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Grandes Tables Du Monde: Villa Feltrinelli e Seta conquistano un altro posto al sole

A New York, sul palco delle Grandes Tables du Monde, si è celebrato l’ingresso di Stefano Baiocco e Antonio Guida, ora i ristoranti italiani sono 20 su 170.

Sapori e dintorni - Conad

Sembra proprio

che stia arrivando il momento di Stefano Baiocco, chef anconetano dal curriculum prodigioso, che ha raggiunto l’eccellenza nella quiete di Villa Feltrinelli, sulle rive del lago di Garda. Un successo silenzioso, che sta venendo via via alla ribalta: ieri a New York, sul palco delle Grandes Tables du Monde, si è celebrato il suo ingresso insieme a quello di Antonio Guida del Seta di Milano. Gli indirizzi italiani erano 18 su 170, oggi sono 20.

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L’associazione, fra le più importanti del settore a livello mondiale, riunisce i ristoranti impegnati nella salvaguardia della tradizione a livelli di eccellenza. È stata infatti fondata nel 1954 da sei ristoratori parigini, seguaci del motto di Jean Cocteau per cui “La tradizione è in movimento perpetuo. Essa avanza, essa cambia, essa vive”. Prende in considerazione tutte le dimensioni del settore: cucina, sala, gestione, sommellerie.

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Quando sono entrato in questo mondo, poco meno di 30 anni fa, ricordo che sognavo sfogliando la guida delle Grandes Tables du Monde: c’erano e ci sono nomi mitici”, commenta Baiocco. “Solo l’idea di poter lavorare in una di quelle maison mi esaltava; conservo ancora un’edizione del ’90 con Joël Robuchon al Jamin e appena 4 italiani: Pinchiorri, Dal Pescatore, la Cassinetta e Marchesi, mi pare. Adesso siamo una ventina, a testimoniare la crescita della nostra cucina, e il solo pensare di essere entrato in famiglia è un onore. Pian piano, con la tranquillità che mi contraddistingue, ho la sensazione di mettere i mattoni al posto giusto, uno dopo l’altro”.

Autrice: Alessandra Meldolesi

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