

Anatomia di un capolavoro: la struttura

Se vi aspettate la classica polpetta schiacciata sulla piastra, siete fuori strada. Il DB Burger è una vera e propria architettura del gusto, la cui formula non è mai cambiata in oltre vent'anni. All'interno del ristorante non si accettano modifiche alla ricetta: l'unica variante concessa ai più golosi (durante la stagione dei tartufi) è la versione DB Royale, arricchita da una doppia spolverata di tartufo nero del Périgord.

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Ecco come si compone visivamente questo monumento al palato:

  • Il pane: Un bun morbido di patata in stile brioche, spolverato sulla superficie con parmigiano, pepe nero macinato al momento e semi di papavero.
  • La lirica del gusto: Un generoso medaglione di controfiletto di manzo macinato (sirloin) che racchiude, come uno scrigno segreto, un cuore di costolette brasate al vino rosso. Al centro esatto batte l'anima del piatto: un nodoso pezzo di raffinato foie gras.
  • Il tocco fresco: Una base di insalata frisée croccante e un profumato confit di pomodoro.

La ricetta e il segreto dello chef

Mentre gli ingredienti di lusso come il foie gras o il tartufo catturano i riflettori, il vero segreto culinario del DB Burger -come ha raccontato lo stesso chef a Michelin- risiede nel lavoro artigianale e lungo necessario per la sua preparazione. Come spiega l'executive chef Jonathan Kinsella, il cuore pulsante del piatto è l'arte del brasato, patrimonio fondante della cucina classica francese.

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Thomas Schauer

Il procedimento passo-passo:

  1. La brasatura lenta: La coda di bue e le costolette di manzo (short ribs) vengono brasate insieme a un mirepoix (sedano, carota, cipolla), tartufo tritato e abbondante vino rosso. La cottura prosegue a fuoco lento per oltre 4 ore, finché la carne diventa talmente tenera da staccarsi da sola dall'osso.
  2. Il cuore saporito: La carne brasata e sfilacciata viene amalgamata; al suo interno viene avvolto e arrotolato il foie gras. Il tutto viene poi fatto riposare in frigorifero per compattarsi e fissare gli aromi.
  3. L'assemblaggio del medaglione: La carne macinata di controfiletto magro viene modellata attorno al nucleo di brasato e foie gras. Questa combinazione di taglio magro ed elemento grasso cotto "low and slow" sprigiona un’esplosione eccezionale di gusto umami.
  4. Cottura e servizio: Il medaglione viene cotto alla perfezione e adagiato sul bun tostato, con il pomodoro confit e la frisée a bilanciare la ricchezza del piatto.

Uno sguardo al futuro

Spinto dalla sua perenne curiosità, negli anni Daniel Boulud non si è mai fermato: ha creato variazioni saporite come The Piggy (una versione squisitamente americana con pulled pork e insalata di cavolo al jalapeño, presentata anche in un evento speciale con Shake Shack) e oggi lavora a un'interpretazione vegetariana basata su ingredienti veri e naturali.

Ma se chiedete allo chef veterano se preferisce McDonald's o Burger King per uno spuntino veloce, la risposta arriva secca insieme a una grande risata: «Nessuno dei due! Semmai, facciamo Shake Shack!» Un piatto nato per provocazione che ha riscritto la storia della ristorazione moderna, dimostrando che quando la tecnica incontra l'ironia, anche un semplice hamburger può diventare leggenda.

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