Ristorante Villa Necchi – Chef Antonio Danise

    Gambolò (PV)

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    Villa Necchi esterno

    Villa Necchi alla Portalupa è una raffinata residenza la cui struttura originaria risale alla fine dell’800. Fu rilevata da Vittorio Necchi negli anni ’30 del ‘900 dalla Fondazione San Matteo di Pavia e destinata a riserva di caccia. Oltre alla villa principale, comprendeva una vasta zona agricola con cascine, boschi e abitazioni per il personale di servizio, una chiesa e una scuola. Racchiusa e immersa nel cuore del Parco del Ticino, all’interno della tenuta che porta il suo nome, si trova in una piccola frazione di Gambolò, a poca distanza da Pavia. Distribuita tra Villa Padronale, Borgo e Club House è un resort dotato di 21 splendide camere e suites.

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    È una struttura elegante, avvolta dal prezioso silenzio della natura, dotata di SPA e di tre sale che si possono riservare per eventi privati. Le due più piccole possono ospitare fino a 30 persone: la sala Camino è impreziosita da un camino in marmo di Carrara che risale al ‘600, mentre la sala Azzurra, rialzata, gode dalle grandi finestre di una meravigliosa vista del parco. La sala Bamboo può contenere invece fino a 120 ospiti, anch’essa è affacciata sul parco e si presenta ricca di eleganti lampadari in vetro di Murano.

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    Il raffinato ristorante, 25 coperti distribuiti in un ampio spazio luminoso, è accogliente e arredato con estrema cura. Dai grandi tavoli al caldo pavimento a listoni di legno fino ai quadri d’epoca alle pareti, ogni dettaglio contribuisce a donare confort ed eleganza e a mettere a proprio agio l’ospite in un’atmosfera di rilassata tranquillità.

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    La selezione dei vini presenti in carta offre una notevole valorizzazione in primis delle eccellenze nazionali, per approfondire poi il territorio dell’Oltrepò Pavese con le sue cantine e vigneti. Sono inoltre compresi numerosi vini campani in omaggio ai luoghi d’origine dello chef, per sostenerne la filosofia di cucina e il richiamo nei piatti.

    Prezzi

    Prezzo medio per antipasto+primo+secondo+dolce: € 60

    "Passaggio a Nord Ovest" 4 portate | € 50

    "Identità" 6 portate | € 65

    Prezzi aggiornati al: 29/11/2018

    Piatti rappresentativi

    Piatti rappresentativi del ristorante

    1 - Battuta di Fassona allevata e macellata a Gambolò in sfoglia di birra artigianale, perle di lumaca, crumble di frolla al lodigiano stagionatura 24 mesi e maionese alla senape antica

    2 - Frittata di Cipolla di Breme con Uova d'oca, spuma di fegato grasso di Mortara e infuso di croste di Lodigiano grigliate

    3 - Pizza fritta con farina di riso, pomodorini vesuviani e basilico

    4 - Carnaroli Riserva San Massimo in risotto al petto d'oca di Mortara Stagionato e polvere di friarielli

    5 - Guancia di manzo brasata al Buttafuoco dell'Oltrepò, mela annurca e patate

    Chef
    * Contenuti redazionali e fotografici con finalità promozionali

    Lo chef

    Lo chef Lo chef Antonio Danise, napoletano classe 1984, un diploma di scuola alberghiera e una lunga esperienza nell’alta cucina, ha lavorato al ristorante Quattro Passi di Nerano (NA) per alcuni anni e in Svizzera a Crans Montana, dove si è specializzato nella pasticceria.

     

    La proprietà

    Fu nel 2006 che due imprenditori milanesi, Renato Grassini e Alessandro Fontana, scoprirono la tenuta rimanendone affascinati. Presero quindi la decisione di acquistare e rimettere in sesto Villa Necchi alla Portalupa, tornata all’antico splendore dopo quattro anni tra progettazione e lavori di ristrutturazione.

    Ricette

    Battuta di Fassona allevata e macellata a Gambolò in sfoglia di birra artigianale, perle di lumaca, crumble di frolla al lodigiano stagionatura 24 mesi e maionese alla senape antica.

