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Mec Restaurant: a Palermo il primo fine dining dedicato alla Apple

di:
Alice Sagona
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Copertina mec palermo

Un imprenditore siciliano ha trasformato la sua passione per i cimeli della Apple in un curioso ristorante che mette d’accordo nerd e gourmand. Ecco Mec: un riuscito esperimento di contaminazione tra pop art, cibo e tecnologia.

Mec Restaurant

A Palermo quando si apre un grande portone in centro storico non si sa mai cosa ci si troverà dentro. I palazzi nobiliari custodiscono posti segreti, antiche bellezze e a volte grandi sorprese. È il caso di MEC, Meet Eat Connect, uno spazio insolito realizzato all’interno del piano nobile di un palazzo cinquecentesco con una vista privilegiata sulla Cattedrale di Palermo. Qui si può cenare tra tetti affrescati e maioliche siciliane, tutto intorno decine di computer, macchine informatiche, oggetti e cimeli che ripercorrono la vita di Steve Jobs dal 1976 a oggi.



Uno spazio pensato come una sorta di hub creativo dove arte, tecnologia, innovazione e food si incontrano. Oltre alle sette sale del museo, una parte del grande piano nobile è stato riservato a caffè letterario e spazio coworking: qui hanno luogo mostre, presentazioni, seminari, workshop, incontri con autori e artisti in uno scambio continuo di connessioni e sinergie tra informatica e tecnologia.



Il ristorante


MEC coniuga tecnologia e cucina gourmet, un luogo nato dalla passione dell’architetto e imprenditore palermitano Giuseppe Forello, grande collezionista di pezzi d’antiquariato Apple e gourmand che, grazie alla ricerca precisa e puntuale dello chef Carmelo Trentacosti, ha dato vita a questo spazio innovativo dove piatti che puntano a stupire incontrano creatività e tecnologia, attraverso il percorso museale delle macchine Apple.


MEC, per dirla con le parole del suo fondatore, “è un museo che si integra con un ristorante e un ristorante che è anche museo. Un luogo unico, un vero museo della rivoluzione informatica 2.0. La collezione è considerata oggi una delle più qualificate a livello europeo. In mostra abbiamo dei prototipi e dei pezzi unici al mondo che appassionati e collezionisti di tutto il mondo ci invidiano.”


Da MEC si può bere un ottimo cocktail, ordinare un aperitivo o concedersi una cena che rimarrà nella memoria a lungo facendosi coccolare dalle proposte dello chef Carmelo Trentacosti; tutto intorno si può ammirare l’affascinante Lisa, il Next Cube, varie tipologie di Macintosh o il rarissimo Apple-1, il primo computer creato da Steve Wozniak e Steve Jobs nel 1976.


La cucina di Trentacosti sposa la filosofia del museo e propone piatti innovativi, che giocano tra consistenze, tecniche, equilibri e sapori inediti, un mix di elementi che non ha lasciato indifferenti gli ispettori della prestigiosa Guida L’Espresso, che ha recentemente deciso di assegnare a MEC due Cappelli.


I piatti


Un menù davvero interessante, dove si può scegliere tra le varie proposte dello chef facendosi guidare in diversi percorsi o pescando liberamente dalla carta; tutti i piatti sono espressioni distintive della ricerca di Trentacosti, proposte giocose, dall'aspetto ludico fortemente presente ma estremamente raffinate.



Si inizia con l’aperitivo, che punta a stupire. Una nota costante di Trentacosti è la mimesi della natura degli ingredienti attraverso la loro scomposizione e ricostruzione nel piatto, così in Acquario il polpo viene trattato come una mousse e stampato in forma di tentacolo per riprendere il suo colore con la gelatina di barbabietola ed essere adagiato su una panellina croccante. La cozza invece ritrova il suo guscio con una sfoglia di carbone vegetale; su tutto troneggia il pane ai ricci di mare, sublimazione dell’amore che i palermitani nutrono per il pane con i ricci la cui polpa diventa un gelato ai ricci servito in una cialda di pane soffiato.


Il Baccello di piselli, signature dish dello chef è invece un cracker dove la farina di piselli incontra una mousse di piselli agli agrumi, il terriccio di olive nere e l’olio di nocellara del Belice. Un piatto dove la forma sostiene il perfetto equilibrio tra il gioco e la sostanza, che al palato esplode in un concentrato di dolcezza e sapidità.

Baccello di piselli



Altro piatto che esprime compiutamente la personalità dell’executive chef è il riso con plancton, formaggio di capra a latte crudo, ricci di mare e mandarino verdello. Un vivido affresco di sapori in cui elementi inediti si alternano in un balletto dove l’acidità degli agrumi sposa la dolcezza del riccio, mentre la sua sapidità viene esaltata magistralmente dalla polvere di plancton, in un continuo rimando tra mare e terra.

riso con plancton, formaggio di capra a latte crudo, ricci di mare e mandarino verdello



Nel Raviolo di seppia con gambero rosso di Mazara, Caviale Baikal e cristalli di sale la sensazione è quella di avere il mare in bocca, un concentrato di sapori salini custoditi da una sfoglia sottilissima.

Raviolo di seppia con gambero rosso di Mazara, Caviale Baikal e cristalli di sale



Con la primavera arrivano anche piatti stagionali che guardano alla tradizione contadina dell’entroterra: Senza Spine celebra il carciofo arrosto di Menfi, simbolo dei momenti di convivialità della Pasqua o delle scampagnate primaverili. In questa sua edizione lo troviamo accompagnato da uovo di gallina siciliana in camicia, chips di topinambur e tartufo nero.

Senza spine



Una nota a parte meritano i dolci, dove lo chef si diverte assemblando ricordi gastronomici lontani e consistenze ne Il Mio Viaggio. Qui la Mousse alla nocciola e le briciole di cacao sono un fortunato incontro con la salsa alla vaniglia e il gelee di mango. E poi, ancora, nella nuovissima bavarese gli agrumi sposano il crumble alla nocciola e il gelato allo yogurt, mentre tutto viene suggellato dalla presenza del miele di sulla di un piccolo produttore locale.

Bavarese



Ma in assoluto l’emozione più grande della cena rimane la genuina semplicità del pane caldo da spezzare con le mani. La panificazione è curata personalmente dallo chef che ha una particolare attenzione per l’utilizzo di pasta madre in lievitazione e per la selezione di farine di grani siciliani autoctoni.


Un pane straordinariamente vaporoso, ben lievitato e soffice, dalla crosta saporita e profumata, servito accompagnato solo da un goccio di olio d’oliva siciliano, così da questo semplice incontro si rinnova il più antico gesto d’amore verso chi arriva a tavola.

Indirizzo


Mec Restaurant

Via Vittorio Emanuele, 452, 90134 Palermo PA

Tel: 091 989 1901 - 347 753 2005

Sito Web

Mec é aperto ogni sera dal lunedì al sabato dalle 19.00 alle 23.00 La giornata di chiusura è la domenica.

Il museo è visitabile su prenotazione dalle 9:30 alle 17:30

Il biglietto d'ingresso ordinario è di 7 Euro; per studenti e giovani al di sotto dei 18 anni c’è il ridotto a 5 Euro. Previsto anche un ingresso cumulativo famiglie di 15 Euro (tre persone)

 

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