Alain Ducasse e Dom Pérignon aprono il temporary restaurant più lussuoso del mondo

Il cuoco più famoso di Francia sposa la maison di Champagne più amata nel mondo, per un progetto che si propone di far vivere a due soli fortunati per volta un'indimenticabile esperienza da sogno.

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Alain Ducasse e Dom Pérignon aprono il temporary restaurant più lussuoso del mondo

C’era una volta il Dom Pérignon Oenotheque, figlio di intelligenza e lungimiranza della grande maison francese con sede a Epernay, che per assicurarsi di non rimanere a cantina asciutta nel momento della perfetta maturazione di un’annata di Champagne, ne conservava in casa buona parte delle bottiglie per poi rimetterle sul mercato a posteriori, ovvero nel momento in cui Richard Geoffroy (chef de cave e principale artefice dell’ulteriore ascesa di Dom Pèrignon negli ultimi vent’anni) decideva che la seconda giovinezza del vino era al suo culmine, anche grazie a un prolungato contatto con i lieviti.

Poi Oenotheque scomparve, ma solo per lasciare spazio a P2 (che sta per deuxième plenitude, letteralmente seconda pienezza), che ne mantiene filosofia e caratteristiche.

Per riservare la luce che merita alla cuvée P2 1998, Dom Pérignon ha da poco varato un’iniziativa con lo scopo di sposare la classe alla classe, trasformando temporaneamente una suite del prestigioso Hotel de Paris di Montecarlo in un rifugio per signori fortunati (e facoltosi, perché la tariffa per due persone è di 4.500 € a notte), che, oltre alla camera ben fornita di Champagne per scongiurare ogni rischio di sete, ottengono nel pacchetto una cena studiata apposta in abbinamento da Alain Ducasse, ed eseguita da Franck Cerutti nelle cucine del tristellato Louis XV che sta al piano terra dell’hotel.

Il menu pensato da monsieur Alain prevede un primo passo a base di biancomangiare di cavolo con caviale e foglia d’oro, seguito da dei meravigliosi gamberoni di Sanremo con kumquat e riso venere al profumo di verbena. Due piatti dalle forti connotazioni iodate, ideali per magnificare la sacra bollicina di DP.

Si prosegue con dei ravioli farciti del ripieno necessario per preparare la classica torta pasqualina ligure, e si raggiunge l’apice con uno stinco di vitello cotto lentamente nel suo grasso e accompagnato da piselli e altre verdure di stagione variabili. A pulire il tutto, una delizia al limone di Mentone servita all’interno del limone stesso, scavato e rinforzato da un fondo in stile tartellette.

Esperienza seducente, ricca di fascino e suggestiva, disponibile fino al 31 maggio 2016 soltanto. Ovvio che il conto sia uno scoglio difficile da affrontare per i più, ma il diritto a sognare (o magari anche un po’ invidiare senza perfidia, perché no?) è gratuito e aperto a tutti. L’unico dato incontestabile rimane che in quanto a promuovere grandezza per mezzo della grandezza, i francesi siano oggi ancora un passo avanti a noi. Dom Pérignon, Hotel de Paris e Alain Ducasse… Rien ne va plus, les jeux sont fait.

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