    Ingredienti per 4 persone

    Per il cannolo di birra artigianale:

    400 g di “Birra artigianale lunga maturazione”

    20 g di Agar Agar

    Procedimento:

    All’interno di un piccolo pentolino in acciaio portare a bollore la birra insieme all’agar agar, stendere il composto ottenuto su un Silpat. Lasciare raffreddare il composto e tagliare dei rettangoli della misura di 3 centimetri di larghezza per 6 di larghezza e conservare in frigo fino al momento del servizio.

     

    Per la Fassona sgasata alla birra:

    250 g di Scamone di Fassona

    500 g di Birra

    Procedimento:

    Con il controfiletto di cinghiale realizzare una battuta al coltello , disporla all’interno di un contenitore in acciaio e coprire con la Birra a disposizione. Effettuare il processo di sgasatura nella macchina sottovuoto per tre volte consecutive. Conservare la Fassona sgasata alla birra in camera refrigerante.

     

    Per la maionese alla senape antica di Digione:

    4 tuorli a pasta gialla provenienti da galline allevate a terra

    30 g di senape antica di Digione

    500 g di olio di semi di girasole

    10 g di sale fino

    Procedimento:

    Lavorare i tuorli con un frullatore a immersione all’interno di un bicchiere, aggiungere la senape antica e successivamente l’olio a filo fino ad emulsionare la preparazione e raggiungere la consistenza desiderata, salare e conservare in frigorifero.

     

    Per la Frolla al Lodigiano stagionatura 24 mesi:

    300 g di farina bianca tipo “00”

    150 g di burro d’alpeggio

    70 g di Lodigiano stagionatura 24 mesi

    1 uovo intero

    20 g di acqua

    5 g di sale fino

    Procedimento:

    All’interno di una bastardella in acciaio lavorare tutti gli ingredienti al fine di ottenere un impasto liscio e omogeneo, avvolgere all’interno della carta pellicola e lasciare riposare in frigorifero per almeno 15 minuti.

    Con l’ausilio di un mattarello stendere l’impasto aiutandosi con la farina, utilizzando un coppa-pasta realizzare dei dischetti da disporre successivamente su una teglia precedentemente rivestita con carta da forno.

    Cuocere in forno alla temperatura di 175° per 5 minuti, lasciare raffreddare e realizzare il crumble.

     

    Composizione del piatto:

    Disporre all’interno dei rettangoli di birra la Fassona battuta al coltello precedentemente sgasata, avvolgere in maniera tale da ottenere dei cannelloni. Disporre i cannelloni ottenuti all’interno di una teglia, coprire con la carta pellicola e affumicare con il legno di rovere e quercia. Disporre due cannelloni nel piatto di portata, adagiare sui cannelloni il caviale di lumache. Completare la preparazione con la maionese alla senape antica e il crumble di Lodigiano stagionatura 24 mesi.

     

    Carnaroli Autentico Riserva San Massimo in risotto con petto d’oca di Mortara stagionato e polvere di friarielli

    Ingredienti per 4 persone

    Per il risotto:

    280 g di Carnaroli Riserva San Massimo

    120 g di petto d’oca di Mortara stagionato

    50 g di burro d’alpeggio

    70 g di formaggio Lodigiano grattugiato (stagionatura 24 Mesi)

    25 g di pinot grigio dell’Oltrepò

    10 g di olio evo

    20 g di sale fino

    1 g di pepe nero

    1 l di brodo vegetale

    500 g di friarielli

    Procedimento:

    Pulire i friarielli e lavarli sotto acqua corrente fredda, adagiarli su una teglia su carta assorbente e asciugarli bene. Disporre i Friarielli su una teglia con carta da forno e lasciare asciugare in forno per 5/6 ore alla temperatura di 100°. Successivamente frullarli e setacciarli al fine di ottenere un polvere sottilissima.

     

    Preparazione e composizione del piatto:

    Tostare il “Carnaroli Riserva San Massimo” in un tegame in rame con l’olio evo, sfumare con il Pinot grigio, e partire con la cottura aggiungendo il brodo vegetale. Trascorsi 6 minuti di cottura, aggiungere il petto d’oca di Mortara precedentemente privato della pelle, tagliato a julienne e rosolato in una padella antiaderente a fiamma bassissima. Proseguire la cottura con il brodo vegetale. A cottura completata mantecare con il burro e il Formaggio Lodigiano a disposizione, salare e pepare. Impiattare il risotto all’interno di un piatto Piano e ricoprire con la polvere di friarielli precedentemente preparata.

