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Antica Osteria Magenes: il locale centenario che porta i milanesi in periferia

di:
Fulvio Marcello Zendrini
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copertina antica osteria magenes ok

Nato nella prima parte del ‘900 da una macelleria con locanda, oggi è un indirizzo diviso fra ricordo e contemporaneità, dove la nuova generazione infonde ai piatti il suo stesso entusiasmo. Fuochi d’artificio all’Antica Osteria Magenes.

Antica Osteria Magenes

La storia


Questa cena è una sfida alla memoria, oltre che al palato. Siamo alla periferia di Milano, all’Antica Osteria Magenes, a Barate di Gaggiano. Difficile trovare un menu che elenchi altrettanti ingredienti e una così grande varietà di tecniche e di preparazioni.


Ma andiamo per ordine, vediamo prima la storia e poi le emozioni. La letteratura del ristorante ci dice che “già nella prima parte del ‘900 i fratelli Carlo e Arturo Magenes, rispettivamente commerciante di bestiame e macellaio, gestiscono una macelleria con locanda, ove le rispettive mogli, Nunzia ed Ernestina, sono ai fornelli e al servizio”.  Da allora, l’Osteria è sempre stata aperta. Totalmente ristrutturata internamente ed esternamente, la prima sensazione che si prova arrivando ed entrando è quella di grande stupore.



Nulla, infatti, all’esterno di questa cascina in mezzo al verde dei campi fa presagire quello che succede quando si apre la porta dell’Osteria: una ristrutturazione attenta, moderna, di legno e design, luci ed illuminazione perfetta sui tavoli e negli spazi comuni (spesso difficile da incontrare in molti ristoranti); locali ampi e caratterizzati da calore e colori scuri, distinti e discreti, che non si impongono alla vista ma ti lasciano concentrare sul piatto che hai davanti. Siamo nella più grande delle tre sale -quasi una veranda- circondati dal verde del dehor, ma quand’è stagione si può mangiare anche all’aperto, in un giardino chiuso nella corte interna.



Oggi in cucina troviamo Dario Guidi Magenes, Laureato in Economia dei Mercati Finanziari, che nasce e cresce tra i fornelli di nonna Nunzia e mamma Mariella. Lavora con Mathias Perdomo al “Pont de ferr” di Milano e compie vari stage in Spagna con il gruppo “Adrià”. Da qualche tempo membro dei JRE, i giovani ristoratori d’Europa, porta avanti con piglio innovativo la preparazione dei piatti.


In sala invece Diego Guidi Magenes, suo fratello; laureato in economia politica, grande appassionato di vini e soprattutto di champagne artigianali e piccoli produttori, oltre ad aver ottenuto il diploma dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS-Milano), è anche sommelier di olio (Onaoo- Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio d’Oliva) e di caffè. E fin qui la storia. Ma veniamo alle emozioni, perché lo stupore continua. La cucina di Guidi è infatti una cucina innovativa, diversa, emozionante appunto.


I piatti


Il fuoco d’artificio inizia alle 20:30 precise con gli amuse bouche -Finta oliva con tartare di vitello; Tacos di bollito, parmigiano 16 mesi e guacamole; Sablè, caprino e fior di carota. Arachidi al wasabi; Bon bon di campari ed aranciata amara- e continua poi con piatti buoni e creativi, come i maestri di Dario gli hanno insegnato, diversi e mai banali.
Foglia di lime kaffir, brandy all'albicocca, cocco, ginseng e curry verde: una preparazione in bilico tra oriente e occidente, di grande gusto anche per gli occhi. Poi Olive in cocktail Martini.


Olive in Cocktail Martini



Fegato, fegato, fegato, fegato, una reiterazione di preparazioni per lo stesso ingrediente, nello stesso piatto (gheriglio di noce di fegato di piccione, fegato di rana pescatrice, foie gras e salsa bordolese al fegato di vitello). Proposta molto interessante che mette in risalto un elemento della cucina popolare, il fegato, e lo esalta elevandolo a piatto di prim’ordine, come solo in Francia forse sanno fare.
Tequila bum bum con sale aromatizzato al chili.

Fegato, fegato, fegato



Tequila bum bum con sale aromatizzato al chili



L'uovo in cereghin... in un boccone! Grande classico della cucina lombarda ( e non solo): uova all’occhio di bue,  dette “in cereghin” perché ripropongono la chierica dei frati, il tutto riletto in chiave innovativa.
Gamberi rosa di Santa Margherita Ligure all'antartico (il sapore del gambero esaltato dai vapori freddi della preparazione).
Sandwich Amsterdam: astice in salsa cocktail.
Coniglio alla ligure, salsa diavola e salsa americana di gamberi. Ancora una ricetta tradizionale, stavolta della cucina ligure appunto, ripresentata con grande gusto e fantasia.

Sandwich Amsterdam



Coniglio alla ligure, salsa diavola e salsa americana di gamberi



Spring roll fai da te: Shiso, kimchi e mayo, foglie di fico, di grande profumo e sublimazione degli aromi.
Tendini e vongole, salsa XO (si, avete letto bene… tendini e mollusco… piatto super interessante e molto buono, con un gioco di amari e di consistenze diverse).

Spring roll fai da te



Tendini e vongole, salsa XO



Risotto al limone, garum di alici, prezzemolo e liquirizia, con riso Riserva San Massimo e massima espressione di acidità, tra limone e colatura.
Plin di parmigiana di melanzane, colatura di pomodori in insalata, scampi ed origano.
Lingua d’agnello di Varvara, ananas, capperi e salsa verde alle biete (menzione speciale per la bontà inaspettata della lingua intera d’agnello).
Ricordo di uno spiedo alla bresciana: maialino, quaglia, sarda di lago affumicata, peperoni, pak choi e uva, molto saporito e divertente.

Risotto al limone, garum di alici, prezzemolo e liquirizia



Plin di Parmigiana



Come pre-dessert, Frattale: idromiele, lampone, litchi, caviale di peperoncino e aglio nero.
E infine, un Gelato al muscovado mantecato al momento, meraviglioso nella sua sporzionatura al tavolo.

Gelato al muscovado



La piccola pasticceria? Cremino amaranto soffiato e fico, Tartufino caramello salato e cioccolato, Bignè ripieno di lemon curd, Ananas gin tonic e lime, Marshmallow passion fruit e cocco.

Per ultimo, Pan meino: un panetto di mais che veniva impastato tradizionalmente in onore di San Giorgio, il 23 Aprile, giorno ipotetico di fioritura dei sambuchi, e imbevuto nella panna liquida.


Citiamo, anche se non lo facciamo quasi mai, la degustazione dei vini della serata:
Champagne: Daniel Etienne, brut cuvè speciale, premiere cru;
Langhe Arneis 2021, Rosanna Sandri;
C. Grand Mougin, Aligotè 2018;
Timorasso "Derthona" 2020, Boveri Luigi;
Malvasia 2020, Zidarich;
"Collezione 50", San Marzano;
I Capitelli, Passito di Garganega, Anselmi.

23 e trenta. Si spengono i fuochi. Quelli d’artificio e quelli in cucina. Una grande serata in un luogo altro, nascosto, da scoprire. La moderna, modernissima Antica Osteria Magenes.


Indirizzo


Antica Osteria Magenes

Via Cavour, 7, 20083 Barate MI

Tel: 02 908 5125

Sito web

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