    Servizi

    Accessibile ai disabili

    Animali domestici accettati

    Aria condizionata

    Degustazione prodotti

    Menù o piatti vegetariani

    Pagamenti con American Express accettati

    Pagamenti con Bancomat accettati

    Pagamenti con Cartasì accettati

    Pagamenti con Diners Club accettati

    Pagamenti con Mastercard accettati

    Pagamenti con Visa accettati

    Parcheggio privato a pagamento

    Prenotazione richiesta

    Servizi ai disabili

    Tavoli all' aperto

    Terrazza

    Vendita diretta

    Vista panoramica

    Wi - fi

    Punteggi

    Guida Michelin 2019 - Non Segnalato

    Guida Espresso 2019 - Non Segnalato

    Guida Gambero Rosso 2019 - Non Segnalato

    Staff
    * Contenuti redazionali e fotografici con finalità promozionali

    Lo staff di cucina

    In cucina con lo chef Antonio Danise collaborano il sous chef Alfons Gioni e Michela Repossi in qualità di pastry chef.

     

    Lo staff della sala

    La gestione della sala e della carta dei vini è affidata a Cristiano Ferrario, maitre e sommelier, coadiuvato dai due operatori Shalimar Alessandrini e Daniele Barolo.

    Ambienti circostanti
    * Contenuti redazionali e fotografici con finalità promozionali

    Sorto intorno al Mille, il Castello di Gambolò fu infeudato da Filippo Maria Visconti a un esponente della potente famiglia pavese dei Beccaria. Estintasi la dinastia, passò nell’ultimo quarto del XV secolo sotto il controllo di Ludovico il Moro, che restaurò il maniero e vi soggiornò con una certa regolaritĂ . Risalgono all’etĂ  sforzesca le mura fortificate con le quattro torri cilindriche angolari, tuttora visibili insieme con le tracce delle torri quadrate centrali. Passato nella seconda metĂ  del XVI secolo ai Marchesi Litta, fu trasformato in elegante residenza aristocratica. Al Castello si accede percorrendo il Viale secentesco che sfocia di fronte a un portale fortemente rimaneggiato in epoca barocca, nel quale tuttavia si riconoscono ancora le feritoie dei bolzoni dell’antico ponte levatoio.

    Visitate la pagina:

    Visit Pavia

    Fotografia di Umberto Barcella

     

    Castello sforzesco di Vigevano

    Visitate la pagina:

    Comune di Vigevano

    Fotografia di Wikimedia

     

    Museo Leonardo Da Vinci a Vigevano

    Visitate la pagina:

    Leonardiana

    Fotografia di Leonardiana

    Prodotti e fornitori
    * Contenuti redazionali e fotografici con finalità promozionali

    Alcuni fornitori

     

    Riso Carnaroli, Rosa Marchetti, Riso integrale, Miele d’ acacia e millefiori:  

    Dino Massignani (Riserva San Massimo)

     

    Perle di Lumaca e lumache

    Davide Merlino (Lumaca Madonita)

     

    Formaggi

    Angelo Nudo (Carmasciando)

     

    Caviale siberiano

    Vlad Pankin (Volzhenka)

     

    Burro, uova, panna, latte di giornata

    Marco Vaghi

     

    Prodotti particolari / stagionali del territorio

     

    Tutto l’anno

    Salamin della Duja. Piccoli salami freschi di suino, a pasta cruda conservati fino a 4 mesi sotto grasso, rappresentano il salume per eccellenza nel territorio Lomellino.

     

    Da Gennaio ad Aprile

    Uova d’oca. Le oche producono uova solamente nel periodo compreso tra Gennaio e Aprile. Un uovo d’oca corrisponde a 5 uova di gallina, dal colore molto tenue ed a bassissimo contenuto di colesterolo.

     

    Estate

    Cipolla di Breme a marchio DE.CO. Prodotta a Breme, piccolo paesino del territorio Lomellino, molto delicata e dolce, è adatta alla realizzazione di confetture.

    Ferie: Agosto e 15 Giorni a Gennaio

    Coperti: 25

    Tipologia Cucina: Creativa, Regionale Italiana

    Indirizzo: Via Cavalier Vittorio Necchi 2-4 -27025 Gambolò (PV)

    Prenota un tavolo: +39 0381 092601

    Email: info@villanecchi.it

    Sito web: http://www.villanecchi.it

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